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VISITA GUIDATA ALL'EX MANIFATTURA TABACCHI

Fabio Rocca
Sabato, 28 Settembre, 2019

Le mie impressioni sulla visita alla Manifattura Tabacchi

di Mirella Bonanno

Un velo di tristezza mi ha accompagnato mentre, con il Club di Territorio di Palermo, del TCI, visitavamo la dismessa Manifattura Tabacchi, sita in via Cavaliere Gulì, oggi sabato 28 settembre 2019.

Quella lieve tristezza che provo quando entro in un luogo che ha contenuto le giornate di lavoro e, quindi, la vita di molte persone e, oggi, mi si presenta come un contenitore vuoto. E' naturale che prima di una riconversione ci sia un periodo di riflessione per la sua riorganizzazione. E la nostra visita è avvenuta in tale periodo.

La Manifattura Tabacchi di Palermo è stata dismessa nel 2001 e, forse, il suo futuro potrebbe essere quello di una riconversione in ricezione turistica, sicuramente di successo visto che è prospiciente il mare.

Il manufatto, come spesso accade, racchiude dentro di sé diversi strati di storia. Noi l'abbiamo scoperto grazie alla competente guida della prof.ssa Silvia Pennisi, coadiuvata dal sig. Antonio Pettinato, ultimo capo-reparto della Manifattura.

Il nucleo originario risale al 1700 e la sua finalità era quella di lazzaretto, favorita dalla vicinanza con il mare. Dismessa questa funzione, agli inizi del '900, vennero costruite altre strutture atte ad ospitare una fabbrica grande come fu la Manifattura di Palermo.

Oltre 900 persone vi lavoravano, di queste 600 erano donne che venivano preferite agli operai uomini per la loro maggiore abilità nel selezionare il tabacco e lavorarlo. Per Palermo, e per le donne che vi lavoravano, fu un'occasione di progresso nel campo dei diritti del lavoro. Infatti, anche se la manipolazione del tabacco non è una lavorazione salubre, le condizioni lavorative erano all'avanguardia, comprendendo anche un asilo-nido per i figli delle operaie.

Inoltre, ha rappresentato la sicurezza economica per le lavoratrici e l'istituzione delle ferie retribuite.La visita ci ha fatto conoscere le 3 caldaie che producevano il vapore necessario alla lavorazione del tabacco, di cui una risale ad inizio '900, è costruita in mattoni e veniva alimentata a carbone.

L'insieme delle strutture si articola intorno a due cortili e nel primo svettano ancora le ciminiere, una delle quali risale al 1700 quando veniva usata dal lazzaretto per bruciare gli indumenti infetti.

Nel secondo cortile si erge un monumentale ficus e sono presenti tre fontane, di cui una è stata dedicata alle donne che hanno lavorato presso la Manifattura.

Questo cortile, durante la pausa pranzo, era il punto d'incontro per tutti quelli che lavoravano alla Manifattura: operai, impiegati e dirigenti.

L'edificio che ha ospitato in ampie sale le operaie che lavoravano sigari e sigarette è un bell'esempio di architettura industriale dei primi del secolo scorso.

Un'elegante e solida scala in marmo e ferro battuto porta al primo piano dove i grandi saloni, anche se privi delle originali attrezzature necessarie alla lavorazione del tabacco, lasciano intravedere le originali capriate in ferro e legno. Con questa immagine di cura ed eleganza che ha caratterizzato quel periodo dello scorso secolo, si è conclusa la nostra visita.