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Un lungo weekend per scoprire Capalbio, Orbetello, l'Argentario e le oasi naturali del lago di Burano e Duna Feniglia

Dove andare in bicicletta nella Maremma toscana

di 
Fabrizio Milanesi
17 Ottobre 2016
Gli scenari splendidi dell’Argentario, tra mare e lagune, ci accompagnano per una proposta di itinerario in bicicletta adatto a tutti, facile, senza troppi strappi, e particolarmente suggestivo in autunno. Il percorso parte e arriva a Capalbio e si presta quindi a un mini-viaggio treno+bici anche nel ponte del 1 novembre.
 
Si  possono percorrere i 76 chilometri totali dell’anello ovviamente tutti o in parte, dipende dalla vostra attitudine e dalla vostra voglia di scoprire o riscoprire destinazioni note ma che in bassa stagione rivelano sorprese. Ad incoraggiare la gita a pedali in Argentario sono anche le buone condizioni di un percorso che si snoda tra strade asfaltate e con poco traffico, sterrati poco accidentati e piste ciclabili.
 
Si parte dalla stazione ferroviaria di Capalbio scalo per imboccare la provinciale 68 in direzione Ansedonia. Pochi chilometri e poco sforzo bastano per immergersi nella natura fascinosa dell’Oasi Wwf del Lago di Burano.
 
 
Il lago di Burano e l’Oasi Wwf
È un lago salmastro costiero che ha il suo perno nella Torre del Buranaccio, risalente al XVI secolo. Qui fuori canocchiali e macchine fotografiche. È il momento di portare a casa un ricordo a colori con i ritratti di moltissimi uccelli: dai fenicotteri agli aironi cenerini, beccapesci e tarabusi.
 
 
Ansedonia
Tra il lago e la riserva naturale eccoci sulla cima del promontorio di Ansedonia. Il punto perfetto per godere della vista sul Tirreno e magari per concedersi una deviazione verso gli antichi resti della città di Cosa (III-Vi secolo a.C), centro etrusco prima di diventare nel 273 A.C. romano.
 
 
LA RISERVA NATURALE DUNA FENIGLIA
Ora puntiamo i copertoni verso il Tombolo di Feniglia (forse c’è un cancello, ma si può accedere) per percorrere una lingua di sabbia di 6 chilometri che unisce Ansedonia all’Argentario. Da evitare è il tratto con le bici da corsa, soprattutto se non avete copertoncini ibridi e soprattutto se ha piovuto da poco. Con un po’ di fortuna farà capolino anche qualche cerbiatto. Prima di arrivare all’Argentario è doverosa la citazione storica che riguarda il pittore Caravaggio, che venne trovato morto proprio in questa lingua di terra, sopraffatto dalla febbre malarica.
 
 
PROMONTORIO  DELL’ARGENTARIO
Ed eccoci con la nostra bicicletta in località Le Miniere, finalmente sul promontorio dell’Argentario, promontorio che prima era un’isola, ora collegata a terra proprio dai tomboli. Tanti i vitigni e moltissimi gli uliveti che si fanno spazio nella macchia mediterranea. Porto Santo Stefano e Porto Ercole sono i due centri principali di quello che è sempre stato un punto di approdo, tanto strategico che nel XVI secolo la Repubblica di Siena ci costruì una serie di fortificazioni, formando lo Stato dei Presidi.
 
Dalle Miniere si pedala per un breve tratti sulla strada comunale di Feniglia si svolta ora a destra, imboccando la strada per Porto Ercole. Da Porto Ercole si ritorna indietro fino alla Feniglia, per raggiungere facilmente Porto Santo Stefano.
 
Il mulino spagnolo nella laguna di Orbetello
 
ORBETELLO
Ora i chilometri dalla nostra partenza sono 55. Il tempo di una sosta e si riparte a bassi giri sulla ciclabile tracciata sulla via della Diga. 3 chilometri e siamo ad Orbetello, che con le sue mura etrusche, il Duomo del IV secolo, la Polveriera Guzman, le mura senesi e il palazzo del governatore spagnolo è la degna meta di una pedalata panoramica e godibile da tutti.
 
Una panoramica di Orbetello
 
INFO DI VIAGGIO
Lunghezza: 76 km
Dislivello: trascurabile
Partenza e arrivo dalla Stazione Fs di Capalbio scalo
Condizioni del percorso: asfalto su strade poco trafficate, sterrato e piste ciclabili
Ciclofficina: Cerulli, via Spaccabellezze 9/15, Porto Santo Stefano. Tel. 0564814244
 
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