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Cattedrale di S. Zeno

localita

piazza del Duomo 51100 Pistoia (PT)
Telefono: 057325095
La chiesa fu costruita nell’undicesimo secolo al posto di un preesistente edificio sacro anteriore al Mille, ed è considerata il prototipo del romanico pistoiese.
La struttura rispecchia interventi succedutisi nei secoli: abside e presbiterio furono rifatti fra ’500 e ’600.
La facciata in pietra ha tre ordini di logge, e un portico aggiunto tra 1379 e 1449; la volta e la lunetta del portale recano decorazioni in terracotta invetriata di Andrea della Robbia (1505). Due statue settecentesche, opera di Andrea Vaccà, raffigurano i patroni della città: S. Zeno, al quale è dedicata la chiesa, e S. Jacopo apostolo. L’imponente campanile, che termina con tre piani a logge e una cuspide cinquecentesca, è del dodicesimo secolo.
Il maestoso interno ha tre navate su colonne, con capitelli riccamente decorati. La tribuna rialzata è seicentesca. Nella navata destra sono da notare il monumento funebre del poeta e letterato Cino da Pistoia (opera gotica eseguita poco dopo il 1337, attribuita a Giovanni di Agostino e al figlio Agostino di Giovanni), la cappella del Giudizio (con affreschi quattrocenteschi che rappresentano il Giudizio Universale) e la grande cappella del Crocifisso, con l’altare di S. Jacopo. (Fino al ’700 questo altare era custodito nella cappella dedicata al santo, fatta costruire nel 1145 dal vescovo Atto).
L’altare maggiore in argento è un capolavoro dell’oreficeria gotica, realizzato in più riprese tra 1287 e 1456 da orafi pistoiesi e fiorentini; vi lavorarono anche grandi artisti, da Andrea di Jacopo d’Ognabene sino a Filippo Brunelleschi. La grande pala e il paliotto, che cinge l’altare su tre lati, raffigurano Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento e Storie di S. Jacopo.
In fondo alla navata centrale, è notevolissimo un Crocifisso su tavola, opera dei fiorentini Coppo di Marcovaldo e Salerno di Coppo (1275).
Nel presbiterio seicentesco si trovano affreschi del Passignano, di Gregorio Pagani e di Benedetto Veli, un candelabro bronzeo di Maso di Bartolomeo (1442) e statue di S. Jacopo e S. Zeno, opere di scuola del Giambologna.
Nella cappella sinistra del presbiterio sono da notare una tavola della Madonna in trono fra i Ss. Giovanni Battista e Zeno, opera di Lorenzo di Credi (1485), e la stele funeraria del vescovo Donato de’ Medici, attribuita ad Antonio Rossellino o al Verrocchio. Certamente il Verrocchio lavorò al monumento funebre del cardinale Forteguerri.
ll fonte battesimale è di Benedetto da Maiano.
Informazioni
 Apertura: 10-18; campanile: a richiesta
Condizioni di visita: ingresso gratuito

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