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Il centro storico, la città underground, i panorami sul Golfo, i sapori e l’artigianato da non perdere

Napoli: dove andare e che cosa fare per conoscerla al meglio

di 
Fabrizio Milanesi
8 Novembre 2017
 
La luce che sale dal mare e l’eterno e amatissimo panorama del Golfo sono il dolce benvenuto che Napoli dà a chi ha la fortuna di poterla avvicinare davvero. Non è facile conoscere Napoli, città intricata e bellissima, con un’energia che a tratti si confonde tra il frastuono delle strade nelle ore di punta e nelle chiacchiere animate tra i vicoli, al bancone dei caffè, ai tavoli delle pizzerie, alla folla sui mezzi pubblici. Sentire il ventre di Napoli è una esperienza forte. Ma c’è spazio per riprendere energie, trovare uno scorcio, allungare la vista sul Golfo e sul Vesuvio prima di tuffarsi nella città e coglierne i volti più autentici in un viaggio a più dimensioni.
 
IL CUORE DI NAPOLI
Il centro storico di Napoli si “deve” scoprire a piedi. Il primo motivo è che la guida nel traffico sotto il Vesuvio è affare per driver esperti e navigati. Lasciamo perdere. Cerchiamo invece di assaporare le ricchezze che si concentrano tra Spaccanapoli e il Decumano superiore: strade strette, pedonali, piccole piazze su cui si affacciano antichi santuari e imponenti palazzi, e dove resistono antichi lavori e le botteghe artigiane sono quelle di sempre. Basta fare un giro a San Gregorio Armeno per capirlo. Il centro storico è un monumento a cielo aperto e come tale preso sotto l’ala Unesco tra i patrimoni dell’umanità. Un patrimonio che ha però due lati, come una medaglia preziosa.
 
Lo squarcio coloratissimo di Spaccanapoli
 
LA TESTA DI NAPOLI
In superficie sfilano monumenti, ricche collezioni d’arte antica e contemporanea, Santa Chiara e decine di chiese imponenti e austere. Si può seguire in un primo itinerario la direttrice di Spaccanapoli scandito dalla successione delle eleganti vie Benedetto Croce, S. Biagio dei Librai e Vicaria Vecchia. Una ininterrotta sequenza di piazze, chiese guglie, palazzi, botteghe artistiche, pizzerie e locali che affollano gli spazi tra San Biagio dei Librai e il quartiere di Forcella. Un secondo itinerario è quello che in nome dell’eleganza percorre via dei Tribunali fino a Castel Capuano. Una possibilità di entrare in una ideale pinacoteca che si apre con la visita del Duomo e si chiude scoprendo i resti della città greco-romana visibili sotto San Lorenzo maggiore e lo stesso Duomo.
 
Un terzo itinerario può seguire la via dell”Anticaglia”, il Decumano Superiore che si forma con la sequenza delle tranquille vie della Sapienza, via Pisanelli, dell’Anticaglia e dei Santi Apostoli. Insieme alla trasformazione e il recupero di antichi palazzi e conventi in questa fetta di città si ha l’occasione di visitare il Madre – Museo di Arte Contemporanea, il Museo Diocesano e la Farmacia dell’Ospedale degli Incurabili.
 
Piazza del Plebiscito e la Basilica di San Francesco di Paola
 
IL VENTRE DI NAPOLI
Ma sotto la trama di cardini e decumani ci sono i tesori carsici della Napoli sotterranea. Una Napoli che si può visitare magari seguendo il cosiddetto Itinerario del Miglio Sacro, che dalle catacombe di San Gennaro raggiunge Porta San Gennaro attraversando tutto il rione Sanità. Per scoprire una Napoli underground si può anche uscire dalle mura, in direzione del Rione Sanità. Sotto la superficie del quartiere sono custodite infatti città sotterranee dedicate alle sepolture pagane e cristiane. Al II secolo risalgono le catacombe di San Gennaro. Quelle di S Gaudioso sono più tarde, mentre alle “capuzzelle” (i teschi) del cimitero delle Fontanelle si attribuiscono poteri miracolosi. Ultima tappa può essere individuata nell’Ipogeo della chiesa del Purgatorio ad Arco, in via dei Tribunali, che pare celi presunti corpi di Crociati.
 
Per scoprire una Napoli sotterranea più moderna è sufficiente invece munirsi di biglietto e scendere in metropolitana, impreziosita da fermate che sono un vero museo d’arte contemporanea allestito da architetti e urbanisti di fama mondiale. Le stazioni da non perdere sono: Toledo, Dante, Museo, Materdei, Salvador Rosa, Quattro Giornate, Vanvitelli, Università e Municipio.
 
Le catacombe di San Gennaro
 
IL RESPIRO DI NAPOLI
Ora si può giocare con i contrasti di cui Napoli è regina indiscussa, riemergendo dal sottosuolo alla ricerca di squarci panoramici sul Golfo. Si cammina sul lungomare che sfila su via Caracciolo o sulla parallela riviera di Chiaia e piazza della Repubblica. I due punti di riferimento monumentali in questa romantica passeggiata, amatissima dalle famiglie, sono Castel dell’Ovo e Castel Nuovo, il Maschio Angioino.
 
La “via del mare” continua oltre largo Sermoneta lungo la Via di Posillipo, una splendida strada panoramica voluta da Gioacchino Murat e tracciata tra il 1812  il 1823. Dalla costa la strada si arrampica sul promontorio che separa il golfo di Napoli da quello di Pozzuoli. Proseguendo verso Bagnoli, le tappe imperdibili sono l’incompiuto Palazzo Donn’Anna (1642), villa Rosebery, il villaggio di Marechiaro a picco sul mare, il Parco Virgiliano, con le sue terrazze che si affacciano sul mare spalancando un panorama che racchiude il golfo di Napoli e quello di Pozzuoli: un’immagine da sempre simbolo di Napoli.
 
 
 
 
LA DOLCEZZA DI NAPOLI 
Napoli è di sicuro la regina della pizza e del cibo di strada (chiamiamolo pure street food). Ma come simboli della gastronomia tipica partenopea viriamo su dolci che gli stranieri non possono copiare (malamente) o infilare in un cliché, ma solo assaggiare per rimanere "abboccaperta". In piazza San Domenico Maggiore convivono infatti arte, cultura e alta pasticceria. Sfogliatelle, babà, pastiere e la sublime “ministeriale”, il medaglione di cioccolato che delizia generazioni di napoletani fin dall’800, affollano infatti le vetrine della pasticceria Scaturchio, dove la parola sfogliatella fa rima con poesia.
 
Per una colazione seduti nello splendido scenario della piazza, è difficile resistere all’aroma del caffè e alla fragranza dei cornetti del Gran Caffè Aragonese. Memorabili creazioni di cioccolato si gustano nella sede storica di Gay Odin, dove il cioccolato Foresta e il Vesuvio di Cioccolato sono a volte più fotografati del contesto. Qui si trovano anche il mitico gelato di Gay Odin e una delle creme migliori della città.
 
LA CREATIVITÀ DI NAPOLI
Le feste e il sentitissimo Natale si avvicinano e non possiamo dimenticare il luogo che più di ogni altro concentra la passione per la tradizione e la qualità dell’artigianato artistico - con il rischio onnipresente di una deriva kitsch -: via San Gregorio Armeno. È tra le più famose del centro storico di Napoli, su cui si aprono le botteghe e si susseguono i banchetti degli artigiani che perpetuano la tradizione del presepe napoletano e dei fiori di carta e di seta. Durante le settimane dell'Avvento la via diventa un bagno di folla densissimo, in cui cercare come rabdomanti pezzi unici per l’allestimento del presepe. Si passa dalle statuette di personaggi della tradizione cristiana a raffigurazioni satiriche di personaggi dell’attualità; dai giochi d’acqua a grotte di ogni forma, dalle miniature a etti di muschio e sughero. Una città nella città.
 
Napoli e i presepi di San Gregorio Armeno
 
NAPOLI "APERTA PER VOI" E CON LE GUIDE TCI
Per iniziativa del TCI e con la collaborazione dei soci Volontari per il patrimonio culturale alcuni siti italiani d’arte e cultura di solito chiusi al pubblico, o accessibili parzialmente, sono resi fruibili nell’ambito del progetto Aperti per Voi. A Napoli sono tre i luoghi aperti dai Volontari Tci: la Basilica di San Giorgio Maggiore, la chiesa dei Ss Severino e Sossio e la Chiesa del Gesù nuovo. Per l’elenco completo dei luoghi Aperti per Voi e per le iniziative collegate vai alla pagina dedicata dal nostro sito. 
 
Spunti, approfondimenti e suggestioni di questo racconto partenopeo provengono dalla Guida Verde Napoli e il Golfo. Per acquistarla con sconti web e per soci vai sul nostro store online!