Scopri il mondo Touring

Gubbio

localita

Gubbio (PG)
Antenata di Gubbio è l'antica «Ikuvium», fondata dagli umbri insediatisi sulla sommità del monte Ingino e sul vicino monte Calvo probabilmente agli inizi del primo millennio a.C., documentata nella struttura urbanistica dalle Tavole eugubine (ora nel palazzo dei Consoli), monumento epigrafico di eccezionale valore inciso in lingua umbra tra la fine del II e il I secolo a.C.
Grazie alle descrizioni delle cerimonie rituali, infatti, si può risalire alla definizione dei confini civici e all'ordinamento della città-stato: l'Arce Fisia in posizione dominante e la Tota (città) Ikuvina lungo le pendici del colle, il tutto protetto da una cinta muraria. Gubbio continuò a essere centro di primaria importanza anche in età romana come testimoniano i resti delle terme, del teatro e del mausoleo. Superata la fase delle invasioni barbariche e delle devastazioni dei visigoti (inizi V secolo), il trattato di pace del 605 segnò la divisione dell'Umbria tra il ducato longobardo di Spoleto e quello bizantino di Perugia. Sotto la reggenza vescovile di Ubaldo Baldassini (circa 1130-60), Gubbio consolida il suo ruolo di centro egemone su un vasto territorio respingendo la lega delle città vicine capeggiata da Perugia (1151).
Tra XII e XIII secolo si assiste a un significativo ampliamento del tessuto urbano, al consolidamento delle porte civiche, alla costruzione dell'acquedotto e alla suddivisione amministrativa in quattro quartieri.
Nel 1384 la città passa ai Montefeltro di Urbino e lo smantellamento delle magistrature comunali sostituite dal potere signorile trova traduzione urbanistica nella costruzione (entro il 1480) del Palazzo Ducale di fronte alla Cattedrale. Subentrati i Della Rovere (1508) inizia il processo di decadimento della città che, inclusa nel ducato di Urbino, entrerà (1624) nello Stato pontificio aggravando il proprio isolamento, la crisi economica e dando avvio a un accentuato degrado edilizio. Nell'800 viene promossa la prima campagna di restauro del tessuto medievale, mentre per contro vengono demolite le mura. Nel secondo dopoguerra viene formulato un piano regolatore mirato da una parte a razionalizzare gli insediamenti nella periferia, dall'altra a riqualificare il nucleo medievale.
Tale intento trova il suo emblema nella Carta di Gubbio (1960), nata proprio per richiamare l'attenzione sul restauro funzionale delle aree storiche. L'itinerario suggerito ripercorre la stessa strada che gli abitanti di Gubbio compiono durante la corsa dei Ceri, festa di remota origine, con la sola variante del punto di partenza, ossia la piazza Quaranta Martiri.

Scrivi la tua recensione