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Sassari

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Sassari (SS)
Storica antagonista di Cagliari per il controllo dell’isola, è città di fisionomia antica, ricca di tradizioni e cultura. A poco più di 10 chilometri dal golfo dell’Asinara, Sassari si estende su un tavolato calcareo ai margini della pianura che scende verso la costa, dove l’attuale Porto Torres corrispondeva in età romana al centro principale dell’insediamento antico. Dal Medioevo la città è cresciuta fino a diventare, con gli aragonesi, capoluogo del Capo di Sopra nella storica divisione territoriale dell’isola, in contrapposizione alla metà centro-meridionale del Capo di Sotto, amministrato da Cagliari. Alla dominazione iberica, nel Quattrocento, si deve la fioritura di edifici in gotico catalano, ancora oggi visibile nel nucleo antico della città. Qui rimangono frammenti della cinta muraria che tra Otto e Novecento ha ceduto alle demolizioni e alla modernità. Via principale che taglia in due l’abitato antico è il corso Vittorio Emanuele II, con la chiesa barocca di Sant’Antonio Abate, alcune case gotiche e il teatro civico in un palazzo neoclassico. Da qui una deviazione sulla destra conduce alla Cattedrale, chiesa romanica che ha assunto il volto fantasioso del tardo barocco di Spagna. Proseguendo sulla strada principale si raggiunge piazza Castello, il cui nome fa riferimento alla fortezza aragonese abbattuta a fine Ottocento. Poco distante si apre la grande piazza d’Italia, fulcro dell’espansione ottocentesca di Sassari, come esplicitamente simboleggia, al centro, il monumento a Vittorio Emanuele II. Fra gli imperativi culturali della visita bisogna includere anche la seicentesca fonte Rosello, dal gusto tardorinascimentale, e il Museo archeologico-etnografico Sanna, con reperti della civiltà nuragica, documenti sulla Sardegna e una collezione esposta nella pinacoteca. In tavola si ritrova tutta la tradizione del Nord dell’isola, dal pesce della costa ai prodotti dell’entroterra. La varietà del paesaggio si fa sentire nella gastronomia e nell’artigianato locale, dalle ondulazioni a sughere del Logudoro al paesaggio granitico della Gallura, fino al nucleo montuoso nell’aspro monte Limbara. Se nelle piane di Sassari e di Alghero è protagonista la coltivazione di cereali, vite, ulivo e agrumi, il vino è presenza immancabile anche nelle aree meno pianeggianti: ampio risalto hanno il Vermentino di Gallura e il Moscato di Sorso-Sennori, mentre ai pascoli si deve una straordinaria varietà di formaggi.

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