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Galleria nazionale dell'Umbria

localita

corso Vannucci 19 06121 Perugia (PG)
Telefono: 07558668415-0755721009
Espone in sequenza cronologica e articolata per scuole la produzione di artisti operanti sul territorio dal '200 all'800. La Galleria occupa oggi oltre 4000 metri quadri di superficie.
Il percorso dedicato alla pittura e scultura inizia al terzo piano (sale 1-21), dove sono le testimonianze dal XIII al XV secolo, per proseguire poi al secondo piano (sale 22-40), che accoglie opere dei secoli XVI-XIX. La visita si apre dunque con la scultura duecentesca, testimoniata tra l'altro dalle cinque sculture di Arnolfo di Cambio, eseguite tra il 1278 e il 1281 per una scomparsa fontana pubblica. La pittura umbra prima dell'avvento di Giotto ha come protagonista il Maestro di S. Francesco (Croce, 1272); di grande rilievo anche il dossale del Maestro di Farneto (c. 1290) e il dossale di Vigoroso da Siena (1291). Tra le opere del '300, Madonna col Bambino di Duccio di Buoninsegna e il polittico di Montelabate, firmato da Meo da Siena verso il 1317. Di cultura giottesco-assisiate la tavola di Marino da Perugia, la vetrata (Crocifissione) di Giovanni di Bonino e le statue dei Santi patroni di Perugia attribuite ad Ambrogio Maitani; tra le altre, opere di Mello da Gubbio e del Maestro della Dormitio di Terni (Madonna col Bambino e angeli). Cospicua la presenza di artisti senesi come Luca di Tommè (polittico di Forsivo). Il gotico internazionale investe Perugia agli inizi del '400: Madonna col Bambino e angeli di Gentile da Fabriano, polittico di Pietralunga di Ottaviano Nelli (1404); già proiettato verso nuove tendenze è Lello da Velletri nella Madonna col Bambino e santi. Tra le grandi espressioni del rinascimento fiorentino, il polittico di S. Domenico del Beato Angelico e il polittico di S. Antonio di Piero della Francesca. Opera tra le più importanti della Perugia rinascimentale è la cappella dei Priori affrescata da Benedetto Bonfigli tra il 1454 e il 1480. Numerosi anche i dipinti di Bartolomeo Caporali e di Fiorenzo di Lorenzo per la scuola rinascimentale perugina.
Particolare rilievo assumono nel percorso espositivo le opere del Perugino, tra le quali la tavoletta (1473) facente parte della cosiddetta nicchia di S. Bernardino e il polittico di S. Agostino, capolavoro della maturità. Allievo del Perogino, il Pinturicchio è presente tra l'altro con l'imponente pala di S. Maria dei Fossi (1495-96). La pittura del '500 è documentata da autori locali come Domenico e Orazio Alfani, da Raffaellino del Colle e dal fiorentino Giovanni Battista Naldini. Il Seicento vede come protagonisti Ventura Salimbeni (La Vergine col Bambino e S. Giovannino), Orazio Gentileschi (S. Cecilia che suona la spinetta), Valentin de Boulogne (Noli me tangere e Cristo e la Samaritana al pozzo), Pietro da Cortona (Natività della Vergine); per il Settecento sono esposte opere di Sebastiano Conca e Pierre Subleyras e la bella pala di G.M. Crespi.
Nell'ambito del progetto espositivo sono incluse sezioni speciali dedicate a oggetti d'arte o collezioni particolari, quali l'ottocentesca collezione Rocchi con 240 «tovaglie perugine»; le oreficerie (calice e patera di Cataluzio da Todi) e gli avori provenienti dai musei civici perugini.
Informazioni
 Apertura: novembre-marzo, martedì-domenica 8.30-19.30; aprile-ottobre, il lunedì 12-19.30. Aperture speciali serali
Condizioni di visita: ingresso a pagamento

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