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In Lombardia, una meta selezionata e certificata dal Touring

Montagne, borghi e cascate: che cosa fare a Chiavenna e dintorni

di 
Piero Carlesi
13 Maggio 2015
Chiavenna, capoluogo dello storico contado, è una bella cittadina in provincia di Sondrio, quasi a ridosso del confine di Stato con il Canton dei Grigioni, in Svizzera, alla quale il Touring ha assegnato la Bandiera arancione per le qualità turistico-ambientali.

IL CENTRO STORICO E I CROTTI
Distante solo 124 km da Milano, Chiavenna vanta un prezioso centro storico, con eleganti palazzi medievali dai portali scolpiti in pietra verde, una stupenda parrocchiale dedicata a S. Lorenzo, eleganti fontane in pietra e l'attiguo parco delle Marmitte dei giganti.

A Chiavenna città e nei dintorni sono poi famosi i crotti (la sagra dei crotti si tiene ogni anno in settembre, www.sagradeicrotti.it), tipici locali dove si possono gustare i prodotti tipici del luogo quali i formaggi d'alpeggio, i salumi, la bresaola e i pizzoccheri chiavennaschi (da non confondere con quelli valtellinesi), perché sono degli speciali gnocchetti di grano saraceno al burro e formaggio.

LE VALLI NEI DINTORNI
A Chiavenna la valle si biforca: il ramo verso nord-est punta verso il passo del Maloja e l'Engadina, mentre la valle che punta a nord, chiamata val S. Giacomo o valle Spluga risale la montagna toccando Campodolcino e Madesimo fino al passo dello Spluga, oltre il quale si apre la Svizzera, con una discesa vertiginosa al borgo di Splugen.
 
Noi consigliamo di imboccare dapprima quest'ultima vallata, solcata dal torrente Liro perché, pur nella durezza dei profili montuosi, sa offrire scorci e luoghi di grande fascino. Risalendo la montagna con ripidi tornanti si raggiunge dapprima il borgo di S. Giacomo e Filippo e il santuario di Gallivaggio (796 m). L'architettura rustica delle case in pietra ben si adatta al paesaggio costituito prevalentemente da dura roccia. Superata Cimaganda, piccolo borgo che sorge sul bordo di una frana, ecco profilarsi l'abitato sparso di Campodolcino (1071 m).


MUSEI E PASSEGGIATE
A Campodolcino occorre visitare il Mu.Vi.S, ossia il Museo della Via Spluga (www.museoviaspluga.it) e della Val San Giacomo e l'Ecomuseo Valle Spluga (ecomuseovallespluga.it), che raccolgono documenti, materiali, attrezzi e testimonianze della vallata e in particolare dell'itinerario pedonale seguito da mercanti, pellegrini, ecclesiastici ed eserciti che collegava la Pianura padana con la Germania attraverso Coira e il territorio grigione.
 
Agli escursionisti che amano fare trekking consigliamo d'estate seguire i 14 itinerari proposti dall'eco museo; tra i tanti consigliamo di salire al passo dello Spluga (2115 m) e di scendere a piedi lungo la Via Spluga fino a Campodolcino; l'itinerario occupa un'intera giornata ma è di grande soddisfazione, Dapprima si scende dal valico al sottostante abitato di Montespluga e al vicino lago; da qui si imbocca il sentiero che entra nella gola del Cardinello, scavato in una forra con vari tratti sul bordo del precipizio, assai panoramici (occorre fare attenzione, ma è fattibile da tutti).



Al termine del tratto più suggestivo si percorre un altro sentiero con interesse turistico, la Via retica dei Carden che attraversa minuscole frazioni costituite da baite in legno molto caratteristiche (come le antiche case di Livigno e di Zernatt, tanto per intenderci). Raggiunto il borgo di Isola (1268 m), storico punto di sosta e di cambio cavalli per le diligenze che affrontavano il passo nell'Ottocento, il sentiero prosegue più tranquillo fino a Campodolcino.
 
IL PALAZZO VERTEMATE FRANCHI A PIURO
Da Chiavenna non è da trascurare peraltro anche la valle del Mera che risale la Bregaglia fino al confine di Stato e oltre. Qui vi sono due chicche da ammirare: il palazzo Vertemate-Franchi a Piuro e, a Borgonuovo, la cascata dell'Acqua Fraggia, alta e aerea che fa fare all'acqua del torrente un salto poderoso.
 
Palazzo Vertemate Franchi (www.palazzovertemate.it) è un prestigioso palazzo cinquecentesco dalle linee eleganti e sobrie, che non fa trasparire all´esterno la ricchezza delle decorazioni e degli arredi degli spazi interni. Varcata la soglia del portale bugnato, con incisi i nomi dei due fratelli che fecero costruire il palazzo e con il loro stemma sulla chiave del'arco, si entra nell'atrio. Le pareti e i soffitti a volta, come quelli dei locali che vi si affacciano, sono dipinti a fresco. Solo la sala di Giunone ha le pareti rivestite in legno con pregevoli intarsi. Nell'atrio-corridoio, che si apre su un cortiletto che una vite canadese colora di un intenso rosso in autunno, si incontrano le allegorie dei quattro elementi, cui fanno riscontro sulla volta Giunone, Cerere, Bacco e Priapo, che stanno a indicare il rapporto con la terra madre, che dispensa ricchezza e offre protezione per gli orti, le vigne, gli armenti e le api.

Visitando le singole sale, si coglie il sapore di un tempo perduto. Due commercianti nella seconda metà del Cinquecento seppero creare in una residenza di periferia, oggi diremmo nella seconda casa, un ambiente raffinato, senza guardare a spese.


LE CASCATE DELL'ACQUA FRAGGIA
Le imponenti cascate del'Acqua Fraggia, ben visibili da lontano, rappresentano un tipico esempio di escavazione glaciale ad "U" nella valle principale (la Valchiavenna), che ha lasciato pensili"gli affluenti, che vi precipitano mediante un poderoso salto.
Sulle pareti della roccia, e principalmente al suo piede, cresce una flora rupicola particolare, favorita dal microclima che la nebulizzazione dell'acqua, cadente dalle cascate, determina.
 
Non resta a questo punto che programmare una visita di Chiavenna e dintorni; consultare a questo riguardo la pagina della Bandiere arancioni dedicata a Chiavenna cliccando qui.
Non ne rimarrete certo delusi!