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VISITA A TRE CHIESE E PRANZO DI FINE ANNO

Fabio Rocca
Sabato, 21 Dicembre, 2019

Le mie impressioni sulla visita a tre chiese e sul pranzo sociale 2019

      a cura di Bonanno Mirella

Mattinata ricca di arte, di storia e di gradita socialità, insieme agli amici del Club di Territorio di Palermo, oggi 21 dicembre 2019.

Il barocco siciliano e il gotico catalano, o mediterraneo come oggigiorno viene definito, sono stati le mete delle nostre visite in tre splendide chiese del rione Kalsa.

Accompagnati dalla giovane, competente e coinvolgente guida e socia Cristiana La Cerva, abbiamo visitato le chiese barocche delle Sante Anna e Teresa d’Avila alla Kalsa, quella di Santa Maria della Pietà e, infine, la gotica chiesa di Santa Maria della Catena dove ci ha fatto da preziosa guida Padre Torcivia.

Ci siamo, inizialmente, fermati nella piazza della Kalsa per ammirare la ricca e articolata facciata che contraddistingue la chiesa delle Sante Anna e Teresa d’Avila. La facciata, in conci di tufo, è infatti divisa in due livelli ed entrambi presentano colonne in marmo ornate da capitelli corinzi. La nostra guida ci ha raccontato come l’uso del capitello corinzio, in epoca barocca, sia dovuto alla simbologia della foglia d’acanto, caratteristica di questi capitelli, che simboleggia la prosperità; cosa che lo stile barocco ama ed osanna. All’interno abbiamo ammirato, nella cappella del Santissimo Salvatore, la bella rappresentazione del Marabitti, tutta in marmo bianco ad eccezione del Cristo in legno e dei raggi dorati. L’uso del bianco e dell’oro, nella simbologia barocca, intende la purezza e l’abbondanza –da intendersi, ovviamente, in senso spirituale.

Abbiamo, quindi, raggiunto la vicina e diversamente barocca chiesa di Santa Maria della Pietà. Anche qui è presente una facciata ornata da colonne e statue ma è, soprattutto, l’interno a mostrare tutta la ricchezza del barocco siciliano nelle elaborate decorazioni come le due cantorie, progettate dal pittore e architetto Pietro Aquila insieme a Giacomo Amato, che sono sorrette ognuna da due fauni e dal mezzo busto di un grosso leone. Altrettanto ricco ed elegante il vestibolo, con uno splendido sottocoro, sorretto da colonne di marmo di Billiemi e dal soffitto riccamente affrescato con scene di vita e di miracoli di Santa Caterina da Siena e di San Domenico del pittore Giacomo Borremans, tutte contornate da stucchi del Serpotta. Alzando gli occhi, lungo le pareti della navata e sopra il vestibolo pregevoli gelosie in ferro battuto ci ricordano la presenza delle suore di clausura di quello che è oggi il Museo Abatellis che, in periodo barocco, le ospitava.

Dopo pochi passi, davanti al mare della Cala, eccoci arrivati alla chiesa di Santa Maria della Catena. Qui, lasciato alle nostre spalle il gioioso e ridondante barocco, entriamo nell’esaltazione del vuoto, tipica dello stile gotico. È impossibile, in questo stile, non alzare gli occhi verso l’alto e non sentirsi trasportati verso qualcosa di immateriale, verso un mondo di spiritualità. Ed è stato così anche per noi, questa mattina, guardando gli archi catalani che caratterizzano questa chiesa sia all’esterno che internamente. Archi che tripartiscono le tre navate interne della chiesa e il portico esterno, a cui si giunge dopo un’ampia scalinata. La chiesa ha il nome della Catena per un doppio motivo: anticamente, alle sue mura era la catena che proteggeva le navi dell’antico porto di Palermo e per una leggenda che parla di un miracolo operato dalla Madonna a un detenuto innocente a cui avrebbe fatto sciogliere le catene. Ancora oggi, ci ha raccontato padre Torcivia, è luogo di preghiera per parenti di detenuti.

Infine ci siamo recati al ristorante ‘A Cala per un momento di gradita convivialità, come sta diventando abitudine da un anno a questa parte. In un’atmosfera rilassata, con davanti ai nostri occhi gli alberi delle numerose barche e il mare della Cala, ci siamo ritrovati a chiacchierare delle attività svolte, a scambiarci le nostre impressioni e a programmare qualche attività futura. Tante le idee che sono venute fuori e speriamo di portarle a termine nel corso del prossimo anno. È certo che questo Club di Territorio, che non ha molti anni alle sue spalle, va diventando sempre più coeso e desideroso di partecipare a iniziative che valorizzino e salvaguardino il nostro ricco e vario territorio.