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Spoleto

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Spoleto (PG)
Il fascino di Spoleto nasce non soltanto dal monumenti più o meno illustri che la adornano, ma soprattutto dal rapporto un po' speciale con la natura che la circonda. Il Monteluco non funge semplicemente da quinta scenografica, ma è un vero protagonista della storia della città, con la sua foresta di lecci protetta fin dall'antichità da leggi severe contro il taglio. Il poter controllare la valle, non a caso chiamata «valle spoletina», dalla posizione privilegiata del colle, ha consentito alla città di ricoprire nel corso dei secoli ruoli di primaria importanza difficilmente spiegabili da un punto di vista strettamente economico. Il centro è munito per la prima volta di «mura ciclopiche» nel IV secolo a.C., ma dotato di un impianto urbano su modello greco solo a partire dal 241 a.C., dopo la deduzione della colonia romana. Al dissolversi dell'impero romano subentreranno varie dominazioni barbariche (Teodorico, 507; Totila, 545; Narsete, 553) fino all'istituzione del ducato di Spoleto a opera dei longobardi.
Nel 1155 Spoleto, «munitissima città, difesa da cento torri», viene rasa al suolo da Federico Barbarossa, distruzione che accelera il processo di autonomia politica e dà l'avvio a un rinnovamento edilizio senza precedenti. Alla seconda metà del XIII secolo risale la definizione della piazza del Mercato sull'antico Foro romano, con l'inserimento del Palazzo comunale. Con l'arrivo poi degli ordini mendicanti comincia la costruzione di chiese ampie e imponenti, mentre l'insediamento della popolazione dei castelli lungo gli assi viari di accesso alla città determina la nascita dei borghi e la successiva edificazione di una nuova cinta urbica munita di torri di guardia e di porte (1296).
L'equilibrio urbanistico, che per diverse centinaia di anni aveva caratterizzato la città, viene spezzato nel 1834 a opera dell'architetto Ireneo Aleandri, che progetta la «Traversa nazionale» per facilitare l'accesso carrabile a Spoleto.
Questa più razionale organizzazione non coincide, tuttavia, con uno sviluppo politico-economico: dopo l'unificazione nazionale Spoleto perde il suo ruolo di centro amministrativo subendo con ciò gravi contraccolpi economici, ai quali cerca di porre rimedio nei primi anni del Novecento con la costruzione di opifici in prossimità delle mura e con lo sfruttamento di un grande giacimento lignifero. Bisognerà, peraltro, attendere fino al secondo dopoguerra per assistere a una rinascita culturale della città, grazie alla promozione di alcune iniziative quali il Teatro lirico sperimentale (1947), il Centro italiano di Studi sull'Alto Medioevo (1951) e il Festival dei Due Mondi, fondato nel 1958 dal musicista Gian Carlo Menotti e divenuto una delle più prestigiose e mondane manifestazioni a livello internazionale.

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