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Montone

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Montone (PG)
Affascinante borgo di forma ellissoidale, intatto nell'assetto medievale, ha strettamente vincolato il suo sviluppo ai due colli sui quali sorgono a nord il convento francescano e a sud la Rocca di Braccio. Dopo aver conosciuto in epoca altomedievale il dominio dei marchesi del Colle e dei Del Monte, diventa nel XIII secolo feudo di Andrea Fortebracci, detto appunto Braccio da Montone, capitano di ventura e signore di Perugia. A lui è dedicata, nel centro del paese, la piazza principale, dove sorgeva la residenza feudale oggi Palazzo comunale. Una gradinata di eccezionale impatto panoramico sale alla gotica chiesa di S. Francesco, edificata nel XIV secolo, con portico e notevole porta lignea intagliata chiusa da una grata (Antonio Bencivenni, 1514). La chiesa e l'annesso ex convento francescano sono stati restaurati nel 1995 e istituiti in Museo comunale.
Il lunedì di Pasqua Montone rievoca in costume la «donazione della Sacra Spina», fatta alla città da Carlo Fortebracci, figlio di Braccio, nel 1473: la reliquia è in quell'occasione esposta nella seicentesca collegiata di S. Maria e S. Gregorio Magno, a navata unica, ubicata nel punto più alto del borgo.
Nella vicina spianata erbosa si trovano i ruderi della rocca di Braccio, distrutta nel 1478 da Sisto IV.
Fuori dall'abitato, ai piedi del colle, sorge la Pieve Vecchia, dedicata a S. Gregorio: romanico-bizantina, fu eretta nell'XI secolo e modificata nel XVI; conserva due edicole rinascimentali e affreschi.
Da Montone, seguendo a nord-est la valle del Càrpina, si oltrepassa la scenografica Rocca d'Aries (proprietà della Regione) che, secondo una tradizione forse inventata dallo stesso Braccio, fu fondata nell'alto medioevo dai capostipiti dei Fortebracci. Su questa stessa direttrice, 17 km di percorso conducono a Pietraluga, entro un comprensorio boschivo di alto pregio. Nella pineta del Candeleto, la Raccolta della Fauna umbra espone la ricca collezione zoologica di Silvio Bambini. A sud-ovest del paese sorge una delle più antiche chiese della diocesi tifernate, la pieve de' Saddi, documentata dall'XI secolo.

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