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VISITA ALL'ARCHIVIO STORICO DI PALERMO

Fabio Rocca
Lunedì, 1 Ottobre, 2018

VISITA ALL'ARCHIVIO DI STATO

VENERDI 28 SETTEMBRE

Mirella Bonanno

Articolata, esaustiva ed intrigante visita con il Club di Territorio

di Palermo del TCI, ai luoghi dell nostra "memoria storica".

L'Archivio di Stato nelle sue due sedi, della Catena in Corso Vittorio Emanuele e della Gancia in Via Alloro, venerdì 28 settembre.

La memoria dell'Archivio di Stato di Palermo risale alla dominazione Normanna (sotto cui venne creatala struttura amministrativa del regno che sarà adottata da quelli successivi) e include documentazioni relative alle dominazioni Sveva, Angioina e Aragonese; quindi quella relativa al vice-regno dopo il 1412 e, infine, quella relativa al regno di Napoli dal 1816 in poi.

La visita è iniziata nella sede della Catena, ubicata in un ex-convento del Padri Teatini, dove, sapientemente guidati dalla Dott.ssa De Simone, abbiamo potuto ammirare alcune pergamene del periodo normanno relative a Federico II e Costanza d'Altavilla. Le pergamene (l'Archivio ne possiede circa 6000) sono state accuratamente restaurate, e vengono conservate in appositi contenitori, così come alcuni documenti risalenti a periodi successivi che sono conservati in fascicolo rilegati a mano.

In entrambi i casi abbiamo potuto osservare la bellezza e la chiarezza della calligrafia con cui sono stati stilati. Inoltre, ci sono stati mostrati alcuni sigilli con cui le pergamene venivano chiuse e siglate.

Dopo una piacevole passeggiata, abbiamo raggiunto la sede della Gancia, ubicata nell'ex convento dei frati minori di San Francesco.

All'ingresso, sotto un porticato che si apre sull'atrio con al centro una vera da pozzo di gusto barocco e, in alto sulla parete di fondo, la campana che, secondo la tradizione, diede inizio alla rivolta del 4 aprile 1860, un originale affresco a forma di albero recante l'immagine della Madonna e dei frati tra cui uno raffigurante San Benedetto, il santo nero patrono e protettore di Palermo insieme a Santa Rosalia.

Nella parete di sinistra dell'atrio, una parete così spessa che regge due sopraelevazioni effettuate in tempi diversi, si notano una serie di loculi murati che custodiscono i resti di alcuni frati.

Nell'ex refettorio, abbellito da stucchi di scuola serpottiana e da affreschi su episodi del Vangelo e sulla vita di San Francesco, abbiamo ammirato delle splendide carte topografiche in china acquarellata sull'Isola di Favignana.

Inoltre, dopo avere salito un largo scalone, ci è stata mostrata una delle sale adibite a deposito che è sta anche sede di una delle istallazioni di Manifesta 12) dove migliaia di faldoni sono conservati in scaffalature su più piani in attesa di essere restaurati e catalogati. Davvero una visione stupefacente ed imponente della nostra memoria collettiva e di quanto ancora c'è da fare per mantenerla in vita.

Qui si è conclusa la nostra visita che ci ha della conoscenza, davvero di nicchia, di questi due luoghi che racchiudono e mantengono tanta parte del nostro passato.