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Il fascino di una città ai primi posti per la qualità della vita

Belluno e le sue Dolomiti, tra degustazioni e passeggiate

di 
Stefano Brambilla
4 Novembre 2011

Il prossimo sarà il weekend più importante dell’anno, per Belluno. E speriamo che Giove Pluvio non ci si metta di mezzo. Perché il capoluogo veneto dà il meglio di sé quando il sole scintilla sul Piave e dietro i tetti di coppi rossi spunta la vetta del Serva - le montagne sono lì, a portata di mano, quelle Dolomiti, meno conosciute delle cugine altoatesine ma altrettanto meravigliose, che un parco nazionale tutela con successo da vent’anni. Città, gastronomia, montagna: ci sono tutti gli ingredienti per una due giorni perfetta.



Giorno 1. Dicevamo, il weekend più importante dell’anno. Perché si festeggia San Martino, il patrono della città; e in suo onore, domenica 13, va in scena una grande fiera, ricca di bancarelle, mercatini dell’antiquariato, castagnate, degustazioni. Non solo: viene premiato il vincitore del concorso Ex Tempore, che fino al 5 novembre ha visto all’opera 25 scultori per le vie e le piazze del centro storico. I loro lavori, tutti in legno di cembro, sono esposti dal 7 al 13 a palazzo Crepadona per essere votati dalla popolazione; e il 13 si proclama appunto il vincitore. Insomma, gli eventi non mancano, ma Belluno affascina di per sè: soprattutto per quell’aria di oasi tranquilla, lontano dal caos metropolitano, e per il centro storico compatto, adagiato su un terrazzo affacciato sulla vallata. Possibile itinerario per un piacevole pomeriggio: si cammina di chiesa in chiesa, di palazzo in palazzo, senza mancare la piccola piazza del Mercato e quella grande dei Martiri, dove si fa lo struscio sul Liston; ci si documenta sulle Dolomiti Bellunesi al centro culturale Piero Rossi in piazza Piloni; si compra la pasta artigianale del pastificio Menazza; si assaggia uno spritz, magari al Deon, in piazza dei Martiri, confondendosi con la gioventù locale; e si conclude la giornata con uno degli spettacoli presentati al Teatro comunale. Belluno vuol dire anche ottima qualità della vita, non dimentichiamocelo.



Giorno 2. Il Pelmo è unico. Poche montagne, tra le Dolomiti, posseggono il suo fascino. Sembra buttato lì a casaccio, in mezzo ai boschi: un blocco enorme di dolomia, due torrioni che svettano verso il cielo, l’imponenza di un gigante imprigionato nella pietra. Isolato rispetto a tutto il resto: nessuna vetta vicina, il Cristallo il Civetta l’Antelao sono spettatori lontani. E d’autunno, prima della neve, quando i larici diventano gialli e si mischiano al verde degli abeti, beh, lo spettacolo è ancora più grande. Proprio perché ha una forma pressoché rotonda, il Pelmo si può ammirare da molti lati – e come spesso succede, ogni lato ha un suo perché. Noi preferiamo quello che dà su Zoppé di Cadore. Si va in auto fino al paese, si prosegue su una sterrata (poche possibilità di sbaglio) e poi si parcheggia a un bivio, da cui parte una mulattiera in mezzo al bosco. Obiettivo, il rifugio Venezia, due ore di comodo cammino, proprio sotto alla montagna. Ma ancora prima di arrivarci, la sorpresa è quando, a una curva del sentiero, il Pelmo spunta all’improvviso, fino a quel momento era rimasto nascosto dal bosco e dai colli, un’entrata in scena di quelle che non si dimenticano facilmente. Due ore per andare, un’ora e mezza per tornare: prima che cali il sole c’è tempo per scendere a Fornesighe, frazione di Forno di Zoldo, e scoprire un paese dalle bellissime architetture tradizionali, un dedalo di vicoli tra case di legno, corti interne e murales. Quei classici paesi che non si trovano sulle guide e che conservano il fascino d’altri tempi. 



Informazioni pratiche

Giorno 1. Per dormire a Belluno, si può scegliere il tradizionale hotel delle Alpi (tel. 0437.940545; www.dellealpi.it); la confortevole locanda Nogherazza, in località Castion (tel. 0437.927461; www.nogherazza.it); il raffinato agriturismo Flcio Miari Fulcis (tel. 0437.927198; www.dolomiti.com/miari). Se invece si preferisce dormire già in zona Pelmo, consigliamo il b&b Dormì e Disnà, in abitazioni tradizionali di Fornesighe (tel. 340.1043882; www.dormiedisna.it). Per bere un bicchiere, si va all’enoteca Mazzini, uno dei locali storici della città (tel. 0437.948313); e per gustare le specialità tipiche al Taverna (tel 0437.25912) e al Terracotta (tel. 0437.942466). Manifestazioni: www.bellunocentro.it; www.comune.belluno.it. Parco nazionale: www.dolomitipark.it. Teatro comunale: www.tibteatro.it. Uffici informazione: tel. 0437.940083; www.infolomiti.it.



Giorno 2. Zoppè di Cadore, punto di partenza dell'escursione, è facilmente raggiungibile da Belluno attraverso Longarone e la val di Zoldo (deviazione a Forno). Tornati a valle, sono due gli indirizzi da non mancare. Per una merenda, la gelateria Pelmo (guarda caso) a Dont di Zoldo propone eccellenti coppe, retaggio della secolare tradizione gelatiera della val di Zoldo (tel. 0437.78238). Mentre per la cena l’indirizzo d’obbligo è L’insonnia, poco lontano da Forno di Zoldo (indicazioni dopo una galleria; tel. 0437.787243). Frequentatissimo dai locali (meglio prenotare), offre un menu fisso del genere “mangia tutto quel che vuoi fino a scoppiare”. Ambiente rustico e servizio schietto; in tavola, anche il pastin. Che cos’è? Almeno qualcosa da scoprire da soli...




Nella foto, il monte Pelmo visto dal sentiero per il rifugio Venezia (foto S. Brambilla).