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Noto

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Noto (SR)
Forse la più suggestiva definizione di Noto è quella coniata dal critico d'arte senese Cesare Brandi: "un giardino di pietra". Dichiarata "capitale del barocco" dal Consiglio d'Europa e Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, con le sue imponenti scenografie architettoniche, alle quali dà particolare risalto la pietra calcarea fine e compatta e abilmente lavorata dei suoi edifici, la famosa cittadina rappresenta una tappa qualificante e significativa nel contesto della storia della ricostruzione delle città del Val di Noto. Purtroppo, però, tra le caratteristiche della pietra calcarea usata per le sue costruzioni è anche la friabilità, e a evitare che la città cada letteralmente a pezzi (nel 1996 è crollata la cupola della Cattedrale, poi ricostruita) sono pressoché sempre in corso interventi di restauro e di consolidamento. La città nuova fu fondata nel 1703 sul colle Meti, a sud-est della preesistente città millenaria distrutta dal terribile terremoto del 1693. La memoria dell'antica città ormai abbandonata fu sostituita da un nuovo impianto urbano e da un volto architettonico completamente diverso. Al primo tracciato ipotizzato, che si rivelò troppo piccolo e mal disposto, si aggiunse posteriormente una nuova articolazione impostata su una strada che divide in due parti la città. Questo progetto fu ben accolto dall'aristocrazia locale, che si insediò lungo le vie principali realizzando i propri palazzi di rappresentanza. La posizione in leggero declivio, l'equilibrio nella dimensione delle piazze, la simmetria degli edifici, i dettagli architettonici e dell'arredo urbano furono gli elementi utilizzati per la realizzazione di vedute, prospettive e articolazioni che determinarono l'eccezionale qualità scenograficamente barocca della nuova città. La città è impostata secondo un modello a scacchiera e ha come assi portanti corso Vittorio Emanuele e la parallela (più in alto) via Cavour, con i suoi palazzi nobiliari settecenteschi in stile tardo-barocco. Barocchi sono pure i palazzi della bella via Nicolaci, sulla quale affaccia il palazzo Nicolaci Villadorata. Molto suggestivo infine è avventurarsi nei quartieri popolari d'impronta araba, in cui i ricordi islamici e i ricchi dettagli di "architettura minore" ben contrastano con la grandiosità della città "nobile". e come snodo urbano piazza Mazzini. A questo itinerario se ne possono aggiungere molti altri, passando ad esempio in via Nicolaci, fiancheggiata da bei palazzi barocchi come il palazzo Nicolaci Villadorata, con una suggestiva sequenza di balconi barocchi sorretti da ricchi mensoloni in pietra con figure grottesche e scenograficamente chiusa a monte dal prospetto concavo rinserrato da due torri campanarie della chiesa di Montevergine, o percorrendo via Cavour con i suoi palazzi nobiliari settecenteschi in stile tardo-barocco e avventurarsi infine nei quartieri popolari d'impronta araba, in cui i ricordi islamici e i ricchi dettagli di "architettura minore" ben contrastano con la grandiosità della città "nobile".

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