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Sulle orme dei Cesari-Viaggio nei Campi Flegrei

Giovedì, 14 Ottobre, 2010

Il territorio dei Campi Flegrei è sempre stato legato a storia e leggende. Dal tempo in cui i primi naviganti guardavano bruciare questi territori che ardevano di fuoco e di fascino, tanto da far crescere intorno a essi i primi insediamenti quasi tremila anni fa.

Ci sono storie di uomini e civiltà , di guerra e di pace,di svago e di lavoro che legano questi luoghi incantati da una bellezza che ti toglie il respiro.
Per visitare un territorio vasto come quello dei Campi Flegrei , suggerirei  di dividerlo  in due itinerari , di tipologia diversa, quello che chiameremo della Caldera e quello dei Laghi.

 

 

PERCORSO DELLA CALDERA

Partiamo da Posillipo che chiude a nord il golfo di Napoli e si apre su quello di Pozzuoli. Scendendo discesa Coroglio, sotto Capo Posillipo troviamo l'ingresso alla grotta di Seiano una galleria di epoca romana lunga 780 metri scavata interamente nel tufo.Collegava Coroglio con il complesso del Pusilipon dove troviamo i resti della residenza di Publio Vedio Pollione .
Sono visibili l'odeon un teatro , la domus e vari impianti termali, circondati da una vasta macchia mediterranea. Si visita tutte le mattine fino alle 12.00 , tranne la domenica, ingresso gratuito.

 

Il complesso si affaccia sul Parco Marino e archeologico della Gaiola,
dove sono visibili numerosi resti di peschiere romane, e la cosiddetta Villa degli Spiriti; è possibile prenotare percorsi di snorkeling archeo naturalistico. Proseguendo per via Coroglio, si prosegue per Via Napoli e dopo un buon tratto di lungomare,C.so Umberto e lungomare Pertini, arriviamo alla città di Pozzuoli, seconda colonia Greca d’occidente.Salendo la rampa, passiamo nei pressi del Rione Terrra ( dove sorgeva l’antica Dicearchia )un percorso molto particolare . Si tratta di un percorso al di sotto dei palazzi recentemente restaurati dopo il bradisismo degli anni e il terremoto dell’80. Dopo la prima colonia Greca , il sito è ricco di testimonianze Romane . Il percorso si articola tra strade , horrea, tabernae adibite alla ristorazione e un panificio, completo di macine.
Proseguendo si arriva di fronte all’anfiteatro Flavio e si prosegue per via Solfatara, per visitare un vulcano ancora attivo .
Manifestazioni fumaroliche e tremori sismici sono all'ordine del giorno .
Dalla solfatara seguendo l'omonima via, si arrivia all'anfiteatro Flavio , il terzo per grandezza dopo quello di Capua e del Colosseo.  Si visita tutti i giorni tranne il martedì, dalle 9 a un ora prima del tramonto.
Si prosegue per C.so Terracciano,si arriva a P.zza Capomazza,scendendo Via Pergolesi , proseguendo verso la rampa,sulla nostra sinistra i resti del cosiddetto Tempio di Serapide. Il sito ,che era un mercato in epoca Romana,ha fornito interessanti notizie dell'andamento del bradisismo nei Campi Flegrei,attraverso i segni lasciati dai molluschi sulle sue colonne.Si prosegue sulla litoranea e passando per la località Arco Felice , si arriva all'oasi naturalistica di Monte Nuovo. Nato in una notte del 1538 Monte Nuovo è un vulcano spento che ospita un oasi naturalistica a macchia mediterranea. Suggestivo , il percorso di trekking, che passa nel cratere e scende fino al vicino lago d’Averno.
Passando sotto l'arco Felice vecchio ,si arriva al bivio per Cuma , il primo insediamento
Greco d’occidente (740 a.C.). Si possono visitare la città bassa dove troviamo testimonianze romane,con il Capitolium,le terme, il foro, e l'Acropoli, con il famoso Antro della Sibilla ,il Tempio di Apollo e quello di Giove,  Ritornando al bivio da villa Vergiliana si possono ammirare i resti dell'anfiteatro di Cuma.
Ritornando verso Pozzuoli, imbocchiamo la via Campana,in direzione Quarto. Sulla strada si scorgono alcune tombe e mausolei romani,in quanto le sepolture avvenivano fuori le mura della città. La piana di Quarto (quarto miglio da Pozzuoli, da qui il nome del comune odierno) pur periferica nei Campi Flegrei ha rivestito un importante ruolo nell'antichità.
Le maggiori testimonianze risalgono all'età romana,quando la zona ,con l'apertura della via Campana, vide crescere la sua importanza economica.
La cosiddetta montagna spaccata ,eccezionale opera di ingegneria romana ,entrava nella piana di Quarto attraverso la Via Campana.
Proseguendo lungo di essa, dopo circa 400 metri si incrocia la via Nuova. Qui inglobati nell'attuale Masseria Crisci ,sono i resti monumentali di una struttura romana a due piani . Poco distante in via Brindisi è stato portato alla luce il complesso funerario del mausoleo a cuspide piramidale. Visitabile solo dall’esterno.

 

 

PERCORSO DEI LAGHI

Partendo dal lago d'Averno ci troviamo davanti uno dei luoghi citati da Virgilio e da Omero.

L'ingresso dell'ade , come veniva definito , oggi è un lago tranquillo ,sulle cui sponde troviamo
Il cosiddetto tempio di Apollo ,un' aula termale di epoca romana,la grotta romana di Cocceio, che passando sotto monte Grillo,mette in comunicazione l'Averno con Cuma. Lunga un chilometro, la grotta non è visitabile a causa dei danni riportati durante l'ultimo conflitto mondiale  nonostante sia stato effettuato un recente restauro. Sul lato opposto, la grotta della Sibilla, identificata tradizionalmente come la sede oracolare della sibilla Cumana, è un'altra opera di ingegneria romana tutta da scoprire, che serviva da camminamento militare per spostare agevolmente le truppe da un lago all’altro.
Sfruttando le caratteristiche naturali dell' Averno e del vicino Lago Lucrino, nel 37 a.c. Ottaviano Augusto e Marco Agrippa per contrastare la flotta di Sesto Pompeo, costruiscono il Portus Julius . Per il fenomeno del bradisismo e per l'inesorabile insabbiamento , il porto militare non dura a lungo e la flotta si trasferisce a Miseno.

 

 

Così come il Vesuvio consegnerà ai posteri Pompei ed Ercolano , il Mare di Baia sigillerà il

Porto Giulio e alcune ville marittime della “ pusilla Roma” . Le sue strutture sommerse
Possono essere visitate attraverso tour subacquei o con la barca con il fondo trasparente.

 

La strada che separa oggi l'Averno dal Lucrino era un canale navigabile che metteva in comunicazione i due laghi con il mare. Oggi del Lucrino rimane ben poco, in gran parte a causa dell'eruzione del settembre 1538 che creava in una notte il Monte Nuovo. Usato per allevare ostriche da Caius Sergius Orata ,sulle sue sponde cominciarono a nascere una serie di ville lussuosissime,che ospitarono i personaggi più illustri di Roma. Proseguendo per Baia salendo Via Lucullo ,una tappa fondamentale è il castello di Baia dove è ospitato il Museo Archeologico dei campi Flegrei , recentemente rinnovato ed ampliato con 52 nuove sale,dove si possono ammirare i reperti divisi per area di ritrovamento (Pozzuoli-Cuma-Liternum-Rione Terra)e inoltre con le ricostruzioni del Ninfeo di Claudio oggi sommerso sotto Punta Epitaffio e del Sacello degli Augustali di Miseno.

 

 

Tornando verso il porto passando davanti al tempio di Venere, e proseguendo sulla strada, al bivio a sinistra si sale per via delle Terme Romane. Qui troviamo l’ingresso delle c.d. Terme di Baia ,per una visita da non perdere. Si tratta dei resti della Lussuosa Baia ,distesa sulla collina e con le sue famose ville d’otium.Imponenti resti di impianti termali e del Palatium ,che ospitò l’aristocrazia di Roma dalla Repubblica all’impero.

 

 

Proseguendo per via Carlo Vanvitelli ci troviamo di fronte al Lago Fusaro , l'antica Acherusia Palus. Al centro del lago su un piccolissimo isolotto sorge il Casino reale , fatto costruire per Ferdinando IV nel 1782 dall'architetto Carlo Vanvitelli .

 

Proseguendo per Bacoli , l'antica Bauli, dove le testimonianze romane si possono scorgere un po' ovunque . Da segnalare la Piscina mirabilis , un' enorme cisterna romana che raccoglieva le acque del magnifico acquedotto Augusto per la flotta imperiale.
Lunga 70 metri per 25 e per 15 di altezza è la più grande cisterna romana portata alla luce.

 

 

Sul mare sorgono i resti di una costruzione di età imperiale, nella quale la tradizione ha voluto riconoscere la tomba di Agrippina, madre di Nerone , uccisa nel 59 d.C. per ordine del figlio e sepolta , secondo Tacito, sulla strada per Miseno. Si tratta in verità di un piccolo teatro ninfeo,parte di una imponente villa marittima, i cui resti , sono in parte distrutti e in parte sommersi.Scendendo per via Petrarca ,sulla sinistra si arriva all'ultimo lago dei campi flegrei, il lago Miseno. Usato come bacino interno del porto romano di Miseno , il lago era collegato da un canale navigabile al mare. La base militare di Miseno ospitò tra i vari ammiragli il famoso Plinio il Vecchio ,che dalla terrazza della sua villa ,fu testimone dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. Restano visibili parte del teatro romano, inglobato in proprietà privata, cosi come le terme, che si trovano sotto una moderna villa. Nel 1967 durante lo scavo per la costruzione di un albergo fu portata alla luce il sacello degli Augustali, destinato al culto dell'imperatore . Nel sito furono rinvenute le statue di Domiziano e Tito e la statua di bronzo di Domiziano / Nerva. 

I siti di Misero si visitano la domenica tramite l’associazione Misenum prentando il tour contattando i numeri 3286892886, 081/5233977, 3477776690.
misenum@libero.it