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Due giorni a pedali nelle terre palladiane, tra architettura e paesaggi d'acqua

In bicicletta in Veneto: itinerario sulle ciclabili Treviso-Ostiglia e GiraSile

di 
Luca Zironi e Francesca Schintu
3 Agosto 2016
Questo è il racconto di due giorni in bicicletta in Veneto, da Vicenza a Meolo (Ve), effettuato in massima parte sulle piste ciclabili Treviso-Ostiglia e GiraSile. Ce l'hanno mandato Luca Zironi e Francesca Schintu, due appassionati cicloturisti: laurea in filosofia lui, laurea in architettura e dottorato in storia dell'architettura lei, amano esplorare l'Italia percorrendo le principali ciclabili sparse sul territorio, cercando di lasciare qualche resoconto scritto, per fare un po' di "proselitismo alla causa". Seguite le loro tracce!
 
TAPPA 1 - DA VICENZA A CAVASAGRA DI VEDELAGO (TV)
Un parcheggio molto tattico, gratuito ma in vista, è quello che troviamo dietro la stazione dei treni, in via Arnaldo Fusinato. Pochi metri e siamo già “ciclo-pellegrini” verso il Santuario della Madonna di Monte Berico. Lo strappo è importante, la fatica è quanto basta a renderti limpido lo sguardo sopra la città. Impossibile non accorgersi della carena di nave rovesciata che ricopre l’antico Palazzo della Ragione, meglio noto come Basilica Palladiana: l’edificio simbolo di Vicenza verrà infatti riplasmato in fogge rinascimentali nel 1546 dall’allora poco conosciuto Andrea Palladio, destinato a diventare uno degli architetti più celebri di tutti i tempi.
 
Apprezzatissimo già dai contemporanei per le sue magnifiche ville (ammirate, studiate e imitate ben oltre i confini del Veneto), il Palladio sarà ora il nostro illustre compagno di viaggio. Appena fuori dalla città, ai piedi del colle di San Bastian, costeggiamo il recinto della seicentesca Villa Valmarana ai Nani, che custodisce uno straordinario ciclo di affreschi firmato nientemeno che dai Tiepolo (padre e figlio), all’epoca del loro massimo splendore artistico (1757).
 
La ciclabile di Casarotto-Vicenza
 
Poco distante ritroviamo il Palladio in una delle sue opere senza dubbio più famose, Villa Almerico Capra, detta La Rotonda (dal 1994 patrimonio dell’UNESCO). Fonte inesauribile di ispirazione per architetti di ogni epoca, questo edificio cupolato a pianta centrale, simmetrico e inscrivibile in un cerchio perfetto (da qui l’epiteto di “rotonda”), è stato meta privilegiata di artisti, poeti e intellettuali, conquistati dagli ideali di armonia “classica”.
 
Vicenza, villa Almerico Capra (detta "La Rotonda")
 
L’ottima ciclabile che esce da Vicenza rende omaggio a Renato Casarotto, eroe della montagna all’epoca dell’alpinismo nudo e crudo. All’altezza di Longara, un’altra ciclabile sulla destra ci invita verso il Lago di Fimon (Arcugnano). Decliniamo cortesemente, solo perché la tabella di marcia è molto serrata. Prima dell’abitato di Bugano di Sopra, notiamo indicazioni per ben due meccanici di biciclette. Costeggiamo il fiume Bacchiglione, proseguendo per pochi chilometri lungo la ciclabile Riviera Berica, prima di svoltare in direzione nord-est. Sfruttando qualche tratto del “percorso cicloturistico della media pianura vicentina”, arriviamo a Grisignano di Zocco, dove attualmente inizia la ciclabile Treviso-Ostiglia. La stazione dei treni di Grisignano sembra un po’ sperduta nel nulla, ma è senz’altro utile per un libero accesso ai servizio igienici e un rifornimento delle borracce.
 
Un tratto della ciclabile Treviso-Ostiglia
 
La ciclabile Treviso-Ostiglia, così chiamata perché corre sul sedime dell’omonima linea ferroviaria ormai dismessa (nata dalla guerra e distrutta dalla guerra - alcuni cartelli indicano ancora le bombe degli Alleati), oggi è una greenway: un tunnel verde, un’autostrada per biciclette che attraversa la pianura veneta (percorribile solo nel tratto Grisignano di Zocco-Treviso, per 53 km). La prima parte è tutta asfaltata, molto ampia e completamente all’ombra: perfetta per famiglie con bambini. Peccato per i molti attraversamenti stradali e le rispettive barriere che obbligano le nostre biciclette a innumerevoli gincane, piuttosto inutili vista l’inconsistenza del traffico automobilistico. A Campo San Martino (PD) superiamo il fiume Brenta, le cui sponde, per chi decide di proseguire verso nord (per altri 30 km), conducono alla splendida ciclabile della Valsugana (presso Bassano del Grappa).
 
Noi abbiamo già avuto la fortuna di percorrerla e quindi procediamo lungo la Treviso-Ostiglia, in cerca di suggestioni sempre nuove. Appena fuori dall’abitato di Camposampiero la ciclabile offre una deliziosa area pic-nic, ampia e ben attrezzata. Siamo all’altezza di Piombino Dese e la villa Cornaro emerge dal verde della campagna con un elegante portico aggettante su due livelli: la grandiosa dimora, commissionata nel 1552 da un prestigioso aristocratico veneziano, porta la firma di Andrea Palladio.
 
Poco distante ci fermiamo per ammirare Ca’ Marcello, un’altra villa cinquecentesca che non è attribuibile al grande architetto ma indubbiamente ne ricorda lo stile: dopotutto, il palladianesimo avrà una straordinaria fortuna in tutta Europa fino a sbarcare in America (basti solo pensare agli edifici disegnati da Thomas Jefferson, architetto, nonché terzo Presidente degli Stati Uniti d’America). Dopo una breve sosta alla rotonda di Badoere sterziamo verso Cavasagra di Vedelago (TV) e raggiungiamo la settecentesca Villa Cornèr della Regina che ci ospiterà per la notte (non la villa in realtà, ma le ben più economiche barchesse). Una pizza importante al ristorante “La pace”, raggiungibile comodamente a piedi dalla villa, è il giusto risarcimento dopo 70 km di pedalata.
 
Levada di Piombino Dese, Ca' Marcello
 
TAPPA 2 - DA TREVISO A MEOLO (VE)
La mattina seguente la temperatura è già piuttosto alta, sin dalle prime ore. Non rientriamo subito sulla ciclabile alla volta di Treviso, ma cerchiamo refrigerio nel meraviglioso Bosco dei Fontanassi. Percorsi didattici e passerelle in legno permettono l’esperienza incantevole delle risorgive del Sile. Poco a poco, goccia a goccia, un fiume intero sorge dalla terra e viene a formarsi.
 
La seconda parte della ciclabile Treviso-Ostiglia è più stretta, quasi sempre su un ghiaino bianco molto fine ma ben pedalabile. Anche qui gli attraversamenti stradali sono frequenti. La “via dei Mulini”, all’altezza di Quinto di Treviso, è una piacevole divagazione prima di arrivare in città. Treviso è sempre bella, raccolta nella sua intimità, pittoresca e placida come il suo fiume.
 
Treviso, via dei Mulini
 
La ciclabile lungo le alzaie del Sile (GiraSile) è un percorso per famiglie e cigni: un “must” del cicloturismo. Le nuove passerelle del “cimitero dei burci”, appena ricostruite, sono uno spettacolo. Non è possibile percorrerle in sella alla propria bici, ma un’andatura più lenta è un’opportunità per cogliere particolari imperdibili. I burci sono antiche barche fluviali da lavoro, utilizzate in Veneto sino agli anni Settanta del Novecento e rappresentano un documento fondamentale per tenere viva la memoria di questi luoghi: il “cimitero dei burci” nel parco del Sile è il più vasto sito archeologico che conserva i relitti di queste antiche e affascinanti imbarcazioni. Preferiamo evitare troppi dettagli per lasciare ai fruitori la sorpresa di un’esperienza ciclopedonale unica. Ci limitiamo a segnalare la presenza di parecchie fontane lungo il percorso e un servizio di battelli per mini-crociere lungo il fiume.
 
 
L'accesso segnalato al Bosco dei Fontanassi
 
Ormai siamo già “in odor di Venezia” e ci lasciamo trasportare. Cerchiamo una pedalata rotonda e proseguiamo verso Quarto d’Altino per poi arrivare a Portegrandi (VE), dove il fiume è già laguna. Infine giriamo verso nord e alla stazione di Meolo saliamo su un treno che in meno di due ore ci riporterà a Vicenza. Le linee ferroviarie del Veneto dispongono di treni regionali molto frequenti e, con rare eccezioni, tutti adibiti al trasporto di biciclette.
 
Dopo circa 65 km in sella (sommati a quelli del giorno prima) la stanchezza è molta, ma la soddisfazione è di più. La gratitudine è il sentimento dominante quando ti riporti a casa, quando ti sfrecciano davanti agli occhi quei posti e quei momenti. Sei grato alle tue gambe di averti portato sin lì, sei grato a quelle persone che ti hanno accompagnato, fisicamente e no, sei grato alla natura e a tutti coloro che l’hanno saputa conservare, salvaguardare e valorizzare, rendendola anche tua.
 
INFORMAZIONI UTILI
- Per visitare Villa La Rotonda vai sulla pagina dedicata
- Per informazioni su tutte le ciclabili citate dall'itinerario: