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Itinerari Touring nel Lazio: Il Lucus Feroniae - Sabato 21 Giugno

Isabella Vecchiarelli
Giovedì, 5 Giugno, 2014

INIZIATIVE DEL CORPO CONSOLARE DEL LAZIO IN COLLABORAZIONE CON IL PUNTO TOURING DI ROMA. (Console organizzatore: Dr Antonello Ghera)

I Capenati facevano parte delle popolazioni italiche che prosperavano nel Lazio prima dell’avvento di Roma. Parlavano una lingua del tutto originale, affine all’etrusco, molto simile al latino e con influenze sabine. Il territorio dell’antico popolo Capenate era lungo la riva destra del Tevere: confinava a Nord con i Falisci, a Est con il Tevere e i Sabini, a Sud e a Ovest con il territorio etrusco di Veio. Comprendeva gli attuali comuni di Capena, Fiano, Morlupo, Civitella, Nazzano, Ponzano, Filacciano, Torrita, Rignano, S. Oreste, Castelnuovo e Riano. Determinante per la sua formazione fu la vicinanza con il Tevere, importante via di traffico che dall’Adriatico centro-orientale, attraverso il Piceno e la Sabina, giungeva al Tirreno, permettendo numerosi scambi economici e culturali fino dall’Età del Bronzo. Uno dei principali centri abitati della zona era il Lucus Feroniae, importante centro di culto e commercio, oltre ad essere uno degli approdi fluviali sul Tevere già in età preromana.
Il Lucus (bosco sacro) di Feronia sorge su una piattaforma di travertino e ha origini molto antiche così come antichissime sono le origini del culto della dea. Il Santuario si trova al Km 18 della Via Tiberina, presso Scorano; l’esatta ubicazione fu individuata solo nel 1953, quando il principe Vittorio Massimo, proprietario del Castello di Scorano e dei terreni circostanti, segnalò alla Soprintendenza dell’Etruria Meridionale l’affioramento, durante i lavori per la realizzazione dell’Autostrada del Sole, di reperti archeologici. La località era già chiamata “Bambocci” per la notevole quantità di ex-voto anatomici che spuntavano dal terreno. Gli scavi misero in luce i resti di una vera e propria città. La dea Feronia era soprattutto la protettrice degli schiavi liberati e di tutto ciò che sottoterra esce alla luce del sole. Erano quindi sotto la sua protezione le acque sorgive e ogni tipo di fertilità: del suolo, quella umana etc. Aveva inoltre proprietà guaritrici confermate anche dai numerosi ex-voto anatomici. Del luogo di culto si hanno notizie anche di alcuni storici (Dionigi d’Alicarnasso, Strabone e Livio) che affermano che il santuario era un centro fiorente già in epoca regia e vi si raccoglievano mercanti e fedeli dall’Etruria, dal Lazio e dalla Sabina. Il Santuario - famoso per le sue ricchezze - fu saccheggiato da Annibale nel 211 a.C., ma il culto continuò fino alla costruzione in quel luogo di una colonia: COLONIA IULIA FELIX LUCUS FERONIAE. In questo periodo la città s’ingrandì notevolmente e l’attuale impianto urbano risale in gran parte proprio al periodo Augusteo. L’ultimo dato epigrafico che ci testimonia la frequentazione del santuario è del 266 d.C. e probabilmente il suo completo abbandono risale al V sec. d.C.

Appuntamento ore 9:30 presso l’area archeologica del Lucus Feroniae (Via Tiberina - Km 18,500)

Quote: Socio e accompagnatore: € 11,00 Non Socio: € 14,00

Informazioni e prenotazioni:
Punto Touring: Viale Giulio Cesare, 100 - Roma
tel. 06-36005281 e-mail: libreria.ptroma@touringclub.it