Scopri il mondo Touring

Visualizza

Sacile

localita

Sacile (PN)
Un piccolo gioiello che specchia nelle acque del Livenza le facciate dei suoi palazzi di gusto veneziano: non a caso Sacile fu definita il ‘giardino della Serenissima’ e non solo per la grazia del luogo, ma anche per la cultura che seppe esprimere e che valse pure l’appellativo di ‘piccola Padova’. Il centro si sviluppa su una profonda ansa del fiume attraversata da canali navigabili, che formano due grandi isole, storicamente sedi l’una del potere politico, l’altra di quello religioso.
Cuore cittadino è piazza del Popolo, dove dal 1274 ogni anno, la seconda domenica di agosto, si svolge la tradizionale Sagra dei Osei. Vi prospetta il palazzo Comunale (1483, rimaneggiato più volte), con ampia loggia. Sul lato opposto si stende la sequenza ininterrotta di case fondachi porticate, dimora di famiglie nobili dedite alla produzione e al commercio di prodotti agricoli.
Oltrepassato il canale si giunge al maestoso palazzo Ragazzoni Flangini Billia, eretto dalla potente famiglia veneziana dei Ragazzoni nel 1570: nel vasto salone di rappresentanza la gloria del casato è raffigurata a piena parete negli affreschi di Francesco Montemezzano (1583), allievo del Veronese.
Via Pietà, invece, scavalca il Livenza nel punto in cui sorge la chiesetta della Pietà (1610): nel raccolto ambiente circolare, è custodito un Vesperbild in pietra.
Sul secondo isolotto, sorge il centro centro religioso: in piazza Duomo, oltre agli storici palazzo Carli (fine Cinquecento) e palazzo Ovio Gobbi, si affaccia la cattedrale intitolata a S. Nicolò: costruita tra 1474 e il 1496, ma più volte rimaneggiata, ha un moderno portale in bronzo (1972), opera di Pino Casarini, autore anche degli affreschi del presbiterio (1946). Vi si conservano una tela di Palma il Giovane (1620-25 ca.) e un’opera di Francesco Bassano (1589-90). Il campanile, in perfetto stile veneziano è della seconda metà del XVI secolo. Via Garibaldi, dove si affacciano palazzi nobili settecenteschi (palazzo Prata, palazzo Doro), conduce infine alla quattrocentesca ex chiesa di S. Gregorio, oggi sede di manifestazioni culturali.

Scrivi la tua recensione