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Una Ferrovia da non dimenticare

Angelo Verderosa _
Martedì, 29 Settembre, 2015

L’Avellino-Rocchetta Sant'Antonio è una Ferrovia che quasi collega i due mari, il Tirreno e l’Adriatico. Un tempo si poteva partire da Napoli ed arrivare a Bari via Benevento-Avellino-Foggia. Dopo contrastate ed estenuanti decisioni, relativamente al tracciato da percorrere ed ai finanziamenti necessari, la Ferrovia fu  inaugurata il 27 ottobre1895: 120 anni fa, realizzando così il sogno di Francesco De Sanctis e di Giustino Fortunato.

La linea collega il nostro capoluogo di provincia con le zone dell’entroterra appenninico irpino, seguendo prima il fondovalle del fiume Sabato, poi del Calore e poi ancora dell’Ofanto, attraversando per un tratto il confine lucano ed approdando infine a Rocchetta S.Antonio, in terra pugliese.

Dal cambio d'orario ferroviario del 12 dicembre 2010, la storica Ferrovia non è percorsa più da treni e giace pertanto “dimenticata”, intatta in tutto il suo valore infrastrutturale e paesaggistico. Un vero e proprio ‘tesoro’ dimenticato.

Il nostro Club di Territorio ‘Paesi d’Irpinia’, nell’ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione  “Tesoro Italia/Patrimonio Negato”, ha ritenuto doveroso ed opportuno indicare per la provincia di Avellino -come monumento da far rivivere- la storica Ferrovia. Ben 120 km. di binari che attraversano scenari naturalistici, servendo una popolazione di circa 90.000 abitanti in una miriade di borghi e frazioni e piccoli paesi.  

Il nostro impegno punta a rivitalizzare la Ferrovia come tratta ‘metropolitana’ per favorire lo spostamento (speed) di studenti ed impiegati e connetterci ai poli dell’università e dell'alta velocità;  e per promuovere itinerari turistici (slow) legati alle aree di produzione del vino e dell’enogastronomia di qualità.

L’Avellino-Rocchetta è la Ferrovia -delle acque (segue i fiumi Sabato, Calore ed Ofanto); -dei grandi vini docg (serve le stazioni dei comuni negli areali del Taurasi e del Fiano); -del Parco Naturalistico Regionale dei Monti Picentini (da Montella a Bagnoli fino a Nusco e Lioni); -delle aree a tutela della biodiversità (dall’oasi WWF di Conza alle aree SIC di Calitri e Monteverde); dei Castelli e dei Borghi (impossibile elencarli tutti).

La nostra Ferrovia è storia, cultura ed identità territoriale : deve essere immediatamente recuperata e riaperta al pubblico.

Vi aspettiamo con tutti gli amici e soci del nostro CdT ‘Paesi d’Irpinia’ DOMENICA 25 OTTOBRE a Lapio (Av), dove sullo straordinario Ponte Principe potremo conoscere la storia e le vicende della storica Ferrovia.  Cercheremo di fare un po’ di luce e di non dimenticare il nostro patrimonio, oggi purtroppo davvero negato per insipienza di molti.

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A Lapio, il 25 ottobre, saremo in tanti. NON MANCARE !  Saluti da Pietro, Camillo, Giovanni, Donato, Dario, Maria Elena e Angelo _

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PROGRAMMA : clicca QUI