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Monterosso al Mare

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Monterosso al Mare (SP)
Il paese, gravemente danneggiato dall’alluvione dell’ottobre 2011, presenta un duplice aspetto. Il borgo vecchio, benché segnato nel volto dal passaggio della strada ferrata, che si frappone tra l’abitato e la sua naturale platea costituita dalla bella spiaggia con anguste stradine che si inerpicano sul colle. La zona turistico-balneare di Fegina si mostra invece quale tipica stazione di villeggiatura di nobile e ricca di tradizione; qui soggiornò, tra l’altro, la famiglia genovese dei Montale, con il giovane Eugenio, futuro premio Nobel per la letteratura (1975), che conobbe luoghi e sensazioni descritti in alcune delle sue liriche più belle (come Ossi di seppia, 1925).
Due chiese di pregio impreziosiscono il nucleo antico. La parrocchiale di S. Giovanni Battista, sulla piazzetta, ha la tipica facciata gotica a bande orizzontali e un magnifico rosone cesellato; nella lunetta del portale, settecentesco Battesimo di Gesù; sul retro della chiesa, elegante loggiato fronte mare; il campanile è la trasformazione di una torre d’avvistamento. La chiesa di S. Francesco (1619), in alto sul colle di S. Cristoforo e annessa al convento dei Cappuccini, custodisce preziosi dipinti: una Crocifissione (secondo alcuni di Van Dyck), Cristo schernito di Bernardo Castello, Veronica di Bernardo Strozzi, S. Girolamo penitente di Luca Cambiaso e Pietà, forse attribuibile allo stesso.
Una breve escursione conduce all’eremo di S. Maddalena, con resti del complesso romanico immersi nella fitta vegetazione. Più lunga (ma percorribile anche in auto) è la gita al santuario della Madonna di Soviore: alla chiesa trecentesca, ristrutturata nel secolo XVIII, è annessa la settecentesca foresteria, dove è possibile ristorarsi e pernottare. Una ripida salita permette di raggiungere la punta del Mesco, in posizione superbamente panoramica, con i ruderi della chiesa di S. Antonio, e quindi Lèvanto.

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