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Visita al Real Albergo delle Povere e all'Educandato Maria Adelaide

Fabio Rocca
Sabato, 19 Gennaio, 2019

Visita al Reale Albergo delle Povere e all'Educandato Maria Adelaide

di Bonanno Mirella

Sempre interessanti ed articolate le visite organizzate dal Club di Territorio di Palermo del TCI,  che ci permettono di approfondire la conoscenza della nostra città e della sua lunga storia.

Sabato, 19 gennaio 2019, la visita è stata incentrata sui due edifici monumentali che sorgono nel primo tratto di corso Calatafimi: l'Educandato Maria Adelaide e il Reale Albergo delle Povere.

Corso Calatafimi, realizzato nel 1580, è la continuazione di corso Vittorio Emanuele che, dopo avere oltrepassato l'imponente Porta Nuova con i suoi statuari talamoni, arriva a Monreale tagliando linearmente la città dalla Rocca fino al mare.

Procedendo verso Monreale, sulla destra, sorge il Reale Albergo delle Povere, complesso monumentale voluto da Carlo III di Borbone nel 1700 per ospitare e dare lavoro agli indigenti della città, alla cui realizzazione lavorarono architetti di fama come Furetto, Marvuglia, Marabitti e Palma.

La nostra visita è iniziata dalla chiesa situata nel cortile centrale del complesso ai cui lati si aprono altri due cortili ornati da fontane centrali. Molto interessante, dietro l'altare, un affresco trompe l'oeil, realizzato da Benedetto Gotardi nel 1779, rappresentante l'abside della chiesa.

Ai due lati della chiesa si trovano due cancelli oltre i quali si elevano due scaloni, coperti da un'unica volta, che conducono al primo piano. Ai rispettivi pianerottoli si trovano, nello scalone di sinistra, un grande crocifisso ornato da drappeggi in marmi mischi realizzato da Allegra e, nello scalone di destra, una tela raffigurante San Francesco che riceve le stimmate di autore ignoto. Entrambe le opere di notevole bellezza.

La nostra visita è continuata al piano terra del cortile di sinistra dove abbiamo ammirato uno dei due refettori: un ampio salone con colonne centrali ammobiliato con gli originali grandi tavoli in marmo e altri locali che, negli anni, sono stati adibiti a cucine, dormitori e scuole di artigianato.

Diverse, infatti, sono state le attività lavorative a cui negli anni si sono dedicate le donne ospiti: un opificio della seta (a questo scopo, nel giardino, vennero piantati 400 alberi di gelso nero) che realizzava pregiati drappi, un mulino con annesso pastificio, una fabbrica di ricamo e una fabbrica di sigari. È stata attiva anche una scuola elementare e una di canto corale.

Sempre nel cortile di sinistra abbiamo visitato i lavatoi e, al primo piano, l'archivio con i nomi di tutti gli ospiti e delle attività svolte; archivio che è stato riordinato negli anni '30 del secolo scorso.

Oggi la parte dell'edificio intorno al cortile di destra ospita mostre d'arte.

Finita la prima parte della nostra visita, abbiamo attraversato corso Calatafimi per entrare in una realtà settecentesca tuttora viva e palpitante: l'Educandato Maria Adelaide.

A farci gli onori di casa è stato l'appassionato e competente prof.                 con alcuni suoi alunni.

Infatti l'Educandato, voluto dalla regina Maria Carolina nel 1782, è tuttora sede scolastica, oltre ad essere uno dei sei educandati esistenti in Italia: scuola elementare, scuola media e due indirizzi superiori, tutti statali, e, inoltre, ospita una sessantina di alunne in convitto.

La nostra visita è iniziata salendo l'elegante scalone in marmo realizzato da Ignazio Greco nel 1882. Da qui abbiamo visitato la sala della musica che, oltre a diversi pianoforti  ospita un'antica arpa ed è foyer del teatro. Il  teatro è stato decorato da Rocco Lentini con motivi floreali liberty, affreschi illustranti panorami di diversi luoghi della Sicilia come sovrapporte e, al centro del soffitto, un medaglione con la regina Maria Carolina nelle vesti della sapienza che, seduta su una poltrona, indica il Reale Educandato.

Siamo, quindi, usciti nella deliziosa “terrazza del glicine”, una terrazza ammattonata con le originali maioliche settecentesche e avvolta da un robusto glicine che sovrasta un giardino.

La struttura, infatti, include due giardini ospitanti specie arboree rare, un roseto e un agrumeto.

Abbiamo, poi, visitato la chiesa dove gli alunni della nostra guida ce ne hanno illustrato la struttura neo classica e ci hanno raccontato come, nel 1970 a seguito di alcuni lavori, sia stata ritrovata, sottostante la chiesa, una cripta ospitante le salme delle monache francesi che, inizialmente, hanno gestito l'Educandato. Tra le altre, una fossa con una semplice lapide ci informa di come una di loro fosse morta di colera nel 1837 e fosse stata tumulata di notte segretamente dalle consorelle addolorate.

Le nostre giovani e preparate guide ci hanno, quindi, fatto visitare i refettori: il più antico è un colpo d'occhio: decorato in stile liberty ha le pareti parzialmente piastrellate con maioliche realizzate a Vietri sul Mare, vicino Napoli ed è illuminato da sei deliziosi lampadari di Murano dalle delicate tonalità rosa e verde; è utilizzato dagli alunni della scuola primaria. L'altro, un moderno self service è utilizzato dagli alunni delle secondarie. Particolarità di questa scuola è, infatti, il suo orario: dalle 8.00 alle 17.00.

Siamo passati dalle moderne cucine che, con i loro buoni odori, ci hanno fatto desiderare di fermarci a pranzare, anche nella semplice “stanza da pranzo della badessa”, un locale che si apre in fondo al refettorio liberty ammobiliato con un paio di credenze liberty e un lampadario in metallo art deco, dove anticamente pranzava la madre badessa.

Infine, gli alunni del nostro “padrone di casa” ci hanno mostrato le antiche foto, amorevolmente esposte lungo le pareti di un corridoio, illustranti le camerate delle educande di un tempo e le diverse attività che svolgevano prima di scortarci all'uscita e di salutarci affettuosamente.