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San Giuseppe Jato

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San Giuseppe Jato (PA)
Fu fondato su un feudo acquistato nel 1779 da Giuseppe Beccadelli di Bologna e Gravina dove sorgevano un casale e una chiesetta dei Gesuiti già proprietari del feudo. Come il vicino San Cipirello ha impianto a maglia ortogonale. Senza soluzione di continuità segue l'abitato di San Cipirello, centro agricolo sviluppatosi dopo che una terribile frana scesa dal monte Iato investì, nel 1838, San Giuseppe. Il piccolo museo archeologico, in via Roma N. 320, espone reperti relativi all'antica Iato, e in particolare al tempio di Afrodite e al teatro. Di fronte vi è un piccolo museo etnoantropologico con utensili tradizionali.

Sul versante sud del monte Iato, a est di San Giuseppe Jato, stanno venendo alla luce i resti dell'antica città di Ietas che, abitata dagli Elimi, dalla metà del sec. VI a.C. entrò in contatto con popolazioni di origine greca. Al sec. IV risalgono il teatro, nella parte alta della città; l'agorà, il luogo centrale della città, con tre lati chiusi da portici; a ovest di questa, il bouleutèrion, una piccola sala del consiglio; a circa 200 m a ovest, i resti di un piccolo santuario dedicato ad Afrodite e di una casa ellenistica a peristilio. Passata ai romani nel 250 a.C., Ietas decadde nel sec. i d.C., e fu abbandonata dopo il VI. Vi si trovava un insediamento nel periodo arabo, ma nel 1246 Federico II di Svevia la assediò e distrusse.

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