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ORIA nella PENISOLA DEL TESORO

Giovanni Palmisano
Lunedì, 6 Febbraio, 2012

Domenica 26 Febbraio

ORIA: Centro messapico, municipio romano, città federiciana.

II percorso in una storia millenaria

 clicca accanto per la mappa del percorso

http://maps.google.it/maps/ms?msid=202696045396999399152.0004b6b5ca9db165cd761&msa=0&ll=40.500499,17.643641&spn=0.001067,0.002411 

La visita guidata del centro storico inizia dal Piazzale del Municipio e si dirige verso Piazza Lama

La piazza è intitolata ad uno dei quattro rioni cittadini (rione Castello, Judea, Lama e San Basilio) che nella seconda domenica di agosto si sfidano nel tradizionale Torneo dei Rioni, la giostra medievale che rievoca nel paese i fasti della corte di Federico II.  

Da Piazza Lama si ammira il lato orientale del Castello con l’imponente muro merlato, la Torre dello Sperone e le due torri angioine di forma cilindrica: la slanciata Torre del Salto e, in secondo piano, la solida Torre del Cavaliere.  

Si entra nella città storica percorrendo corso Umberto su cui s’affacciano eleganti palazzi storici dalle facciate barocche e liberty. Il terremoto prima (1743) e il ciclone dopo (1898) hanno decimato gli esempi di architetture più antiche. La prima tappa è Palazzo Martini Carissimo  

Fatto costruire nella seconda metà del ‘700 da Giuseppe Nicola Carbone, potente gesuita e confessore della regina di Spagna, divenne proprietà della famiglia Martini Carissimi che nel 1933 lo cedette al Comune in cambio dell’allora diroccato Castello di Oria. Importante esempio dell’architettura barocca, molto diffusa nel Salento, è stata sede del Municipio sino agli anni Ottanta. Oggi ospita il Centro di Documentazione Messapica che custodisce ed espone diversi reperti archeologici rinvenuti nella città e in periferia nel corso di alcune campagne di scavo.

Piazza Manfredi, chiusa dall’omonima porta ed impreziosita dall’elegante Palazzo del Sedile Comunale, con i suoi bar e tanti piccoli ed accoglienti ristoranti , è il centro della vita cittadina e della movida paesana. Si arriva a questa piazza percorrendo via Roma dove si segnala la presenza del Bar Museo Carone. In questo locale il tempo si è fermato agli anni del secondo dopoguerra. Giovanni e la sua famiglia gestiscono lo storico esercizio commerciale e l’annessa pasticceria artigianale che sforna dolci a base di mandorla e un soffice biscotto di pan di spagna rivestito con uno strato di zucchero glassato. E’ la tradizionale “Scarpetta”, il dolce tipico di Oria.

Percorrendo vie strette che si aprono in piccoli slarghi, si giunge in Piazza Cattedrale dove una terrazza sospesa nel vuoto e sorvegliata dalla statua in bronzo dell’imperatore Costantino, offre la possibilità d’affacciarsi verso Sud, in direzione Manduria, ed apprezzare uno scorcio del paesaggio pugliese dipinto con i colori dell’inverno.  

La Basilica Cattedrale è intitolata a Maria Santissima Assunta in cielo. La chiesa romanica, distrutta dal terremoto, lasciò posto all’attuale chiesa settecentesca, in stile barocco, con pianta a croce latina ed interni sovraccarichi di stucchi, marmi e vetrate. L’elegante cupola maiolicata e con motivi geometri domina la piazza. Dall’interno della chiesa si accede alla sede della confraternita della Morte e alla cripta delle Mummie (visitabile sino alle ore 11 e durante il pomeriggio, a partire dalle 15.30). Il Palazzo della Curia, aperto eccezionalmente, ha un atrio in cui sono visibili colonne romane e reperti lapidei di diverse epoche. Da qui si entra nel Museo Diocesano dove sono in mostra paramenti sacri, ori e capolavori dell’arte sacra locale.

 La passeggiata prosegue nel famoso e misterioso Quartiere Ebraico.  Il labirinto di vie strette e piazzette è la trama dell’antico ghetto ebraico. La comunità di Ebrei che si stabilì ad Oria nel IX secolo elevò la città ad importante centro spirituale dell’ebraismo pugliese e diede i natali a  filosofi, medici e matematici che furono apprezzati in tutta l’area del Mediterraneo.

Nel Quartiere è possibile ammirare i balconi di stile giudaico, le facciate di palazzi storici e gli scorci del lato di ponente del Castello, in cui è possibile distinguere la massiccia Torre Quadrata, che è la parte più antica del maniero.  La Porta degli Ebrei chiude il Quartiere ebraico.  

Referente: console gen. Peppino Genghi  rmgeng@tin.it