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Museo di S. Marco

localita

piazza S. Marco 3 50121 Firenze (FI)
Telefono: 0552388608-055294883
Il convento domenicano di S. Marco, fondato nel 1436 e costruito su progetto di Michelozzo, è sempre stato un centro importante della vita religiosa cittadina.
Il museo che oggi ne occupa una parte è di eccezionale interesse soprattutto per le opere del Beato Angelico, grandissimo frate artista che qui visse e lavorò fino al 1443 circa. Sono notevoli, però, anche le opere del ’500, e quelle recuperate da edifici demoliti nell’800.
Il chiostro di S. Antonino, realizzato da Michelozzo, ha un ricco decoro a fresco. Il S. Domenico inginocchiato di fronte a Gesù crocifisso è dell’Angelico, mentre le lunette con Storie della vita di S. Antonino furono commissionate ai maggiori pittori del ’600 fiorentino.
Nel grande Ospizio dei Pellegrini si trovano un affresco dell’Angelico con Cristo pellegrino accolto dai Domenicani, e altre sue opere che in origine erano invece altrove, in conventi fiorentini poi soppressi: la Deposizione (o pala di S. Trìnita, con vedute di colline e città), la pala di S. Marco, un Giudizio universale di forma insolita (ornava un seggio per le messe cantate) e – in una cornice progettata daLorenzo Ghiberti – il tabernacolo dei Linaiuoli (1433-1434 circa), opera fondamentale per l’evoluzione dell’Angelico nello studio della prospettiva.
Nella sala del Capitolo spiccano un’imponente Crocifissione dall’Angelico, un Crocifisso ligneo (1496) di Baccio da Montelupo, e la campana – la ‘Piagnona’ – che suonò nel 1498 all’arresto di Girolamo Savonarola. Il rigido riformatore era infatti domenicano, e di questo convento fu priore a partire dal 1491.
Un altro affresco dell’Angelico, Cristo in pietà, domina l’ingresso della sala del Lavabo, dove si vedono terrecotte invetriate di Luca e Andrea della Robbia e dipinti di Fra’ Bartolomeo, altro grande frate artista di S. Marco, morto qui nel 1517.
Il refettorio Grande reca un grande affresco di Giovanni Antonio Sogliani (1536), e accoglie altre opere fra ’400 e ’700.
Segue una sala dedicata a Fra’ Bartolomeo, dove sono esposti anche il Ritratto del Savonarola e la pala della Signoria.
Nel refettorio Piccolo, affrescato intorno al 1480 da Domenico Ghirlandaio, campeggia la sua Ultima cena.
L’Antica Foresteria è una grande galleria, che era foresteria e infermeria del convento. Qui e nelle stanze laterali sono esposti resti scultorei, architettonici e pittorici di edifici medievali e rinascimentali demoliti a fine ’800.
Al primo piano si trovano le celle dei frati decorate dal celebre ciclo a fresco ideato dall’Angelico come guida per la meditazione dei confratelli. Le sinopie (i disegni preparatori) sono probabilmente tutte del maestro, ma alla realizzazione effettiva (1442-1445 circa) parteciparono certamente aiuti.
Sulla parete di fronte alle scale è un’Annunciazione (1442 circa) di rarefatta eleganza; alla parete opposta il Crocifisso con S. Domenico, sempre dell’Angelico, rappresenta il tema del sangue di Cristo versato a favore dell’umanità.
A sinistra dell’Annunciazione ha inizio il corridoio destinato ai Padri, il primo realizzato da Michelozzo e affrescato dall’Angelico.
Sulla parete destra della cella 25 si trova la Madonna delle Ombre, una delle opere più famose dell’Angelico, realizzata intorno al 1450.
Nelle celle riservate ai Novizi, sul secondo corridoio, si ripete il motivo didattico di S. Domenico in adorazione del Crocifisso.
Tre ambienti di fondo, utilizzati da Savonarola, ospitano memorie del frate.
Sempre al primo piano è la Biblioteca, raffinata creazione rinascimentale di Michelozzo, compiuta nel 1444.
Informazioni
 Apertura: lunedì-venerdì 8.15-13.50, sabato-domenica e festivi 8.15-16.50. Chiuso secondo e quarto lunedì del mese e prima, terza e quinta domenica del mese
Condizioni di visita: ingresso a pagamento

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