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  • Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga (Mo.Ca), Brescia, localita, Edificio Monumentale

Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga (Mo.Ca)

localita

Via Moretto 78 25122 Brescia

Il Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga venne edificato nel 1534 su un appezzamento di proprietà della famiglia Martinengo per volere di Gerardo III e già all’inizio del 1600 inserito nel lascito testamentario di Estore III alla città di Brescia. Ne seguì una causa indetta dagli eredi che solamente nel 1649 si concluse con l’assegnazione del palazzo ad Alessandro (figlio di Estore), il quale fu costretto a vendere nuovamente la proprietà al Comune a causa dei numerosi debiti. Riacquistato da Estore IV nel 1697 - al costo di 17.000 Lire – a causa delle gravi condizioni strutturali, si decise di abbatterne gran parte per poi edificare un nuovo edificio che ben comunicasse alla cittadinanza il “peso” della famiglia nobiliare; l’incarico fu affidato all’architetto bolognese Alfonso Torreggiani. La costruzione del palazzo avviata all’inizio del Settecento si protrasse per la maggior parte del secolo se si pensa che ancora nel 1775 Venceslao, figlio di Estore, chiese di poter acquisire un vicolo pubblico per poter completare un’ala del palazzo. Divenuto il centro della vita culturale bresciana per volere di Drusilla Sagramoso, nel 1885 venne venduto al banchiere svizzero Giuseppe Baebler che ampliò la struttura lungo via Moretto. Rilevato dalla Banca Mazzola Perlasca passò nuovamente al Comune di Brescia che lo mutò nel 1927 in sede del Tribunale (fino al 2009). Denominato Brend (Brescia Nuove Direzioni) nel 2015, dal 2016 diviene Mo. Ca. e al suo interno convivono diverse associazioni culturali e aree espositive.
Il Palazzo, uno dei più antichi della città, si caratterizzava nel progetto del Torreggiani per la presenza di tre ingressi; unicum nel contesto urbano. Dal pianoterra, dove si sviluppano androne, porticato e cortile, che risulta architettonicamente caratterizzato da semicolonne addossata ai portici e robusti pilastri squadrati (visivamente un richiamo alla vita militare tipica del casato) attraverso uno scalone monumentale contrassegnato da figure monocrome di Ercole (richiamo alla famiglia Colleoni) e dell’Aquila (stemma della famiglia Martinengo) si accede alla galleria e alle stanze del piano nobile con decorazione tipica di XVIII sec. Pregevoli stucchi che riproducono strumenti musicali ornano il grande salone da ballo; se le sale riservate alle dame hanno i soffitti decorati con colori tenui e chiari quelle degli uomini presentano scene tipiche del casato Martinengo. Tra le sale più particolari, si ricorda un piccolo ambiente (probabilmente una biblioteca) decorato da quattro medaglioni bronzei e allegorie dei continenti. Gli appartamenti privati – che si trovano nel versante opposto della galleria – sono diversificati da decorazioni di stili ed epoche diverse; alcune presentano scene tipiche di gusto neoclassico (antiche rovine, scene tratte dall’Iliade) altre più tipicamente romantico (paesaggi esotici, vita agreste, vita marina) mentre una piccola stanza, di gusto neogotico, è adorna mediante fiori e frasche in un pergolato gotico.


I soci Touring Volontari per il Patrimonio Culturale accoglieranno i visitatori il sabato e la domenica dalle ore 11 alle ore 18.

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