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Bressanone/Brixen

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Bressanone/Brixen (BZ)
Nell'ampia piana soleggiata alla confluenza dei fiumi Isarco e Rienza, tra pendii coltivati a vigneti e frutteti, Bressanone è la città più antica dell'Alto Adige.
L'urbanizzazione del luogo è documentata ben prima di quella di Bolzano, nel X secolo, quando la sede vescovile vi fu trasferita da Sabiona. La 'città nuova', com'era chiamata, crebbe in un punto strategico per le comunicazioni, in un momento in cui era divenuto fondamentale affermare una forte presenza politica e religiosa sulla strada del Brennero, percorsa da sempre più cospicui traffici tra Germania e Italia. La cerchia di mura, innalzata nel 1015-39 sulla riva destra dell’Isarco, includeva la cattedrale, il castello vescovile, le abitazioni del clero e dei mercanti. Ancora oggi questo primo nucleo è ben riconoscibile, anche se delle mura rimangono solo tre porte: si tratta del quadrilatero racchiuso tra le vie Bastioni Maggiori (nord), Alboino (est), Bruno (sud) e Bastioni Minori (ovest). La crescita economica, e di conseguenza urbana, durò a lungo, nonostante calamità e contrarietà: alcuni disastrosi incendi, inondazioni e – non ultime – le lotte interminabili dei vescovi coi loro vassalli nella Guerra Contadina guidata da Michael Gaismayr (1525-26) e con i Tirolo e gli Asburgo.Tra Cinquecento e Seicento i principi vescovi, in prima linea nel definire gli sviluppi della Controriforma, trasformarono la città medievale fortificata in una bella, per quanto piccola, capitale rinascimentale, via via adeguandola al nuovo gusto barocco.
Gli interventi sulla loro residenza e, più tardi, la ricostruzione della cattedrale furono da esempio ai nobili e ai ricchi cittadini bressinesi, che negli edifici privati e pubblici sovrapposero e sostituirono al gotico i modi più morbidi e ariosi portati da architetti e artisti di cultura italiana.
La soppressione del principato nel 1803 precipitò la città in una grave crisi, riducendola di fatto a un piccolo centro di provincia. La ripresa si ebbe con la ferrovia del Brennero (1859-67) e l’inizio del movimento turistico. Bressanone divenne stazione climatica e anche una famosa località di cure, grazie al dottor Guggenberg che nel 1890 aprì la sua casa di cura, la prima nell’impero austroungarico e in Italia in grado di applicare il metodo Kneipp (è tuttora attiva e porta il nome del fondatore).
Nel Novecento lo sviluppo turistico si è fatto determinante per le sorti economiche della città e una spinta decisiva è stata data dalla costruzione della funivia della Plose, che conduce da Sant’Andrea in pochi minuti agli attrezzatissimi campi da sci della montagna (m 2486) che guarda su Bressanone da est. Lo sviluppo delle industrie a sud della città ha portato altre opportunità. Anche la viticoltura e la produzione e commercializzazione di mele hanno riscosso successo.

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