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Il Museo dell’Ospedale del Ceppo a Pistoia

Gianluca Chelucci
Sabato, 10 Febbraio, 2018

Domenica 25 marzo, alle ore 10, il Club di Territorio di Pistoia organizza una visita guidata al museo dell’Ospedale del Ceppo (“Museo della Sanità Pistoiese. Ferri per curare”). La nuova struttura museale, inaugurata in occasione delle celebrazioni di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017, appartiene alla rete dei Musei Civici di Pistoia e ha sede nella parte storico-monumentale dell'ex Ospedale del Ceppo. Quest’ultimo, fondato secondo la tradizione nel 1277, ha svolto funzioni sanitarie per oltre sette secoli, fino alla costruzione del nuovo Ospedale San Jacopo.
Il museo illustra le vicende storiche, architettoniche e artistiche dell’antico complesso ospedaliero, la cui denominazione, secondo la leggenda, deriverebbe da un ceppo d’albero miracolosamente fiorito in inverno, con cui la Madonna avrebbe mostrato il luogo su cui fondare l’ospedale, o da un tronco cavo utilizzato come contenitore delle offerte utilizzate per la sua costruzione.

La visita si apre con una sezione riservata alla decorazione in terracotta invetriata policroma del loggiato esterno, risalente ai primi decenni del Cinquecento, opera di Santi Buglioni e Giovanni Della Robbia, raffigurante “Le Sette Opere di Misericordia” e tondi istoriati, tra cui quelli con l’emblema del Ceppo e lo stemma mediceo. Il celebre fregio, capolavoro della scultura del Rinascimento, è illustrato nelle sue parti grazie a supporti multimediali con cui il visitatore può interagire.

Nell’ex Corsia di San Jacopo e in alcune sale adiacenti, il percorso prosegue con l’ampia sezione sulla storia della sanità pistoiese, con approfondimenti dedicati alla Collezione dei ferri chirurgici, raccolti in bacheche con ricchi apparati di corredo, suddivisi per specializzazione medica. La mostra raccoglie gli strumenti appartenuti alla scuola chirurgica dell’Ospedale del Ceppo, composta da circa 270 pezzi fra strumenti completi e loro accessori, databili tra il Seicento e i primi decenni del Novecento. Altri documenti riguardano l’ex Ospedale psichiatrico delle Ville Sbertoli, la Scuola medica dell'ospedale e l'Accademia Medica Pistoiese “Filippo Pacini”.

L’intera visita è supportata da pannelli multimediali sulla storia dell’ospedale, partendo dalla sua fondazione nel XIII secolo, passando per il suo sviluppo nei secoli e la nascita dei Regi Spedali Riuniti di Pistoia nel Settecento, per terminare con le più recenti ristrutturazioni novecentesche. Il visitatore può così conoscere un’intera tranche della storia e della cultura cittadina, le biografie dei medici più illustri che hanno esercitato la professione nell’Ospedale del Ceppo o accedere alla versione digitalizzata dell’Atlante anatomico di Paolo Mascagni (1823), interamente consultabile nel tavolo multimediale centrale insieme ad un gioco didattico interattivo sul corpo umano. Chiude l’allestimento una spettacolare retroproiezione che ha come protagonisti due dei chirurghi che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo e alla fama dell’ospedale: Bastiano Marcacci e Filippo Pacini.

Il percorso termina, nel giardino, con un piccolo gioiello: il settecentesco Teatro Anatomico, perfettamente conservato, testimonianza della rinomata Scuola Medica dell’ospedale. Esso ospitava le lezioni di medicina, con gli scranni laterali per gli studenti e il tavolo di marmo centrale per gli studi di anatomia. Eccezionale per le piccole dimensioni e la ricchezza decorativa, è uno dei più originali teatri anatomici d’Italia.

Con i Consoli di Pistoia.

Altre informazioni utili:
Quota di partecipazione: € 2 (comprendente il biglietto d’ingresso, ridotto per gruppi, e la visita guidata gratuita, curata da Gianluca Chelucci). La visita avrà luogo con un minimo di 15 partecipanti.
Prenotazione obbligatoria entro il 23 marzo 2018 (posti limitati). Appuntamento sotto al loggiato monumentale alle ore 9,50.
Per informazioni e prenotazioni:

 tel. 339 6723270
 (Martina Fornaini) - mail: visite.prenotazioni@gmail.com

Crediti fotografici: Comune di Pistoia; Gianluca Chelucci.