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Enna

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Enna (EN)
Fra il lieve ondulare di fertili colline, si eleva un alto picco simile a una piramide la cui cima sia stata tagliata con un colpo d'accetta. Sul piano risultante è posta Enna, il capoluogo di provincia più alto d'Italia, per buona parte dell'anno avvolto dalla nebbia. Il monte di Enna proietta a raggiera la propria immagine su tutto il panorama di alture e valli dell'entroterra siciliano: per questo la città è stata definita “belvedere di Sicilia”. Enna conserva ancora oggi il suo aspetto di città storica e, con i suoi ambienti e i suoi edifici, parla un sobrio linguaggio medievale, solo marginalmente contaminato dagli svolazzi barocchi e settecenteschi. I ritrovamenti archeologici sulla sommità e sulle pendici dell'acrocoro confermano le origini millenarie della città, che ci è stata tramandata dalla tradizione come antichissimo centro dei sicani prima e dei siculi poi. Nel VII secolo a.C., l'abitato entrò in contatto con il mondo della colonizzazione greca; rimangono le necropoli e tratti della cinta muraria in località Santo Spirito. Fu conquistata dai cartaginesi nel 259 a.C. e l'anno successivo venne liberata dai romani. Dopo la decadenza di Roma, la città divenne importante fortezza dei bizantini e nell'859 finì in mano agli arabi e consolidò il suo ruolo produttivo, grazie alle innovazioni tecniche irrigue introdotte dal nuovi dominatori. I normanni la conquistarono nel 1088, la rafforzarono con la costruzione di un castello a guardia della vallata e promossero lo stanziamento di una colonia lombarda nelle immediate vicinanze. Tra il XII e il XIV secolo, gli Svevi strutturarono il sistema di difesa dell'altopiano, con la cittadella, o castello di Lombardia, e il cosiddetto «Castello Vecchio», o torre di Federico II. Nel 1848 e nel 1860 Enna fu tra le prime città siciliane a insorgere per la causa nazionale. Il 6 dicembre 1926 venne elevata a capoluogo di provincia. Ancora oggi, agli inizi del terzo millennio, la Settimana Santa viene celebrata con le stesse modalità con le quali questa ricorrenza nacque nel XIV secolo sotto l'influsso degli spagnoli: le confraternite degli incappucciati sfilano il Venerdì Santo in profondo silenzio davanti all'urna di Cristo e al fercolo con la statua della Madonna addolorata.

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