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Chiavari

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Chiavari (GE)
Chiàvari è distesa a ponente della foce dell’Entella, presso la confluenza delle valli Graveglia, Fontanabuona e Sturla. La città è quindi centro nevralgico fin dal medioevo di un vasto comprensorio. Ha aspetto di città moderna, spaziosa e disposta sul lungo litorale sabbioso e sul fronte dell’ampio porto turistico, Marina di Chiavari, in fase di ulteriore espansione.
L’umanizzazione di Chiavari risale alla preistoria, come testimonia la vasta necropoli dell’età del Ferro (secolo VIII-VII a.C.) a ovest della città, che assunse in età storica un ruolo di rilievo su tutto il territorio del Tigullio e del suo entroterra. La fondazione ‘ufficiale’ data 19 ottobre 1178, con un lodo consolare della Repubblica di Genova simile a un vero e proprio piano regolatore: l’atto stabiliva, infatti, la costruzione di quattro vie edificabili con andamento parallelo alla costa, destinate a essere intersecate da vicoli ortogonali per creare un tessuto urbano a maglie rettangolari. Protetta da una cinta muraria smantellata nel secolo XVIII, Chiàvari guadagnò rapidamente importanza, assurgendo nel 1332 a sede del vicariato della Riviera orientale. Il 1646 la vide insignita, prima tra le località del Levante, del titolo di «città». Il turismo, per molte località rivierasche fonte di cospicui guadagni già alla fine dell’800, si sarebbe affermato solo nel secondo dopoguerra, determinando una rapida crescita urbana in parte condizionata dai consueti criteri speculativi. Alle attività balneari, lo scenario economico chiavarese affianca un tessuto industriale particolarmente competitivo nel settore dell’arredamento, sulla scia di una tradizione artigianale nota soprattutto per le sedie campanine.
Per gli amanti del sole e del mare un ampio arenile di ghiaia e sabbia grigia, protetto da pennelli e da scogliere artificiali, ospita stabilimenti balneari ben attrezzati e spiagge libere. La frequentazione è sia di famiglie con bambini che giovanile, grazie all’offerta di intrattenimento e attività sportive.
In uscita verso Zoagli, sull’Aurelia, sorge il santuario di Nostra Signora dell’Olivo, sistemato nella configurazione odierna nel corso del ’600. Proseguendo, una strada secondaria sale verso il santuario della Madonna delle Grazie; la chiesa, edificata alla fine del secolo XIV, custodisce un prezioso ciclo di affreschi cinquecenteschi (degradato). Alle scene della vita di Gesù eseguite nel 1539 dal chiavarese Teramo Piaggio si affianca, in controfacciata, il grandioso Giudizio universale a firma di Luca Cambiaso (1550). Sul tabernacolo dell’altare maggiore è posta la statua lignea della Madonna delle Grazie, di matrice fiamminga.

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