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In attesa di usare sci e ciaspole... ecco come approfittare dell'autunno prolungato

Dieci itinerari da fare sui monti senza neve

di 
Piero Carlesi
15 Dicembre 2015
Dall'estate calda ecco l'autunno secco. Sull'arco alpino non cadono precipitazioni da 40-50 giorni; in molte località la stagione sciistica è stata rimandata a data da destinarsi; si sono salvate solo quelle dotate di efficienti impianti di innevamento artificiale... anche se i bacini idrici che alimentano i cannoni si stanno esaurendo.
Il risultato è che le programmate vacanze di Natale sulla neve non si potranno passare sugli sci o sulle ciaspole. Che fare allora? Niente paura: se avete prenotato la casa o l'albergo in montagna troverete altre occasioni di svago, per esempio camminare, in attesa delle nevicate, su tanti sentieri che normalmente si percorrono d'estate. Ve ne proponiamo qui di seguito dieci fra i tanti.
 
 
PIEMONTE E VALLE D'AOSTA
1 – In val Troncea (TO)
Se siete a Sestriere o nei dintorni ecco una escursione facile da fare senza neve.
Alla borgata Traverses dopo Pragelato, in val Chisone, superato il centro abitato, alla rotonda svoltare alla terza uscita, per imboccare la Val Troncea. Proseguire per un km circa, fino alle case di Pattemouche, dove, poco dopo, la strada termina in un ampio parcheggio prima di un ponte sul Torrente Chisone.
Dal parcheggio si imbocca il Sentiero delle Ciaspole, percorso segnalato dalle guardie del Parco della val Troncea con paline blu e cartellonistica. Dopo il parcheggio si tiene la sinistra orografica e si percorre un primo tratto in salita, per poi ridiscendere verso il torrente Chisone, in corrispondenza del vecchio Mulino di Laval. Si attraversa il torrente su di un robusto ponte pedonale e si prosegue a lato della pista di fondo (rispettando gli sciatori camminando di lato e in fila indiana) fino al rifugio (1915 m) costeggiando il torrente Chisone, con scorci caratteristici del letto del fiume a tratti ghiacciato.
 
 
2 – In val Ferret al rifugio Bonatti (AO)
Ecco una gita da Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco. È un omaggio al monarca delle Alpi e prevede di percorrere in auto la val Ferret fino a Lavachey, 1642 m. Da qui, superati alcuni tornanti si imbocca la destra, prima del ponte in legno, il sentiero 28 che sale nel bosco. Arrivati al bivio per Sécheron – Val Arminaz, si devia sul sentiero a sinistra, fino a raggiungere, in ore 1.20 il rifugio Bonatti (2025 m), posto su un terrazzo panoramicissimo che ha di fronte l'immensa mole del Monte Bianco. Dal rifugio, volendo, si può proseguire nel vallone di Malatrà, acquistando ancor più panorama, sino al Col Malatrà.
 
 
3 – Ad Alpenzu Grande (AO)
Soggiornate a Gressoney? Ecco un itinerario che si può fare facilmente in inverno, senza neve.
Si risale la valle del Lys verso Gressoney St-Jean; raggiunta la frazione Chemonal (1410 m); qui a sinistra della strada parte il sentiero che in un'ora conduce alle case di Alpenzu Grande (1810 m), dove c'è anche l'omonimo rifugio però chiuso d'inverno. Panorama sul Monte Rosa.
Il villaggio è uno dei più antichi insediamenti walser della valle: le abitazioni (13 in tutto) sono datate dal 1668 in avanti. Il villaggio è sotto la tutela della sovrintendenza per i beni culturali ed ambientali.
Per info: www.lovevda.it.
 
 
4 – All'Alpe Pedriola (VB)
Ai piedi della maestosa parete est del Monte Rosa, si trova l'alpe Pedriola, a 2070 m in alta valle Anzasca, a monte di Macugnaga (Vb); qui sorge il rifugio Zamboni Zappa di proprietà della sezione Sem del Cai, chiuso d'inverno.
L'immenso prato e l'alpeggio sono, d'estate, luoghi naturali di gioco per i bambini, che con mamma e papà potranno andare alla scoperta di una natura incontaminata.
La conca dell'Alpe Pedriola è attraversata da un sinuoso torrente e bastionata dalle morene del ghiacciaio (occhio al ghiaccio lungo il torrente). La presenza di enormi massi erratici è indice dello sviluppo raggiunto dai ghiacciai nell'era quaternaria. I massi si prestano molto bene all’attività di bouldering (arrampicata sui massi). Il rifugio si raggiunge da Pecetto di Macugnaga in ore 2.15.
Per info: tel. 0324.65313, cell. 340.7977167; www.rifugiozamboni.com.
 
 
LOMBARDIA
5 – Al rifugio Gerli-Porro (SO)
L'escursione è consigliata a chi soggiorno in val Malenco. Il rifugio Gerli-Porro si raggiunge facilmente in un'ora dalla località di Chiareggio, nel comune di Chiesa Valmalenco, utilizzando una comoda mulattiera. La pista parte sulla sinistra della piccola chiesetta dedicata a Sant’Anna, nel centro della frazione. Ci si abbassa al torrente Mallero e lo si supera con un ampio ponte di legno. Al bivio si prende a destra e si prosegue in direzione SO lungo l’ampio tracciato. È un sentiero percorribile anche in mountainbike fino a un centinaio di metri dai rifugi, dove si fa più verticale e il fondo diventa dissestato. Si è immersi in un profumatissimo bosco di abeti e larici, interrotto qua e là da piccole vallettine (occhio al ghiaccio) che nel periodo invernale fanno da scivolo ad ingenti quantità di neve proveniente dai pendii sovrastanti.
Verso le fine del percorso, quando si comincia ad intravedere il caratteristico tetto rosso del rifugio, la mulattiera si fa un po’ più impervia e sassosa.
Siamo all’inizio dell’ampio pianoro dell’Alpe Ventina (1960 m), racchiuso a sinistra dalle cime del Duca, Rachele, Sassarsa, Giumellini e Cassandra, di fronte dall’imponente mole del Monte Disgrazia, mentre a sinistra completano il semicerchio la Punta Kennedy e il Pizzo Ventina.
 
 
6 – In val Zebrù (SO)
Questo è un itinerario consigliato a chi soggiorna in alta Valtellina, a Bormio o dintorni.
Val Zebrù è una lunga e suggestiva valle di circa 12km interamente compresa nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, raggiungibile proseguendo da Bormio in direzione di Valfurva fino all’abitato di Madonna dei Monti (1560 m).
La strada è tranquillamente praticabile a piedi e in MTB, e risale all’epoca del primo conflitto mondiale, costruita per agevolare i movimenti delle truppe in zona.
Il percorso è agevole, nella prima parte immerso nei boschi intervallati da profondi valloni e terrazzi verdi dove si trovano le tipiche baite in legno. Il luogo è frequentato da ungulati e dal gipeto. Raggiunte le Baite di Campo (2000 m) in die ore, si può continuare a salire a destra lungo un ripido sentiero a tornanti fino alla deviazione per il bivacco Costantini e proseguire fino alle Baite di Cavallaro.
Per info: www.bormio.eu.
 
 
TRENTINO-ALTO ADIGE e VENETO
7 – Al rifugio Gardeccia (TN)
Per chi trascorre le vacanze in val di Fassa. Si sale da Pera di Fassa (Tn) fino a Monzon e poi si prosegue fino a Soial su strada pulita (importante: è stato spostato il divieto di transito da Monzon a Soial, adesso tutti posso accedere con la macchina fino al termine della strada); da qui si prosegue a piedi sulla pista o sul sentiero nel bosco).
Il rifugio Gardeccia (1949 m) è uno dei pochi, non sulle piste da sci, aperti anche in inverno. Qui si può camminare su percorsi battuti ed in assoluta tranquillità. Nel cuore del Catinaccio al cospetto delle Torri del Vajolet e dei dirupi del Larséc.
Per info: www.gardeccia.it.
 
 
8 – Al rifugio Fanes (BZ)
La vostra località preferita invernale è Corvara, Colfosco o le altre della val Badia?
Vi proponiamo l'escursione al rifugio Fanes, di proprietà privata, a 2060 m all'alpe di Fanes Piccola, con un ambiente ideale per chi ama la montagna e il relax, lungo tutto l'arco dell'anno.
Gli immediati dintorni del rifugio danno lo spunto per numerose escursioni: Ju de Limo, l'omonimo lago e Col Bechei, detto anche Parei. Il rifugio è facilmente raggiungibile dal rifugio Pederü (1548  m) da S. Vigilio di Marebbe, seguendo il sentiero n. 7 in ore 2.30. Eventualmente agli ospiti del rifugio è offerto il trasporto mediante jeep o gatto delle nevi per raggiungerlo. Aperto da inizio giugno a metà ottobre e da Natale a metà aprile, dispone di 70 posti letto. In cucina si predilige la cucina ladina (canederli allo speck, omelette spezzata, frittelle di spinaci, gulasch, torte di mele e strudel).
Per info: tel. 348.3900660; www.rifugiofanes.com.
 
 
9 – Al rifugio Forcola (BZ)
Se siete in alta val Venosta e i vostro riferimenti sciistici sono Solda-Trafoi o il comprensorio del Watles vi consigliamo l'escursione da Trafoi al Rifugio Forcola lungo il sentiero n. 17. Si cammina per 1 ora e mezza circa passando per il Campo Piccolo, una postazione austriaca durante la prima guerra mondiale. Il panorama dalla terrazza del rifugio è grandioso: sull'Ortles e le altre cime del gruppo.
Per info: www.trafoi.net.
 
 
10 – Al rifugio Coldai (BL)
Siete a Cortina d'Ampezzo o nei dintorni: Una delle tante escursioni che si possono fare senza neve è quella che sale al rifugio Sonino al Coldai. Si parte da Alleghe e da qui si sale a Piani di Pezzè (1472 m), dove si lascia l'auto (si può arrivare qui anche da Alleghe BL, con una telecabina). Si prende il sentiero n. 564 che raggiunge la strada silvopastorale che collega Pian di Pezzè a Col di Baldi e la si segue fino alla malga Pioda (panorami sulla Marmolada, la parete sud del Civetta e il Pelmo).
Raggiunta la malga Pioda, 1816 m, si inizia la salita verso il rifugio Coldai seguendo il sentiero n. 556, strada militare della prima guerra mondiale. Il panorama è aperto sulla val Zoldana e sul monte Pelmo. Il sentiero sale poi a zig zag tra grandi massi ai piedi della parete del Civetta, fino al rifugio Sonino al Coldai, a 2132 m.
Dal Rifugio si può proseguire in 20 minuti per il lago Coldai 2143 m, e il Rifugio Tissi 2250 m, in ore 1.30.
Per info: www.caiveneto.it/rifugio.asp?rif=38.