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Itinerario da Pienza a Orvieto, sulle orme dei fondatori del Touring Club Italiano

In camper tra Toscana e Umbria, dove ogni metro di strada è una festa per gli occhi

di 
Renato Scialpi
26 Luglio 2016
 
Chissà che reazione avrebbero, se fossero qui, Federico Johnson e Luigi Vittorio Bertarelli, “direttori” dell’escursione Milano-Roma. Le immagini del maggio 1895 li ritraggono in bombetta e marsina mentre, in sella alle biciclette, sfilano all’arrivo della gita organizzata dal Touring Club Ciclistico Italiano. Tra gli obiettivi dell'associazione, nata qualche mese prima, c’era il “collocare speciali indicatori ai crocivii delle strade nazionali” e il “fornire (...) guide per la sicura circolazione sulle pubbliche strade d’Italia (...) per assicurare ai suoi soci il maggiore comfort”. 

Prendendo spunto da quell'itinerario, abbiamo scelto di percorrere una delle sue parti più belle, quella che va da Pienza (in Toscana) a Orvieto (in Umbria). Ma non in bici, bensì a bordo di sette metri e quaranta centimetri di comfort. Dalla cabina con doccia e wc separati alla cucina a gas con quattro fuochi, dal riscaldamento centrale (17 metri di radiatori nel pavimento!) ai letti con doghe e materasso in lattice il camper usato da Touring per questo itinerario è da molti punti di vista il materializzarsi del “tourismo” – come si diceva allora – propugnato dai padri fondatori del Tci. 

Quanto agli “indicatori ai crocivii”, il navigatore satellitare in plancia li sostituisce egregiamente e aiuta chi guida ad anticipare eventuali insidie. Pressoché inesistenti, nonostante la larghezza di due metri e trenta; meglio tener comunque d’occhio i rami sporgenti, visto che siamo alti tre metri. L’ottimo autotelaio che associa le qualità del Fiat Ducato all'esperienza di Al-Ko consente peraltro di superare in scioltezza tracciati impegnativi e, grazie alla telecamera di coda, le manovre sono quasi un gioco.

 
 
 
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PIENZA, GIOIELLO DEL SENESE
Capolavoro rinascimentale di Bernardo Rossellino, città ideale di papa Pio II, Bandiera arancione Tci, Patrimonio dell’umanità Unesco, Pienza è un gioiello del Senese che pare quasi un sacrilegio imbrattare di inchiostro. Chi però non l’ha visitata nel­l’ultimo decennio trova una serie di piacevoli sorprese, dal restauro delle splendide pale quattrocentesche della cattedrale (foto sotto) al recente riallestimento, all’ultimo piano del Palazzo vescovile, del Museo diocesano, dove si è accolti “a braccia aperte” dalla Madonna della Misericordia di Bartolo di Fredi. Senza dimenticare, fuori le mura, la passeggiata fino alla romanica pieve di Corsignano
 

La prima tappa è l’occasione per scoprire un altro risvolto del camper. Il parcheggio è alle spalle del Consorzio agrario e della sua rivendita di specialità tipiche – primo tra tutti il celebre pecorino di Pienza igp – e prodotti a chilometri zero. Vettovaglie che trovano con facilità posto a bordo nei gavoni (il vano di carico posteriore può accogliere almeno due bici o uno scooter) come nel frigorifero da 150 litri: non si rischia la fame, di ritorno dalla gita a due ruote. Ecco perché il camper, tra l'altro, è tra i più noti amici del cicloturista. Che faccia da battistrada-scorta (un pedalatore stanco da piazzare al volante, non a caso, si riesce sempre a trovarlo) sulle lunghe percorrenze o come base per escursioni più brevi. E in entrambi i casi offre, senza se e senza ma, acqua fresca, doccia e munizioni da bocca per chi cominci a sentire nelle gambe il peso dei chilometri. 

BORGHI, ALBERI SECOLARI E MUSEI
La strada bianca che unisce Pienza a Monticchiello, fin dal primo metro fuori Porta al Ciglio si dichiara ostile al camper. I ciclisti sfilano via e per chi viaggia a motore si apre tuttavia un ventaglio di opportunità. C’è San Quirico d’Orcia, con la collegiata dal grandioso portale romanico e gli Horti leonini, capostipiti dei giardini all’italiana risalenti al 1540. O magari una deviazione fino alla rinascimentale cappella della Madonna di Vitaleta.

 
Poi però il tracciato sulla Cassia è funestato dal traffico. Meglio allora aggirare l’ostacolo con la provinciale della Montagna: salendo a Monticchiello i panorami sulla val d’Orcia sono talmente belli da levare il fiato. Tanto da far dimenticare l’aspetto forse fin troppo restaurato proprio del piccolo borgo, segnato alla sommità da un cassero duecentesco. Per chi si interessa agli alberi monumentali la sosta d’obbligo è alla quercia (nello specifico una roverella), vecchia di circa 360 anni, che sorge presso l’agriturismo Le Checche. 

La provinciale delle Macchie, passando poi su strada bianca per la fattoria fortificata di origini trecentesche del Castelluccio ( foto sotto) e La Foce, conduce alle porte di Chianciano, che i cicloturisti possono scavalcare puntando su Sarteano lungo la via Vecchia Senese. L’aspetto moderno di Chianciano Terme stride con il vicino Parco artistico naturale e culturale della val d’Orcia, sotto tutela Unesco; merita comunque una sosta la collezione di antichità etrusche e romane del Museo civico archeologico delle acque. 
 

TRE BANDIERE ARANCIONI
Tre Bandiere arancioni per tre luoghi da non perdere: Sarteano, Cetona e San Casciano dei Bagni (foto sotto) sono le successive tappe prima di puntare su Orvieto (magari con una deviazione attraverso la riserva del monte Rufeno fino ad Acquapendente e alla cripta romanica della cattedrale). E tre personalità differenti: Sarteano raccolta ai piedi del castello, ma nota anche per la tomba etrusca della Quadriga infernale e per un campeggio pluripremiato le cui tre piscine termali (e i corsi di cucina toscana) possono sedurre pure il camperista meno propenso alle soste strutturate; Cetona, aperta verso la valle dell’Astrone punteggiata d’ulivi e che ha un punto di forza da scoprire nel vicino eremo trecentesco di S. Maria a Belverde, oggi custodito dalla comunità di Mondo X; San Casciano, visivamente una piccola Pitigliano per chi la raggiunge da nord, celebrato buen retiro della coppia Mazzantini-Castellitto che vi ha ambientato un film e alle cui porte, semicancellate, si trovano scritte inneggianti a Bartali e Coppi.
 


Allerona, solitaria in collina, dà poi il benvenuto in Umbria, prima di scendere nella piana del fiume Paglia dominata dallo scoglio tufaceo di Orvieto. 

L'ACCOGLIENZA DI ORVIETO
Ultima sorpresa positiva del tour in camper, l’accoglienza di Orvieto, con un’area di sosta esemplare per ospitalità (il rombo dei Frecciarossa in transito è il tributo alla modernità) a pochi passi dalla funicolare che sale in centro. E la capacità di aprire al turismo l’intera città, superando il bipolarismo Duomo-pozzo di S. Patrizio.
 
Merito della Carta Unica Orvieto, forfait per mezzi pubblici e musei, e anche dell’Opera del Duomo cui si deve negli ultimi anni l’apertura al pubblico dei Palazzi papali, del Museo Emilio Greco a palazzo Soliano e della collezione di statuaria in S. Agostino. Perché – sia chiaro – nessuno rinuncerebbe a contemplare gli affreschi di Signorelli, però con la complicità di camper e bici da Pienza fin qui ogni metro di strada è una festa per gli occhi. E un’occasione per conoscere meglio l’Italia.
 


I SERVIZI PER I CAMPERISTI
Lungo il percorso non si incontrano particolari problemi per la sosta dei camper. Da segnalare: a Pienza l’area a pagamento nei pressi del Consorzio agrario (con camper service) è a rischio sovraffollamento nei festivi e il venerdì (mercato); a Monticchiello il parcheggio di via del Forte ha spazi limitati; a Chianciano Terme l'area sosta camper è a lato di viale Roma, di fronte al parco Fucoli e al Palamontepaschi; a Sarteano si può sostare nella spianata tra l’abitato e il campeggio Parco delle Piscine (con camper service); a Cetona, sosta possibile nell'area di via delle Scuole-via Campo delle Fiere; a San Casciano dei Bagni sosta a pagamento (con camper service) nel parcheggio a fianco di via delle Scuole; ad Acquapendente ampi spazi allo stadio (via Campo Boario); a Orvieto l’area attrezzata è in via della Direttissima a Orvieto Scalo, dietro alla stazione (tel. 0763.300161 e 338.6843153, dispone di camper service, elettricità e bagni; nella foto sotto).

Il camper è stato messo a disposizione da Apc-Associazione Produttori Caravan e Camper, www.associazioneproduttoricamper.it e www.sceglilcamper.it.
 

INFORMAZIONI
- Sul sito di Bandiere arancioni, schede di Pienza; Sarteano; Cetona; San Casciano dei Bagni. In tutte le schede si possono leggere le motivazioni del riconoscimento al borgo.
- I nostri consigli su dove dormire e mangiare a Pienza e dintorni.
- I nostri consigli su dove dormire e mangiare a Orvieto e dintorni.

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