Fosdinovo (la “Fauce Nova”, la foce stradale nuova) deve a questa sua naturale collocazione fra il mare e la montagna interna, lunigianese prima e, poi, appenninica, gran parte della sua storia e delle sue vicende. Una terra di raccordo, politica, commerciale, economica, fra i porti e l'oltremare con le terre interne e l'Europa.

I Liguri Apuani lasciano qui, nella ricca necropoli di Pulica, segni straordinari (come il “Guerriero di Pulica”) della loro presenza ed attività lungo una pista battuta. Dopo loro i Romani, fondando Luni (da cui scaturì il nome alla Lunigiana), consolidano la storia dei transiti e dei traffici, per la via publica che passava le terre ove sorse, più tardi, Fosdinovo.

È infatti il Medioevo che appartiene a Fosdinovo, in tutte le sue fasi, fino all'affermazione della famiglia più forte in Lunigiana, i Malaspina, il casato feudale che fu centrale nelle terre della Diocesi di Luni. In pace come in guerra - che vide Dante qui, paciere fra Vescovo e Marchesi - nei traffici commerciali come nella diplomazia. Ne resta, per la guerra, potentissimo testimone il suo Castello, il più bello e il più visitato lungo lo spazio della Via Francigena che lega Labirinto a Labirinto da Pontremoli a Lucca, la città del Volto Santo. Ne resta, per la pace e la vita civile ed economica, la Villa dei Malaspina di Caniparola, squisito modello di arte settecentesca che, con la sua vastissima tenuta agricola, mostra un quadro della vita di allora.

IL MUSEO EN PLEIN AIR NEL BORGO STORICO DI FOSDINOVO

È un Museo all’aperto realizzato documentando, con pannelli didascalici, il centro del Borgo Storico di Fosdinovo, certificato con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano per la sua qualità turistico-ambientale. Si sviluppa lungo un itinerario che parte dal Parcheggio (pulmann, auto, camper) a nord-est di Fosdinovo. Da lì un grande pannello indirizza verso il Castello ed il Borgo. Si accede dalla Porta di Sopra al borgo medievale ed al Centro Servizi per il Turismo al cui interno vi sono i tre simboli identitari di Fosdinovo: l’Elmo preromano del Guerriero di Pulica, il torchio per batter le monete della Zecca di Fosdinovo e il dipinto “Lunigiana” di Matteo Arfanotti, artista contemporaneo. Si sale al castello e poi ci si immette nel borgo lungo l’antico ramo della Via francigena per toccare gli edifici del Teatro, della Zecca, degli Oratori dei Bianchi e dei Rossi, della Chiesa di S. Remigio con il Sepolcro trecentesco di Galeotto Malaspina Quindi superate le piazze Matteotti, Garibaldi e Cairoli, le viste panoramiche, si giunge alla Porta di Sotto ed al Fosso, sede di mercato e fiera dei cavalli. Quindi si arriva alla Torretta, dove finisce Fosdinovo.

L’itinerario all’aperto è visibile tutti i giorni. Per visitare elmo, zecca e dipinto Lunigiana, l’orario è quello del Centro Servizi per il Turismo.

IL MUSEO DI MEZZI D'EPOCA (IL SELVATICO)

È una raccolta straordinaria – soprattutto per l’immagine- realizzata nel corso di molti anni da Innocente Stagnari, collocato presso una struttura ristorativa chiamata “Il Selvatico”. Contiene una enorme raccolta d’epoca di moto, vespe, lambrette, radio, latte, cartelli, foto, oggettistica di varia, straordinariamente diversificate a creare un impatto eccezionale. All’esterno, poi, in maniera naif, è stato allestita un’enorme postazione artistica composta da moto, attrezzi, strumenti di varia natura saldati fra loro e dipinti con colori sgargianti. Ciò crea un effetto ottico straordinario e mostra il genius loci, l’artista oltre il collezionista. È una scoperta affascinante che somma l’aspetto tecnico della raccolta di oggetti e mezzi con l’espressione artistica realizzata con gli stessi macchinari. Il Museo (Lungo la S.P. 446, a 1 km da Caniparola) è privato e collegato agli orari di apertura dell’esercizio commerciale cui è legato.

ATTORNO AL CASTELLO...

Dall'inespugnabile Ponzanello, rocca del Vescovo di Luni che contrastò a lungo e inutilmente il dominio Malaspina, alla pacifica Caniparola, terra rurale ed agricola, anche nel nome (dai canepari così diffusi nel territorio comunale)  ed oggi popoloso e attivo centro di vita. Da Paghezzana, che raccoglie la bontà dei prodotti nel suo Centro di trasformazione di prodotti agricoli locali, a Caprognano e Gignago che guardano, stupiti ed orgogliosi la grandezza del Castello Malaspina. Da Giucano a Carignano e Canepari che aprono sulla “moderna” ma pur antica Sarzana, manifestando il loro carattere già ligure, fino a Tendola, antichissimo borgo di strada, a Posterla, Pulica e Marciaso che difendono la loro identità apuana, di terre del marmo.

Una terra aperta, toscana ma incuneata da ogni parte nella Liguria. Questa apertura al mare e al Mondo fu la fortuna e la disperazione di Fosdinovo: una terra aperta lo è per chi porta ricchezza come per chi porta guerra, morte e distruzione e mai come nel '900 Fosdinovo e la Lunigiana lo sperimentarono. Ma questa sua apertura è, oggi, una grande ricchezza: da qui si entra in Lunigiana, quella vera, autentica; da qui si entra in Appennino e nella terra dei Parchi (Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano e Parco delle Apuane, legati al Parco Nazionale delle Cinque Terre, a due passi). Fosdinovo è, come in passato, la Porta della Lunigiana, una porta da cui si entra per conoscere storia, godere ambiente, gustare prodotti, scalare montagne, sciare la neve usando, come poche volte accade, i cinque sensi umani e il “sesto senso”, quello del mistero sacrale dei luoghi, delle tradizioni e delle identità, dell'umanità che popola ancora, orgogliosa i propri borghi.