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E il Tci mette in condivisione oltre 3mila scatti dei luoghi della Prima Guerra Mondiale

Wiki loves monuments, fotografie in comune

di 
Tino Mantarro
7 Settembre 2015
Andate fuori e scattate una fotografia. Una chiesa, un palazzo storico, un sito archeologico, ma anche una statua, un monumento che commemora la prima guerra mondiale: qualunque immagine del patrimonio culturale italiano va bene. Tutte possono partecipare alla quarta edizione di Wiki loves monumentes un grande concorso fotografico sponsorizzato da Euronics e Canon e patrocinato dal Touring Club Italiano, per scoprire il meglio del patrimonio culturale italiano e condividerlo online con i milioni di utenti di Wikipedia.

LA LIBERTÀ DI PANORAMA
«Un concorso che punta anche sensibilizzare su una tematica che ci sta molto a cuore: la cosiddetta libertà di panorama, ovvero il diritto a pubblicare immagini senza scopo di lucro del patrimonio culturale italiano» spiega Andrea Zanni, presidente della fondazione Wikimedia Italia. Secondo il codice dei beni culturali infatti per pubblicare immagini dei monumenti bisogna chiedere un’autorizzazione alle sovrintendenze o ai Comuni. «E noi cerchiamo di coinvolgere tutti i Comuni italiani invitandoli ad aderire e rilasciare le autorizzazioni in modo da permettere a cittadini e turisti di fotografare liberamente i monumenti che si trovano sotto tutela delle istituzioni». Nei tre anni precedenti sono state raccolte oltre 37mila immagini di 7.500 monumenti italiani. Quest’anno (il concorso dura tutto settembre) sono arrivati già 1.200 scatti in meno di una settimana.
 

TOURING E WIKIMEDIA
Il Touring collabora a Wiki loves monuments con una parte delle oltre 3mila immagini del suo archivio fotografico, che ha concesso con la licenza creative commons. «Si tratta di fotografie storiche che ritraggono monumenti commemorativi della prima guerra mondiale: cimiteri, sacrari, chiese, campi di battaglia. Scatti che abbiamo deciso di condividere per rendere disponibile a tutti un pezzetto del nostro archivio» spiega Luciana Senna, del Centro di documentazione Tci. «Con la collaborazione dell’associazione WW1 - che ha anche curato le didascalie di ogni immagine - abbiamo digitalizzato parte del nostro patrimonio relativo al primo conflitto mondiale e lo rendiamo fruibile per tutti, in modo che ognuno per esempio possa vedere i monumenti che erano stati eretti dopo il conflitto e andare a cercare sul territorio che cosa è rimasto di questa memoria collettiva». Valorizzare un archivio e condividere il suo sapere: quale modo migliore per perpetrare la memoria?