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Chiesa di Santa Maria de Lama

localita

Gradoni Madonna della Lama, 29. 84131 Salerno

L’ecclesia Sancte Marie constructa intra hanc salernitanam civitatem .. ubi Lama dicitur” (1055) è dedicata alla Madonna della Lama il cui toponimo è da ricollegarsi alla presenza di esigui corsi d’acqua a carattere torrentizio.
La piccola basilica è sita nel quartiere de Le Fornelle, nel cuore della Salerno medievale, che successivamente alla politica di annessione del principe Sicardo, divenne Vicus Amalphitanorum.
Particolarmente interessante la stratificazione che interessò il complesso fin dalla sua fase romana quando il luogo era adibito probabilmente a impianto termale.
Sul substrato romano si strutturò una seconda fase “cristiana” – la cripta – e su questo primo livello si impose una più recente aula basilicale “superiore” ed un contestuale campanile ripartito su due livelli, ornato di monofore e terminante in un piano attico.
Vengono ricordati (1575) due ambienti all’interno della struttura: l’altare maius superioris e la cappellam inferiorem, nella quale si celebrava la messa e successivamente mutata in sepolcreto (i corpi venivano fatti precipitare da una botola aperta nel pavimento del vano superiore).
La facciata si presenta essenziale con portale rettangolare al di sopra del quale si impostano due monofore a ogiva e un oculo.
Ricca di arredi nel 1801 e in buono stato di conservazione, nel 1930 si ricorda la dedica a Sant’Anfonso ai gradoni.
Di grande interesse storico artistico e cronologico i due cicli di affreschi.
Il più antico, da connettere con la fondazione in stile bizantino di fattura beneventana (X e XI sec.), immortala una teoria di santi stanti inquadrati in fasce bicolori.
Si conservano: una figura integra identificata con “SCN”; sulla parete est, dietro il pilastro con il diacono Lorenzo sopravvissute all’incuria e al tempo tre figure affiancate (un santo barbuto e benedicente, Sant’Andrea, barbuto, con croce gemmata e la Vergine orante, con mani lunghe e affusolate rivolte al cielo). All’interno della cripta/sepolcreto altre due figure: un San Bartolomeo e il frammento di un’aureola connesso a una figura scomparsa.
La più recente teoria di santi, relativa alla chiesa superiore, presenta figure racchiuse in cornici rettangolari: la parete orientale è adorna mediante un Santo Stefano con libro nella mano destra; l’abside rettangolare risulta caratterizzata dall’immagine del Cristo Pantocratore con libro aperto; altre due figure, di estremo interesse, sono il San Lorenzo stante accompagnato dalla graticola, sul pilastro, e la Vergine con asta e scettro sulla parete nord tra pilastri. Si ricordano in chiosa due angeli appena visibili (sul retro dei pilastri), un angelo acefalo (affrescato su un pilastro) e un santo monaco, imberbe, benedicente (alla prima identificazione proposta come Santa Radegonda si preferisce la figura di San Leonardo protettore dei carcerati).
La cappella sarebbe di fondazione nobiliare da correlare alla famiglia del principe Gisulfo II nelle persone di Guido e Mansone o solamente di Mansone.

I Volontari del Touring Club Italiano per il Patrimonio Culturale accolgono i visitatori all'interno della chiesa di Santa Maria de Lama il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 13.

I Volontari non saranno presenti sabato 28 e domenica 29 ottobre.


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