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Cinque Terre: una rinascita faticosa

Francesco Bagnolo
Martedì, 10 Gennaio, 2012

Avevo lasciato le Cinque Terre lo scorso settembre con l’intenzione di ritornare presto in quel piccolo paradiso… Sono tornato oggi a Monterosso e riporto a casa la sensazione di avere curiosato tra le sventure di chi sta uscendo a fatica dall’inferno del 26 ottobre, dal disastro provocato da quell’”aegua di malasorte” “…nera che porta via

che porta via la via

nera che non si vedeva

da una vita intera così dolcenera nera

nera che picchia forte

che butta giù le porte...” (F. De Andrè)

Via Roma – la via principale – dilaniata dalle ruspe con una voragine aperta al posto del manto stradale, gli esercizi commerciali ridotti a grotte ripiene di macerie, i giardini antistanti il ponte della ferrovia ricoperti di fango e detriti… Per contrasto, sotto il campanile illuminato dal sole più di una persona si adoperava per riprendere alla natura ciò che era stato rubato e ricostruire un paese distrutto.

Affisso ad una porta chiusa un cartello recitava:

“Il mio pensiero va

al mio borgo da sogno,

lambito dalle onde,

baciato dal sole,

profumato di mare…

tinto di 100 colori…

Il pensiero va a te,

alla tua gente tenace e coraggiosa,

che con la sola forza delle braccia e dell’anima

sta facendoti risorgere dal fango.

Grazie, monterossini. L.C.”

Grazie davvero a chi, avendo perso tutto, è capace ancora di rimboccarsi le maniche per fare rinascere il posto da sogno che i ricordi conservano!