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Il Touring Club Italiano per il Mosaico dei draghi e dei delfini di Monasterace

Domenico Cappellano
Lunedì, 30 Settembre, 2013

Franco Iseppi, Presidente del Touring Club lancia un appello alle Istituzioni per un’adeguata valorizzazione del ritrovamento archeologico

 

Milano, 20 settembre 2013 – Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano, grazie alla preziosa segnalazione del Club di Territorio di Reggio Calabria rivolge un appello alle autorità locali per la salvaguardia del “Mosaico dei draghi e dei delfini” rinvenuto a Monasterace (RC) presso Terme di “Nannon” nel parco archeologico dedicato all’archeologo Paolo Orsi.

 

“Una scoperta di questa portata – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – è di certo motivo di gioia e orgoglio se non fosse che la sua bellezza potrebbe non essere mai ammirata. Apprendo con dispiacere dai volontari del Club di Territorio di Reggio Calabria che, per mancanza di risorse finanziari per la costruzione di un’adeguata copertura, il mosaico verrà interrato in attesa che gli Enti preposti mettano a disposizione fondi per realizzare le opere di conservazione e valorizzazione.

 

L’Italia – continua Iseppi – è un museo diffuso non solo perché ricca di tanti musei, lo è soprattutto perché il nostro territorio è costellato da tante minuscole comunità, scorci, specificità, che vengono da lontano e che hanno conservato una originalità propria, tanto da rappresentare esse stesse un valore museale. Il “Mosaico dei draghi e dei delfini” è un caso emblematico: a sua volta rappresenta un tassello di  questa preziosa raccolta museale a cielo aperto.

 

Come Touring Club – conclude Iseppi – chiediamo alle Istituzioni locali che venga fatto tutto il possibile per evitare che cittadini e turisti perdano l’occasione di ammirare un ritrovamento archeologico tanto prezioso che, per quanto possa dimostrare all’apparenza un valore inferiore rispetto a grandi realtà come il Colosseo o la Valle dei Templi, rappresenta l’anima di un Paese che, in quanto tale, merita di essere conservata e valorizzata.”

 

Il mosaico, scoperto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, risale al periodo ellenistico tra il IV ed il III secolo a.C. ed è una delle più grandi ed antiche opere musive della Magna Grecia con un’estensione di circa 30 metri quadrati.