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VISITA AL PARCO ARCHEOLOGICO DI HIMERA

Fabio Rocca
Giovedì, 31 Ottobre, 2019

Le mie impressioni sulla visita al Parco Archeologico di Himera

a cura di Bonanno Mirella

 

Sabato 26 ottobre 2019, ottima visita con il Club di Territorio al Parco Archeologico di Himera con una guida d'eccezione: la dott.ssa Agata Villa, archeologa e già direttrice dell'impianto museale.

Grazie alle sue competenti e appassionate parole, abbiamo rivissuto un momento storico del nostro territorio distante da noi circa 2500 anni.

In quel periodo la Grecia e i Fenici imperavano nella nostra isola, che era colonia greca nella parte orientale e fenicia in quella occidentale. Himera rappresentava il baluardo della grecità in Sicilia.

La città si era sviluppata, non senza avere lottato e superate le difficoltà con le popolazioni autoctone: i Sicani, e prosperava lungo la foce del fiume Himera; allora navigabile e via di comunicazione con l'entroterra siculo. Era cresciuta in due agglomerati: quello basso, proprio sulla foce, dove oggi si trovano le rovine del Tempio della Vittoria e il museo Pirro Marconi, ricavato da una casa contadina e testimonianza etnoantropologica in una sua parte, e quello alto, sopra il promontorio dove ora sorge l'Antiquarium.

Era una città dai commerci internazionali e la dott.ssa Villa ci ha spiegato come sia possibile capirlo dalle differenti tipologie di anfore trovate, che ci fanno risalire alla loro provenienza dalla diversa forma, e che, oggi, sono catalogate nell'Antiquarium.

Grazie a ricostruzioni e foto dall'alto, abbiamo potuto ammirare come l'impianto della città fosse regolare, con vie principali ampie e case che si sviluppavano intorno ad un cortile, tipico delle polis greche.

Il sito è ricchissimo di reperti tombali e, dal momento che la mortalità infantile era elevatissima, i cadaverini venivano inumati anche in oggetti di uso casalingo, come le anfore, che venivano tagliate e, poi, richiuse.

Tenerissima la tomba degli sposi con i due scheletri che si tengono per mano.

Testimonianza della terribile battaglia del 480 a.c. è il ritrovamento di una fossa comune con centinaia di scheletri umani ed equini.

Nel 480 a.c., infatti, i Cartaginesi tentarono di impadronirsi del baluardo greco e, sotto il comando di Amilcare, attaccarono Himera, allora governata da Terone.

In un suggestivo e coinvolgente video, coordinato dalla dott.ssa Villa, abbiamo visto come Terone abbia chiesto aiuto a Gelone di Siracusa e con uno stratagemma, esempio della proverbiale astuzia greca, abbia potuto sconfiggere i Cartaginesi.

Per ricordare questa vittoria, nella città bassa, venne costruito l'imponente Tempio della Vittoria, dedicato alla glaucopide dea Atena.

Nel museo è presente un modellino del tempio e la ricostruzione di uno dei mascheroni a forma di testa leonina che l'ornavano.

Purtroppo, la vita della prospera città volgeva al termine; infatti, nel 409 a.c. i Cartaginesi tornarono all'attacco e, sotto il comando di Annibale, la rasero al suolo.

I numerosissimi reperti che abbiamo avuto modo di ammirare, primo tra tutti la raffinata Phiale Aurea, ci hanno permesso di trascorrere una mattinata insieme ai nostri lontani antenati, alla loro cultura e alla loro abilità artistica, facendoci riflettere come l'essere umano, seppure cambi i suoi costumi, non cambia la sua più intima essenza.

Mirella Bonanno