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Apricale

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Apricale (IM)
Apricus, ovvero esposto a mezzogiorno. Questo bel villaggio è conosciuto anche come il “paese degli artisti”, presenza testimoniata dai tanti murales che conferiscono un fascino speciale alle caratteristiche viuzze del centro. Il borgo rientra nell’elenco delle località dell’entroterra italiano che hanno ottenuto il riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Al culmine dell’abitato si apre la scenografica piazza Vittorio Emanuele.
Domina la piazza il castello della Lucertola, di origini altomedievali, che conserva tratti delle mura esterne e la sezione inferiore di una torre del secolo XI, oltre a un bel giardino pensile dell’inizio del ’900. I recenti restauri hanno permesso il recupero degli ambienti sotterranei e di alcune sale affacciate sul giardino, che accolgono le sezioni del Museo della storia di Apricale. Il grandioso salone del piano superiore è adibito a sede espositiva per mostre e manifestazioni culturali. Nella galleria del Teatro, ricavata nella loggia superiore dei sotterranei, sono esposte le locandine delle rappresentazioni teatrali dal debutto del 1990 a oggi e le scenografie dei Tarocchi di Emanuele Luzzati. A destra dell’oratorio, l’interessante via Cavour conduce verso il cimitero, dove sorge la duecentesca chiesa di S. Antonio abate, con facciata barocca e, all’interno, cicli pittorici eseguiti nel secolo XV.
Nel medioevo, anche gli edifici religiosi potevano diventare postazioni fortificate. Lo rammenta, a valle dell’abitato, lungo la mulattiera per Isolabona, la poderosa chiesa di Nostra Signora degli Angeli, priva di facciata e con abside poligonale; gli affreschi interni datano ai secoli XV-XVIII.
Nella campagna a nord di Apricale, a 3 km dall’abitato lungo l’antica strada per Pigna, fanno capolino i suggestivi ruderi della chiesa di S. Pietro in Ento (XI secolo), a una sola navata, con abside semicircolare.

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