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Il Racconto del Cielo. I capolavori dei Girolamini a Lecce

Giovanni Colonna
Venerdì, 17 Gennaio, 2014
L’antica quadreria dei padri Girolamini, formatasi tra Cinquecento e Seicento, era tappa obbligata per quanti visitavano Napoli e le sue eccellenze. Sin dalle origini, fu pensata e organizzata, dai Padri seguaci di San Filippo Neri, per essere aperta al pubblico. Sino al 21 marzo a Lecce, nel complesso della chiesa di San Francesco della Scarpa, con ingresso da piazza Carducci, in mostra oltre 20 opere, tra le più rappresentative di questa che è la principale raccolta d’arte esistente a Napoli.
 
Sono esposti gli esemplari della pittura devota di fine Cinquecento e Settecento di noti artisti italiani e napoletani quali Francesco Curradi, Bernardo Azzolino, Girolamo Imparato, Fabrizio Santafede. Presenti anche il celebre “Battesimo di Cristo” di Battistello Caracciolo, “Il Cristo legato” di Jusepe de Ribera, “Sant’Onofrio” di Matthias Stom, “Il sacrificio di Isacco” di Andrea Vaccaro. Imperdibile “Incontro del Gesù col Battista” di Guido Reni, che apre una nuova fase della stagione pittorica napoletana, per arrivare alle invenzioni barocche di Luca Giordano, vero genius loci dei Girolamini, il cui affresco in controfacciata con la “Cacciata dei mercanti dal Tempio”, è considerato fra i capolavori della pittura barocca europea. Di questo affresco è presente nella mostra una copia del bozzetto di Nicola Malinconico che, con poche varianti, riprodusse l’immagine su tela nella cattedrale di Gallipoli. Contemporanei e allievi di Luca Giordano come Giuseppe Simonelli, o il più tardo Francesco de Mura, completano il percorso. Tutti autori le cui opere sono state, nella stagione manierista, caravaggesca e barocca, modelli di riferimento per gli episodi più significativi della pittura in Puglia.
 
Il percorso espositivo “Il racconto del cielo” ha il duplice obiettivo di documentare lo sviluppo della pittura a Napoli e nel Viceregno e di raccontare, attraverso i capolavori selezionati, nessi e corrispondenze con le ricche collezioni ecclesiastiche, pubbliche e private, della Puglia, a dimostrazione di come qui venissero prontamente accolte le istanze moderne della pittura, veicolata dagli esempi dei grandi maestri italiani e stranieri. Un apparato didattico consente di illustrare confronti e rimandi con le serie di apostoli e santi filosofi in collezioni private e chiese di Lecce e del Salento.
 
Nata da un’idea di Umberto Bile, conservatore dei Girolamini, improvvisamente scomparso pochi mesi fa, cui si deve la rinascita della quadreria, la mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce con il Monumento Nazionale dei Girolamini e la Soprintendenza Speciale al Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli.
 
In programma anche un ulteriore momento di collaborazione tra la Soprintendenza Speciale al Polo Museale di Napoli e la Provincia di Lecce: quello del restauro nei laboratori del Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano” di due dipinti della quadreria napoletana. La mostra e il catalogo, edito da Arte’m, sono a cura di Fabrizio Vona, Soprintendente al Polo Museale di Napoli, Sergio Liguori, conservatore dei Girolamini, Brizia Minerva, conservatore del Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano”, Patrizia Piscitello, Soprintendenza al Polo Museale di Napoli.