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Terni

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Terni (TR)
Il doppio volto di Terni, polo industriale e città storica, prende forma nell'ultimo ventennio dell'800 quando la nascita di grandi imprese industriali e l'avvio di una produzione idroelettrica di rilevanza nazionale conferiscono alla città l'appellativo di «Manchester italiana».
Il piccolo centro urbano sulla destra del Nera verrà ben presto sopraffatto dai disordinati borghi operai della sponda sinistra, che continueranno la loro ascesa lungo le colline circostanti, verso Rieti e nella pianura in direzione di Narni dove, negli anni Trenta del '900, si insedieranno nuovi impianti chimici. Il processo di deindustrializzazione degli ultimi lustri ha comportato un ridimensionamento della crescita urbanistica e un intensificarsi dell'attenzione sui quartieri storici, sulle aree industriali più 'antiche' e sui centri minori del territorio.
La prima presenza umana nella conca ternana è datata al X secolo a.C. e ubicata presso la collina di Pentima, dove nel 1884, durante i lavori di costruzione dell'Acciaieria, fu ritrovata una vasta necropoli umbra utilizzata fino al VI secolo a.C.
Una volta entrata nell'orbita romana (prima metà III secolo a.C.), la città viene dotata di cinta muraria, mentre le aree immediatamente prospicienti l'abitato vengono bonificate con opere di canalizzazione. Agli inizi dell'impero la cinta muraria arriva a svilupparsi per circa 1500 metri di lato e la Via Flaminia attraversa il centro urbano fungendo da «cardo maximus» e incrociando il «decumanus maximus» (attuali vie Cavour e Garibaldi) all'altezza di piazza della Repubblica. Dopo le devastazioni a opera di Totila, di Narsete (VI secolo) e dei longobardi (VIII secolo), e la distruzione su ordine di Federico Barbarossa perpetrata dall'arcivescovo Cristiano di Magonza (1174), Terni conoscerà un periodo di ripresa nel corso del XIII e XIV secolo, con ampliamenti della cinta muraria e la risistemazione delle opere di canalizzazione. È tra il Settecento e l'Ottocento che si assiste alla nascita del principale centro manifatturiero umbro, dando l'avvio a numerose modificazioni del tessuto edilizio fino ad arrivare alla creazione ottocentesca dei grandi complessi industriali sulla sinistra del Nera. Ma è con l'installazione delle Acciaierie prima e delle industrie chimiche e degli impianti idroelettrici poi che cambiano definitivamente gli equilibri urbano-territoriali. Un primo tentativo di riassetto dell'impianto urbano si ha negli anni tra le due guerre. Dagli anni Settanta inizia il ridimensionamento del polo industriale ternano con la chiusura dello Jutificio Centurini (1970) e dello stabilimento elettrochimico di Papigno (1973).

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