Scopri il mondo Touring

Ivrea

localita

Ivrea (TO)
La città sorge nel settore settentrionale del grande anfiteatro morenico generato, al termine delle glaciazioni, dal ritirarsi del grande ghiacciaio valdostano. Insediamento di origine celtica, nel 100 a.C. fu sede di una colonia romana chiamata Eporedia di cui rimangono tracce nella strada militare lungo la vallata della Dora Baltea e nei resti dell'anfiteatro II sec.), oltre che sotto gli edifici del centro storico. Sede vescovile dal 397, divenne capitale di un ducato longobardo e quindi di una contea franca, fino a dare il nome, nel IX secolo, alla Marca dalla cui casata uscirono, nel corso delle turbinose vicende seguite al disfacimento del regno carolingio, due re d'Italia: Berengario II e Arduino. Nel 1170 Ivrea fece parte della Lega Lombarda; costituitasi in Comune, visse un periodo di forti contrasti con Vercelli. Controllata dai marchesi del Monferrato nel XIII secolo, fu acquisita definitivamente dai Savoia nel 1356. Occupata nel corso del XVI secolo da francesi e spagnoli, e poi ancora dai napoleonici alla fine del '700, tornò ai Savoia nel 1814. Il '900 coincide con la grande stagione industriale che porta Ivrea, associata al nome Olivetti e alla singolare esperienza di 'imprenditoria illuminata', a essere conosciuta in tutto il mondo come polo di avanguardia tecnologica. Negli ultimi decenni, però, l'andamento del mercato, nuovi orientamenti del marchio e gravi crisi economiche hanno minato sviluppo e identità territoriale, costringendo Ivrea a cercare altre vie di rilancio. Della formidabile stagione olivettiana sono testimonianza i complessi architettonici degli stabilimenti, esempi di armonizzazione progettuale tra luoghi di produzione e territorio. Il nucleo storico sorge sulla sponda sinistra della Dora Baltea, mentre sull'altra riva del fiume si è sviluppata la parte moderna, intorno agli insediamenti Olivetti. La visita parte dalla piazza del Castello, nei pressi del quale sorgono il Duomo e il seminario vescovile. Via Palestro costituisce, con via Arduino che ne è la prosecuzione oltre piazza Vittorio Emanuele, l'asse centrale della città. Quasi parallelo, lungo la Dora, è corso Re Umberto I. Rispetto al raccolto centro storico, costituiscono divagazioni le visite all'anfiteatro romano, oltre corso D'Azeglio, alla periferia est della città; l'attraversamento del Borghetto e dell'espansione moderna sulla sponda destra del fiume; il percorso del Museo a cielo aperto dell'Architettura Moderna e la visita della chiesa di S. Bernardino.

Scrivi la tua recensione