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Basilica di Santa Maria dei Servi

localita

Strada Maggiore, 43 40125 Bologna

Situata in Strada Maggiore, la Basilica fondata nel 1346 dall'Ordine dei Servi di Maria, appena quaranta anni dopo, venne ampliata sotto la direzione del padre servita Andrea Manfredi da Faenza, architetto che prese anche parte, assieme ad Antonio di Vincenzo, allo studio del progetto di S Petronio.

L'esterno del complesso si presenta con facciata disadorna, con mattoni a vista e grande oculo circolare in asse nella nave mediana. A inquadrare l'ingresso principale un elegante ed apertissimo porticato che fascia con snelle colonne marmoree tutto il fianco della chiesa, di suggestivo effetto scenografico. Completa la fisionomia esterna una movimentata parte absidale e il campanile a cuspide del 1453.
L'interno, di carattere tardo-gotico bolognese, è suddiviso in tre navate, con colonne circolari alternate a pilastri ottagonali per sorreggere archi acuti e volte a crociera. Le cappelle laterali e radiali sono ricche di opere d'arte, affreschi e terrecotte a decoro delle pareti.

Si ricordano: il dossale marmoreo dell'altare maggiore di Giovanni Angelo Montorsoli - allievo di Michelangelo - con le statue del Cristo risorto e della Vergine; il coro con stalli lignei del XV secolo; l'organo a canne Tamburini opus 544, costruito nel 1968 su progetto di Luigi Ferdinando Tagliavini nel rispetto di una lunga e prestigiosa tradizione musicale.

Degna di menzione è la tavola della Maestà di Santa Maria dei Servi di Cimabue, che si trova nella cappella absidale, subito a sinistra di quella centrale e che viene cronologicamente e iconograficamente collocata tra la Maestà del Louvre (1280 ca.) e la Maestà di Santa Trinità (1290-1300) ora agli Uffizi.
L'opera, restaurata più volte nel corso del '900 per degrado, lacune e anche bruciature del colore - causate dall'accostamento improprio di ceri e candele devozionali - ha avuto un ultimo recente restauro (2015-2016) a cura del laboratorio di Camillo Tarozzi sotto la direzione della Soprintendenza alle Belle Arti di Bologna (Prof. Franco Faranda). Oggi la Maestà, che i restauratori confermano sia da attribuire univocamente a Cimabue, può considerarsi finalmente rigenerata e riportata al colore autentico.

Su un trono in tralice con una elaborata tornitura del legno siede Vergine che si caratterizza per l’ovale del volto particolarmente tondeggiante e il tenero sorriso e che sostiene il Bambino reso con tratti affettuosi nel suo singolare incedere verso la Madre che lo aiuta sollevandolo con la gamba sinistra. Significativi il panneggio della veste della Maestà, con pieghe fitte e fascianti a sottolineare la conformazione delle ginocchia e le linee concentriche del mantello che definiscono i capo di Maria.


I soci del Touring Club Italiano accolgono i visitatori nella cappella della Maestà di Santa Maria dei Servi di Cimabue il sabato dalle 9,30 alle 12,30.

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