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visita al Bastione delle Maddalene - 23 gennaio 2016

Piero Mai
Martedì, 26 Gennaio, 2016

Il bastione delle Maddalene, a due passi da Porta Vescovo, è uno straordinario esempio di architettura militare che racchiude in sè tre epoche storiche: il medioevo scaligero, con Antonio Della Scala che nel 1280 delimita con nuove fortificazioni l'ambito di Campo Marzio, la repubblica veneta che nel 1527 costruisce il bastione delle Maddalene con un intervento innovativo grazie a Francesco Maria Della Rovere, governatore dell'Armata veneta, e la ricostruzione austriaca del 1838-40 con l'ingegnere militare Franz Von Scholl.

Questo bastione, che prende il nome dalla vicinanza con l'ex convento delle Maddalene, rappresenta il prototipo della fortificazione bastionata. Nel 1500 i Veneziani costruivano le rondelle ma nel 1527, qui, realizzano il primo bastione pentagonale della storia. In passato il progetto era stato attribuito a Sanmicheli. In realtà fu costruito quattro anni prima che la Serenissima desse incarico al nostro grande architetto di realizzare le sue fortificazioni. È costituito da opere murarie e di terra, cioè mura e terrapieno con delle casematte d'artiglieria nei fianchi mentre a livello superiore si trovano delle postazioni d'artiglieria a cielo aperto che verranno poi coperte dagli Austriaci.

Attraverso un portale trilitico, cioè fatto con tre monoliti di pietra, ci si trova in un ampio e bellissimo locale con i muri alti, in parte realizzati con l'ormai noto opus poligonale, e con il soffitto con le volte a botte a sezione conica. Un'ampia apertura sulla parete ci ricorda che qui era posizionato uno dei cannoni per il tiro di fiancheggiamento in senso parallelo alla cortina. Su una parte spiccano due nomi scavati nella pietra gallina, la pietra di Avesa, qui abbondantemente utilizzata, «Matteo» e «Davide». La data è il 1941. Perchè anche questo luogo, come molti altri che abbiamo già incontrato, fu usato come rifugio nella seconda guerra mondiale.