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Incontro culturale sulle antiche porte di Cremona

Maria Antonietta Bordoni
Martedì, 17 Dicembre, 2013

Si è tenuto mercoledì 11 dicembre 2013 il programmato incontro culturale dedicato alle antiche porte di Cremona, con i relatori prof. Mariella Morandi e il dr. Gianni Fasani.

Il console prof. Carla Bertinelli Spotti apre l'incontro ringraziando l'Associazione Avis nel cui auditorium si svolge l'evento, l'Associazione Culturale Eridano e i due protagonisti dell'incontro: il dr. Gianni Fasani appassionato collezionista di stampe, cartoline e tutti i documenti riguardanti la storia della città e la storica dell'arte e console TCI, prof. Mariella Morandi, con la sua ricerca storico – artistica sulle mura e le porte, che dura da oltre un ventennio.

Il primo intervento è proprio di Mariella Morandi che definisce le porte " strutture architettoniche con funzioni difensive, economiche e monumentali", fortificate con lo scopo di riscuotere dazi e immagine rappresentativa della città. Ora le porte non esistono più, rimane solo il ricordo nei cremonesi che pur non avendole viste se non in fotografia continuano a chiamare le rispettive piazze con i nomi delle porte.

Nel 1187 Alberico di Sala vuole le porte in muratura precedute da fossato e ponte. Partendo dalla porta S. Croce, adiacente al distrutto castello visconteo-sforzesco, viene presentata una carrellata di tutte le numerose porte esistenti prima della riforma del '700 e l'ingresso monumentale del castello di Pandino per farsi lun'idea di come doveva essere il loro aspetto e la loro funzione originaria.

Nel 1784 con la costruzione della nuova strada postale proveniente da Milano, sorgono nuove necessità e dunque si attua la chiusura di alcune porte e l'apertura di altre; la porta S. Luca lascia il posto a porta Milano e porta Ognissanti a Porta Venezia.

Nel 1793 Faustino Rodi progetta le facciate che verranno poi riformate in stile neoclassico da Luigi Voghera. Lo stemma di Cremona, sorretto da Ercole mitico fondatore della città, che attualmente si trova sotto il portico della Loggia dei Militi, inizialmente si trovava sulla sommità di porta Ognissanti, poi passò su quella di S. Margherita e da ultimo sulla porta Romana.

Nella seconda metà dell''800 si avverte una certa insofferenza verso le porte soprattutto per chi vive nella periferia, vengono creati passaggi pedonali fra piazza Manini e via Platina.

Nel 1902 viene per prima demolita la porta Milano, poichè ritenuta monumento privo di arte e di storia; nel 1908 è abolito il dazio. L'ing. Lanfranchi fautore della demolizione un decennio più tardi riconoscerà l'errore di valutazione ma nonostante questo anche l'ultima porta, porta Romana cadrà sotto i picconi nel 1910. I fotografi Boni e Gianola hanno lasciato la testimonianza di questi monumenti non più esistenti.

Paradossalmente la più antica, Porta Mosa risalente al '200 è l'unica a sussistere ancor oggi, il quartiere che vi gravita attorno risale al 1209, la strada che vi transitava era diretta al porto.

Gianni Fasani collezionista da oltre 50 anni, generosissimo nel prestare documenti della collezione (per documentare ad esempio le vicende del carroccio sottratto ai milanesi nella battaglia delle Bodesine), scrittore e pediatra di Cremona mostra alcune interessanti immagini della sua ricchissima raccolta personale ad integrazione della parte storica presentata durante l'incontro.