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Gli antichi tabernacoli di Pistoia

Gianluca Chelucci
Mercoledì, 20 Marzo, 2019

Sabato 16 marzo, presso l’Archivio di Stato di Pistoia, si è tenuta la presentazione del censimento-studio di Eduardo Pavone dedicato agli antichi tabernacoli di Pistoia.

L’evento è stato promosso dall’Archivio di Stato, con il patrocinio del Comune, della Diocesi, del Gruppo Fotoamatori di Pistoia e del Touring Club Italiano - Club di Territorio di Pistoia. Oltre all’autore, sono intervenuti lo storico Claudio Rosati, Gaetano Severini, presidente del Gruppo Fotoamatori Pistoiesi, il collezionista Giovanni Tronci e Gianluca Chelucci del Touring Club Italiano.

Sviluppando l’idea di un concorso sul tema del “Sacro”, indetto anni addietro dai fotoamatori di Pistoia, Eduardo Pavone ha portato a compimento il censimento di oltre 110 edicole votive, di varia epoca e dimensione, presenti entro la terza cerchia muraria della città. Ha poi corredato il materiale fotografico con descrizioni storico-artistiche, grazie alla collaborazione della Biblioteca San Giorgio, dell’IRSA (Istituto di Ricerche Storiche e Archeologiche) e del Museo Civico producendo sette cartine con itinerari di visita, riunite in cofanetto.

Le edicole risalgono a epoche diverse e sono perlopiù databili tra il XVI e il XX secolo. Dalla rilevazione è emersa la necessità di una manutenzione complessiva e di un restauro urgente, in alcuni casi inderogabile per garantire la sopravvivenza stessa dei manufatti, in gran parte costituiti da pitture ad affresco. Soltanto alcuni tabernacoli sono stati recuperati negli anni Novanta e Duemila. Di numerose edicole, ormai prive di immagini, si conserva solo la nicchia nel muro o la cornice.

Il termine marginine deriva dalla consuetudine di edificare le edicole votive ai margini delle strade e delle proprietà, oppure all’imbocco di ponti, e la loro realizzazione era legata, oltre che a motivi devozionali, al passaggio di processioni, a cerimonie e culti propiziatori nei riguardi dei raccolti agricoli, per miracoli e grazie ricevute, per la protezione delle case e del lavoro.

È auspicale che la paziente ricerca svolta da Pavone possa estendersi oltre il circuito delle mura urbane, contribuendo a salvaguardare le attestazioni residue e la memoria stessa di queste significative testimonianze della civiltà e della devozione popolare strettamente connesse agli aspetti religiosi, economici e sociali del territorio.