Scopri il mondo Touring

Visita al Pantheon di Palermo - Chiesa di San Domenico

Fabio Rocca
Sabato, 16 Febbraio, 2019

Visita al Pantheon degli Illustri di Sicilia

a cura di Bonanno Mirella

foto di Coco Riccardo

 

Nel 1853 la chiesa di San Domenico, nell'omonima piazza di Palermo, divenne il Pantheon degli Illustri di Sicilia ed è lì che il Club del Territorio di Palermo si è recato in visita sabato 16 febbraio 2019.

La pianta della chiesa attuale risale al 1640 ed è il terzo rimaneggiamento della costruzione iniziale del 1285; essa è a croce latina con tre navate divise da 16 imponenti colonne monolitiche in marmo di Billiemi che reggono arcate a tutto sesto.

Durante il trasporto di queste colonne, una di esse subì un incidente rompendosi in tre parti e dando il nome al luogo dove accadde: via Colonna Rotta.

Alla chiesa, che ha facciata barocca del 1726, è sempre stato annesso un convento dei padri Domenicani e un chiostro che, anticamente, era coltivato ad orto.

Al suo interno la chiesa ha, su entrambi i lati, cappelle e tombe monumentali dedicate agli uomini illustri siciliani da Giovanni Meli a Giovanni Falcone.

Dietro l'altare maggiore vi è un maestoso coro ligneo e, ai due lati dell'abside, due organi pregevoli risalenti al 1774 l'uno e al 1898 l'altro. Essi sono spesso protagonisti di concerti e oggetto di studio da parte degli studenti del vicino conservatorio.

Il chiostro ha una doppia fila di colonnine su tre lati -simili a quelle del chiostro di Monreale- mentre sul quarto lato presenta un colonnato più semplice. Ciò perché una parte di esso è stata sacrificata per l'allargamento della chiesa che è il secondo luogo di culto più grande della Sicilia.

La visita è proseguita con la maestosa sacrestia attigua alla chiesa che ha un pregevole e raffinato arredo ligneo con le statue dei quattro pontefici domenicani e, sull'altare, un crocifisso-reliquario.

Siamo, infine, saliti all'interno del Convento di San Domenico dove, in un'ampia sala, abbiamo potuto ammirare il magnifico affresco a parete del “Ianua Temporu Perpetua” ovvero la Porta Perpetua del Tempo, un calendario liturgico perpetuo realizzato nel 1723 dal padre domenicano Benedetto Maria Castrone.

Lì la nostra guida, signora Alida Messeri, ci ha spiegato come avremmo potuto datare la Pasqua degli anni futuri senza commettere alcun errore.

PER OGNI INFORMAZIONE SCRIVETE A palermo@volontaritouring.it E SEGUITECI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.