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Cronache da Palazzo Pitti, una delle 25 piazze Touring

Touring, una bella Giornata

di 
Tino Mantarro
16 Aprile 2012

Alle nove del mattino piazza Pitti a Firenze è un piano inclinato che sgocciola. Piove, poco, ma piove mentre si sistemano i gazebo e un gruppo di turisti tedeschi si raccoglie senz'ombrello e con serietà, pronto a timbrare per primo il cartellino dei visitatori di palazzo Pitti. Meriterebbero un'associazione ad honorem. Oltrarno i vigili in mantellina chiudono le strade e i maratoneti si scaldano correndo, come se le corse che dovranno fare non fossero già abbastanza. Si scaldano, sul posto, ma senza correre, anche Fiammetta, Francesco, Wanda, Maria, Angela, Eleonora (vice console e allenatore in capo della squadra di guide turistiche): giovani, carini e professionali sono le guide che per tutta la giornata accompagneranno i visitatori a conoscere palazzo Pitti, la fondazione Salvatore Romano, la galleria di Arte Moderna e il museo della Carrozze, aperto straordinariamente proprio in occasione della Giornata Touring. Non hanno bisogno di scaldarsi consoli e fiduciari toscani: hanno anni di esperienza, per loro la Giornata è una passeggiata. E passeggiando si presentano al gazebo verde con la ruota Tci anche i primi curiosi, soci o meno.


“E' qui che si fanno le visite al museo? L'ho letto sul giornale”.


“Certo, è qui. Benvenuto. Conosce il Touring club italiano?”


“Eccome no: sono socio da vent'anni, vuol vedere la tessera?”. A inizio giornata anche queste son soddisfazioni.


 


“Perché fate queste visite?”


“Perché oggi è la nostra festa e perché vogliamo presentare la nostra nuova rivista”.


“Nuova? Ma io questa l'ho già vista”


“Allora è socia e le è arrivata a casa?”


“No. L'ho vista dal mio dentista. Bella, però. Meglio di quell'altra, è più.. più, come dire, leggibile?”. Meno male.


 


Piove ancora mentre alle undici, puntuale come il rintocco dell'ora, la filarmonica di Firenze Gioacchino Rossi intona l'ìnno nazionale al riparo del loggione. Dopo “l'elmo di Scipio” due turiste americane di origine cinese si fotografano a vicenda, con la bandiera e gli strumenti sullo sfondo. Sono due turiste da prima pagina: si fanno fotografare anche nella cornice. Ma prima chiedono: “How much does it cost?”. Devono aver letto pessime cose sulle truffe in Italia. Maledetta Lonley Planet: toccherà tradurre le guide verdi in inglese.


 


All'ora di pranzo finge di voler smettere di piovere. Il cielo diventa azzurro. Reggerà? Fiorentini e turisti finalmente si affacciamo sulla piazza, buon segno. Una coppia di canadesi di Toronto, trasferiti in Toscana da due anni sfoglia, Touring. “Lo use to migliorare nostro italian. And next year ci associamo” dicono in misto inglese. Ne serviranno di letture, ma almeno sono buone letture.


 


Pomeriggio spunta il sole e la piazza si riempe di gente: Pitti beach, la chiamano. Dalle due sembra che tutti vogliano vedere il museo delle carrozze: i gruppi si riempono al volo. Mentre aspettano il loro turno leggono Touring. Qualcuno ha la faccia compiaciuta. Qualche altro riconosce un posto dove è stato. Un altro viene al gazebo e sostiene che un amico suo ha delle foto migliori di Castelluccio di Norcia. “Gli dica di mandarle al direttore”. Qua se non stai attento un attimo e ti rubano il lavoro.


 


Alle tre per il museo non ci sono più posti. E per la galleria di arte moderna si deve raddoppiare. Le guide guidano, i turisti si accodano, le domande fioccano, le riviste volano via come i pensieri. I consoli non devono essere consolati: hanno di che essere contenti, c'è davvero tanta gente. Intanto eleganti e di nero vestiti arrivano i settanta elementi del coro della Cassa di Risparmio di Firenze. Scaricano un pianoforte a coda e una pedana verde, in tinta col gazebo: che l'abbiano fatto apposta? Scaldano le voci, mentre il sole ha deciso di occupare la scena e scaldare la Giornata.


 


Sono passate le quattro, il coro della Cassa di Risparmio di Firenze intona l'Aida. Torna a piovere, ma pazienza. Al museo delle carrozze non si può più entrare. Un padre con figlio al seguito dice “Mannaggia e io che ci tenevo tanto. Lo fate anche settimana prossima?”. Ci penseremo.


 


Si sentono le arie di Verdi quando Arianna, otto anni, torna dalla sua visita al museo delle carrozze. Timida, in compagnia della mamma fa il grande passo: si iscrive al Touring club italiano, socia junior. Un incontro tra centodiciassette anni di storia e otto di leggerezza. Il buon giorno non sempre si vede dal mattino: alle volte arriva anche a metà pomeriggio.


 


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