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Godersi marzo tra paesaggi, cultura, arte, vacanze attive e piaceri della tavola

Aspettando la primavera nei borghi Bandiera arancione

24 Febbraio 2017
 
Un occhio al meteo, l’altro al calendario, zaino e trolley sono già sull’uscio. A guidare la scelta per scoprire l’Italia più bella dell’entroterra sono le nostre Bandiere arancioni, i paesi dell'entroterra certificati dal Touring Club iIaliano per le loro qualità turistiche e ambientali. Da nord a sud ecco sfilare le nostre scelte garanzia di accoglienza e ospitalità: ne potete trovare molte altre sul sito www.bandierearancioni.it, dove sono presenti le schede dei 222 borghi certificati con i suggerimenti sulle attrazioni da non perdere. Buona esplorazione! 
 
1. CANNERO RIVIERA (VB)
Agrumi, fiori, alberi, scorci liberty: il lago Maggiore è un richiamo al Mediterraneo a due passi dalle Alpi. La sensazione di muoversi in una romantica cartolina vi accompagnerà durante il soggiorno. Passeggiando sul lungolago, si possono ammirare ville dai giardini curatissimi, antiche case padronali e il pittoresco porticciolo antico scavato nella roccia. Anche i ristoranti sono a tono e con eleganti premesse offrono piatti tipici della tradizionale cucina lacustre.
 
Se vi sentite particolarmente dinamici le occasioni per fare sport immersi nella natura non mancano. A poca strada dal borgo si aprono gli spazi del Parco Nazionale della Valgrande, tra nordic walking, mountain bike, escursioni e passeggiate per principianti e per esperti.
 
Da non perdere: la crociera sul lago con battello a energia solare per ammirare i castelli; Il Museo et­nografico e della spazzola, con strumenti delle attività contadine e dell’artigianato del legno e del ferro; una sosta nella piazzetta degli Af­freschi, tra i murales sulla storia locale e un assaggio dei tipici biscotti agli agrumi: i “Mursciulitt”, celebrati nel mese di marzo dalla Mostra degli Agrumi. 
 
 
Agrumi sul lungolago di Cannero Riviera /foto Giulio Donini
 
2. ALMENNO SAN BARTOLOMEO (BG)
Due passi da Bergamo e un’ora da Milano bastano per raggiungere prati e boschi della Valle Imagna e le bellezze del Parco del Romanico. Se dovessimo immaginare un itinerario (a piedi o in bicicletta) cercheremmo di non perderci scorci suggestivi tra gioielli di architettura dell’arte romanica.
 
Da non perdere: la Rotonda di San Tomè, autentico gioiello architettonico romanico della Provincia di Bergamo, risalente agli inizi del XII secolo; i prodotti enogastronomici della Valle, in particolare formaggi, salumi e frutti di bosco, accompagnati da ottimi vini ottenuti da vitigni autoctoni.
 
 
Almenno San Bartolomeo, Rotonda di San Tomè/ foto IAT
 
3. PERINALDO (IM)
Nel Ponente ligure si va a Perinaldo, incastonato su uno splendido crinale tra uliveti e vigneti, a passeggiare in un pittoresco centro storico, raccolto, tipico e con pochissime automobili. Volendo sarà anche un viaggio “a naso all’insù”, magari di notte, magari a cielo terso, ispirati dal figlio illustre di Perinaldo, Gian Domenico Cassini, l’astronomo del Re Sole.
 
Da non perdere: il museo Gian Domenico Cassini e l’Osservatorio astronomico comunale, che propone ad appassionati e curiosi incontri a tema e serate di apertura pubblica. Lungo via G.D. Cassini, numerosi murales e un sistema solare in scala compongono un interessante museo all’aperto; la parrocchiale di S. Nicolò (del XII secolo), ampliata in seguito e rifatta in forme barocche nel XVIII secolo; il panorama su Apricale (anch’essa Bandiera arancione del TCI), Bajardo e le verdi montagne circostanti, lungo la strada per San Romolo; la rete di percorsi escursionistici con i centri vicini e il carciofo di Perinaldo, violetto senza spine, tenero e senza barbette all’interno, presidio Slow Food.
 
Una panoramica sul borgo di Perinaldo
 
4. CASTROCARO TERME E TERRA DEL SOLE (FC)
In Romagna, terra rassicurante e imprevedibile come la sua gente, per scoprire uno dei più importanti centri termali della regione. Forlì è a soli dieci chilometri, ma bastano per arrivare in un borgo dalle antichissime origini, dal carattere stratificato tra medioevo, rinascimento e art-decò. La cittadina è composta dal nucleo medievale di Castrocaro, perfettamente conservato, collegato dall’arioso viale Marconi alla cittadella rinascimentale di Terra del Sole, chiusa dalle grandiose mura medicee.
 
Da non perdere: a Castrocaro, la fortezzauna delle più vaste d’Italia con il Museo storico-archeologico; il borgo medievale; la Cittadella; il battistero bizantino; la torre campanaria; la chiesa parrocchiale con pregevoli opere d’arte del Medioevo e del Rinascimento.
 
Nella parte moderna, il complesso termale art-decò. A Terra del Sole, il Palazzo pretorio con il museo dell’Uomo e dell’Ambiente; la scenografica piazza d’Armi; la chiesa di S.ta Reparata e il giro delle mura medicee. Meritano infine una visita anche le aziende agricole, vitivinicole e agrituristiche della zona, che fanno parte della Strada dei vini e dei sapori dei Colli di Forlì-Cesena.
 
 
La piazza d'Armi di Castrocaro in una rievocazione strorica /foto Comune di Castrocaro
 
5. MORIGERATI (SA)
600 ettari circa di area protetta che offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo della zona: il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e nell’oasi WWF “Grotte del Bussento”. Passeggiate, escursioni, itinerari sono il modo giusto per avvicinarsi a questo territorio e goderne a pieno la bellezza. Accolto da questa cornice si trova il piccolo borgo medievale, la cui origine viene fatta risalire a un insediamento di monaci basiliani.
 
Da non perdere: il percorso guidato alla Grotta all’interno dell’oasi WWF, all’ingresso uno spettacolare portale alto 20 metri, una scala scavata nel calcare e un ponte di legno sul fiume che scaturisce dalla roccia sottostante; il patrimonio del Museo etnografico regionale Valle del Bussento; i prodotti tipici della tradizione locale, salumi tradizionali, freselle, olio extravergine d’oliva DOP e Fico bianco del Cilento DOP. Da segnalare anche che Morigerati è il primo paese a offrire ospitalità diffusa nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
 
 
Morigerati /foto Enzo Signorelli
 
6. BOVINO (FG)
Nell'entroterra foggiano, si cammina lenti tra le strette strade del suo centro storico e il carattere del borgo si mostra senza remore: la posizione dominante sulla valle del torrente Cervaro, i resti visibili di un combattuto medioevo, gli imponenti 800 portali di pietra.
 
Da non perdere: i resti delle mura, le torri e il castello ducale; la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sobria e imponente; la chiesa di San Pietro, nella parte alta del paese; e le specialità del territorio tutte da gustare, la pasta fatta in casa, gli insaccati, i formaggi e soprattutto l’olio d’oliva, rigorosamente prodotto negli oliveti della zona, che ne è particolarmente ricca.
 
 
Bovino, uno scorcio del borgo antico/ foto M. Marseglia

INFORMAZIONI
Sito web www.bandierearancioni.it