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L'Etna, la costa, la città e i dintorni: ecco che cosa non perdere

Cinque cose da fare se andate in vacanza a Catania e dintorni

di 
Stefano Brambilla
11 Luglio 2017
 
Ah, la Sicilia. Terra di granite, di vulcani, di pupi, di fichi d'India, di mare cristallino – tanto per utilizzare qualche luogo comune, che peraltro è perfettamente riscontrabile non appena si mette piede sull'isola. Avete programmato le vacanze nella più grande regione italiana? Allora avrete anche qualche difficoltà a scegliere dove andare, visto che le attrazioni sono talmente numerose da poter rivaleggiare quelle di uno Stato intero. Detto che dovrete assolutamente ritornare, iniziamo a darvi qualche consiglio sulla provincia di Catania.
 
1. CATANIA
Catania dovete vederla, anche se la giornata è calda e vorreste andare al mare. Perché almeno un giro per il centro bisogna farlo: non troverete niente di simile in giro per la Sicilia, e figuriamoci altrove. A noi – la prima volta che ci abbiamo messo piede - ha colpito in primo luogo l'utilizzo della pietra lavica per la costruzione di chiese, palazzi, monumenti: logico, visto che l'Etna è lì dietro che occhieggia, ma chi ci aveva pensato, prima di arrivare. Tutto è uniformemente grigio-nero, a iniziare da piazza del Duomo: il che dà a Catania una fisionomia speciale.
 
Consiglio Touring. Qualche cosa oltre le ovvietà. Entrate nel Museo diocesano, giusto per ammirare il panorama dall'ultimo piano e poi vedere la Vara - e immaginare cosa diventa Catania durante la festa di Sant'Agata. Curiosate tra i banchi della Pescheria dietro al Duomo, perché è incredibile come il mercato sia in mezzo al centro della città. Non mancate di visitare il teatro romano, incredibilmente inglobato tra le case, stupefacente nel suo reticolo di sotterranei. E soprattutto prenotate una visita (ce ne sono ogni ora e le guide sono eccellenti) al Monastero dei Benedettini di S. Nicolò l'Arena, sede dell'Università: non immaginereste mai quanti spazi si nascondono dietro la facciata, quanti livelli, quanti cortili. Il Monastero è anche un ottimo luogo per capire cosa abbia significato l'Etna per Catania (non vi anticipiamo nulla). Dopo di che, una sosta a un ciospo (chiosco) per bere selz-limone-e-sale (la calura sarà meno opprimente, dopo) e, naturalmente, un arancino da Savia, di fronte ai giardini di piazza Bellini.


2. L'ETNA
Ovunque voi andiate, sembrerà che “a muntagna” vi segua. Che siate a Taormina, a Catania, a Randazzo e più lontano ancora, l'Etna sarà sempre lì a guardarvi. D'altronde, sono in pochi quelli che realizzano che la cima è alta 3.323 metri: stiamo parlando di altezze che nessun monte appenninico raggiunge. Prima o poi dovrete farci un giro per dargli un'occhiata più da vicino, anche se le folle estive non vi incoraggeranno di certo.
 
Consiglio Touring. La maggior parte dei turisti sale in auto da Nicolosi o da Zafferana Etnea al Rifugio Sapienza (a 1923 metri!), che più che un rifugio è un piccolo paese e si trasforma spesso in un carnaio che neanche a Roma in metropolitana all'ora di punta. Andateci soprattutto per il paesaggio lunare che si incontra a mano a mano che si sale, tra boschetti e impressionanti colate di lava, e per il panorama sulla costa; a voi poi decidere se imbarcarvi nell'avventura funicolare + jeep fino ai crateri sommitali, che tra l'altro vi prosciugherà il portafogli. Ci sono comunque molte altre strade per avvicinare la lava: per esempio la meno affollata Mareneve, che da Milo costeggia il versante orientale del vulcano fino a Linguaglossa, passando dal rifugio Citelli. Se poi avete voglia di camminare, vi consigliamo vivamente la passeggiata che parte da Piano del Vescovo (sulla strada tra Zafferana e il Sapienza), passa per l'Acqua Rocca degli Zappini (cascata di basalto) e arriva a uno spettacolare punto di osservazione della valle del Bove, l'immenso contenitore di lava che vi darà la grandezza di questo vulcano. Attenzione, non c'è nessun segnale indicatore: arrivati al parcheggio del piano del Vescovo, dove molti organizzano il picnic, prendete un sentiero ben segnato che parte sulla sinistra (lasciandovi alle spalle la strada). Fatela la mattina presto o al tramonto: soprattutto l'ultimo tratto del sentiero, su sabbia, può altrimenti essere faticoso.
 

3. LA RIVIERA ETNEA
Dici Aci Trezza e subito ti vengono in mente I Malavoglia. O magari “La terra trema” di Luchino Visconti. Magari invece non vengono in mente i faraglioni dei Ciclopi, che non sono altro che i massi lanciati da Polifemo, furibondo per essere stato accecato dall'astuto Ulisse ormai in fuga: campeggiano, bellissimi, davanti al paese, immersi in un mare da sogno. Sono la punta di diamante di un litorale che non vanta certo le spiagge più belle di Sicilia, e che d'estate presenta più d'un problema di affollamento - ma gli scorci e i panorami dovete comunque vederli, se passate da queste parti.

Consiglio Touring. Portate pazienza e programmate un po' di tempo – il traffico e il parcheggio sono problemi costanti. Visitate il castello di Aci Castello, su uno sperone di roccia lavica, e ammirate il panorama sulla riviera dei Ciclopi dalla piazza antistante. Fate un bagno nelle acque davanti ai faraglioni di Aci Trezza, o magari una gita in barca fino all'isola Lachea, per poi gustare una granita all'Eden Bar o al Gran Café Solaire. E poi, spingetevi fino a ad Acireale, che è vicinissimo al mare ma separato da un muro di lava che precipita fino alla costa: il centro storico è incantevole e prendere una granita alla mandorla al caffè Cipriani, di fronte alla chiesa di San Sebastiano (avete capito che le granite sono la nostra passione), un'esperienza di puro godimento artistico-gastronomico.


4. ALBERI E GIARDINI
Non ve l'aspettavate, vero? Quando uno pensa al vulcano a tutto pensa fuorché al verde. Eppure le ceneri vulcaniche sono terreno fertilissimo, sia per i boschi sia per le coltivazioni (e gli aranceti della piana di Catania lo testimoniano meglio di qualsiasi altra cosa). Mentre siete in giro per esplorare la provincia, date un'occhiata anche ad alberi e giardini: troverete meraviglie.

Consiglio Touring. Non potete mancare l'attrazione più grande delle pendici dell'Etna, quello che è diventato uno degli alberi più famosi d'Italia: si chiama castagno dei cento cavalli e da secoli – pare addirittura 1000 anni – proietta la sua ombra sul paese di Sant'Alfio. Non aspettatevi, però, un albero nodoso e contorto: il castagno di Sant'Alfio è un insieme di alberi e tronchi riconducibili a un unico ceppo, impressionante per ampiezza più che per altezza o possanza. Poi ammirate la resistenza di betulle e pini sul vulcano, nonché quelle delle eroiche piante che crescono sulla lava. E rimanendo in tema di verde, visitate il parco botanico di Radicepura, a Giarre, dove fino al 21 ottobre va in scena Radicepura Garden Festival (www.radicepura.com): si tratta di un evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo, che vede coinvolti giovani designer e grandi protagonisti del paesaggismo. Nel parco è possibile visitare quattordici piccoli giardini, realizzati appositamente con le piante più originali coltivate da Piante Faro, che raccoglie 800 specie e oltre 5000 varietà, grazie all’attività portata avanti da oltre 50 anni da Venerando Faro, oggi alla guida dell’azienda insieme ai figli Mario e Michele. Alcuni giardini sono incredibilmente delicati, altri naturalistici, altri più artistici: gli appassionati hanno di che divertirsi.

Foto di Alfio Garozzo

5. CALTAGIRONE E IL SUD
Qualcuno si dimentica che la provincia di Catania si estende anche a sud del capoluogo – una zona molto meno frequentata rispetto alla riviera o all'Etna. Un'escursione di una giornata tra le colline basaltiche degli Iblei e alle pendici degli Erei permette di visitare borghi e cittadine affascinanti e spesso meno affollati di altri nella provincia.
 
Consiglio Touring. Per esempio, avevate mai sentito parlare di Militello in val di Catania? La cittadina ha conservato gran parte del suo tessuto barocco, impreziosito dalle ricche decorazioni dei palazzi: grandiosa la ex abbazia di San Benedetto, imponente la chiesa Madre, bellissima la pala dei Della Robbia nel santuario di Santa Maria della Stella. Poco lontano ecco Vizzini, dove Verga ambientò alcune delle sue opere più celebri; e Grammichele, costruita dopo il terremoto del 1693 (quello che colpì tutta l'area e diede luogo alla ricostruzione barocca) con un sistema di esagoni concentrici. Ma il clou è a Caltagirone, patria della ceramica smaltata: non potete perdervi la scalinata di S. Maria al Monte, vero e proprio unicum con i suoi 142 coloratissimi gradini decorati dalle maioliche locali. Se ci passate il 24 e 25 luglio, la vedrete ancor più sfavillante: perché in quei giorni migliaia di lumini accesi per la festa di San Giacomo trasformano tutti i gradini della scala in una sorta di arazzo di fuoco. E poi, un'occhiata al Museo della ceramica e alle tante botteghe è d'obbligo, per esempio il laboratorio di Giacomo Alessi, di Branciforti e di Scarlatella.


INFORMAZIONI
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DOVE DORMIRE
Nella zona di Catania le sistemazioni non mancano. Se volete trattarvi bene, magari per un weekend romantico, vi consigliamo vivamente Monaci delle Terre nere, una struttura immersa nella campagna vicino a Zafferana Etnea. Si tratta di una sistemazione davvero fuori dal consueto: un'antica villa è stata ristrutturata per diventare affascinante luogo di accoglienza (al suo interno qualche camera, il bar, gli spazi per i pasti) e nel giardino prospiciente realizzata una splendida piscina.
 
Ma sono soprattutto le camere esterne alla villa che stupiscono: una diversa dall'altra, sono state ricavate in piccoli edifici sparsi tra le balze coltivate dei dintorni. Materiali locali, oggetti di design, particolari raffinati: continuerete a guardarvi attorno per scoprire qualcosa di nuovo. Un indirizzo ideale per gli amanti del bello: non per nulla Monaci delle Terre nere ha ricevuto vari premi e fa parte del circuito Condé Nast Johansens. E poi, la posizione è perfetta sia per esplorare l'Etna, sia per la costa e Catania.

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