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Riomaggiore

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Riomaggiore (SP)
La sua via principale è il tratto terminale del torrente coperto rivus Major, che ha dato nome al paese. La fiancheggiano alte e strette case, che formano due compatte schiere parallele. Il fascino dell’abitato ha tratto ulteriore giovamento dai lavori di restauro che hanno liberato gli archi medievali dalle sovrastrutture costruite alla metà del Novecento. Tra i monumenti, la chiesa di S. Giovanni Battista (1340), con facciata neogotica (ma il bel rosone è originario). In via Colombo ha sede il piccolo Museo della memoria, che mette a disposizione strumenti multimediali per chi vuole approfondire tutti gli aspetti della storia e delle tradizioni del territorio. Una camminata panoramica porta alla parte alta dell'abitato, dove si trovano i ruderi del Castello (secoli XV-XVI); un’escursione più impegnativa (circa 1 ora) porta al santuario della Madonna di Montenero, raggiungibile anche in auto, di origine trecentesca ma rifatto a fine ’800. A Riomaggiore si può imboccare la celebre via dell’Amore.
A Riomaggiore ha sede il Parco nazionale delle Cinque Terre, il più piccolo parco nazionale italiano, esteso su 4300 ettari, e allo stesso tempo il più popolato, con circa 5000 abitanti. Il comprensorio è unico nel suo genere poiché protegge un paesaggio in larga parte creato dall'uomo. I circa 7000 km di muri a secco e le fasce terrazzate – i cian – ancora coltivati a vite, sono un'opera collettiva monumentale realizzata nel corso dei secoli a partire dal basso medioevo. Intorno all'anno Mille risale la fondazione delle “terre” da parte della popolazione della val di Vara: con questo nome erano definiti gli insediamenti costieri, sorti in corrispondenza delle foci dei brevi e rovinosi torrenti che scendono dal monte. L'economia di questi paesi, raggiungibili fino alla costruzione della linea ferroviaria (1874) solo per mulattiere impervie o dal mare, era quasi esclusivamente agricola. Oliveti, vigneti e agrumeti furono impiantati con fatiche che oggi è difficile immaginare, salvaguardando un territorio dall'erosione cui è naturalmente soggetto (come hanno evidenziato i gravi danni prodotti dall’alluvione dell’ottobre 2011). Il parco riserva per questo particolare attenzione alle attività rurali e alle produzioni di eccellenza, che contribuiscono a conservare un paesaggio unico al mondo: oltre allo Sciacchetrà, il noto vino passito, e agli altri pregiati bianchi delle Cinque Terre, vi si producono anche olio extravergine d'oliva di qualità. Assai rinomate sono anche le acciughe salate di Monterosso, le conserve di agrumi, il miele, tutti prodotti dalle varie cooperative attive nel territorio. Per saperne di più, in località Torre Guardiola, sul promontorio di Montenero, è attivo un Centro di educazione ambientale, comprendente un percorso botanico che guida alla conoscenza della macchia mediterranea, una postazione di birdwatching e un innovativo “percorso della scrittura”, che si propone di invogliare il visitatore all’osservazione e al racconto della natura. Il sito ufficiale fornisce informazioni sul turismo sostenibile, la percorribilità dei sentieri e i prodotti del parco.

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